INTERVISTE

Ermal Meta, da “La Fame di Camilla” a Sanremo, sognando Vasco Rossi

Ermal Meta comincia la propria esperienza discografica nel 2007 con la band La Fame di Camilla con cui pubblica tre album (l’omonimo del 2009, Buio e Luce nel 2010 e l’Attesa nel 2012), di cui è voce e autore di tutte le canzoni. Con questo indimenticato progetto viaggia in tour per 3 anni calcando quasi 500 palchi, condividendo quelli di Stereophonics, Cranberries e Aerosmith all’Heineken Jammin’ Festival e al Festival di Sanremo nell’edizione del 2010.

Come autore di canzoni, le sue parole e le sue musiche si sono fatte ascoltare da milioni di persone attraverso le voci di Marco Mengoni, Francesco Renga, Emma Marrone, Annalisa Scarrone, Chiara Galiazzo, Patty Pravo, Clementino, Francesco Sarcina (al cui disco ha lavorato anche in qualità di produttore & arrangiatore) e Lorenzo Fragola.

Lo starter d’inizio alla sua carriera solista è stato dato a Sanremo 2016 con Odio Le Favole, il 1° singolo, che si è aggiudicato il 3° posto tra le nuove proposte.

Ermal Meta ha recentemente chiuso i lavori relativi al suo primo disco solista che sfata definitivamente la teoria che vuole gli autori di successo lontani dal microfono.

– Il brano con il quale ti sei presentato a Sanremo “Odio le favole” ha superato un milione di visualizzazioni su youtube. Come sono stati gli ultimi mesi dopo il tuo esordio solista alla kermesse Sanremese?

Beh, sono stati mesi ricchi di impegni. Sono andato in giro a presentare attraverso gli instore il mio disco, ci sono state un sacco di idee messe in pratica, si sta lavorando ai live ed è uscito da poco il mio secondo singolo “Volevo dirti”.
È un periodo bello pieno, intenso.

– Quanto ha inciso la tua esperienza con La Fame di Camilla, conclusa nel 2013, sul tuo percorso solista? Cosa ti ha insegnato e cosa ti è rimasto?

Mi ha insegnato tantissimo, mi sono dato completamente a quell’esperienza nello stesso modo in cui faccio con tutte le cose.
Di quell’esperienza mi è rimasto davvero tantissimo anche perché è stata la prima esperienza di un certo tipo, era tutto molto bello, tutto nuovo. Con l’esordio della mia carriera solista mi porto un sacco di quello che è stato La Fame di Camilla.

– Hai collaborato come autore con diversi artisti italiani come Marco Mengoni, Francesco Renga, Patty Pravo e Francesco Sarcina. C’è un pezzo che hai scritto per altri alla quale sei particolarmente legato?

No, non ce n’è qualcuno in particolare che prevale su tutti. Sono legato a tutte le canzoni che scrivo.

– Il 12 Febbraio scorso è stato pubblicato il tuo album “Umano” per Mescal. Come hai lavorato alla creazione di questo disco? Chi ha lavorato insieme a te alla stesura delle nove tracce?

Alla stesura dei brani e e al disco ho lavorato da solo, dall’arrangiamento alla produzione, ho persino suonato. Tranne “A parte te” che è un pezzo di qualche anno fa scritto con Dario Faini.

– Per la pubblicazione di “Umano” ti sei affidato a Mescal music, etichetta indipendente piemontese. Come mai la scelta di un’etichetta indipendente?

In questo momento, per quel che mi riguarda, la discografia indipendente è quella che è più vicina alle mie necessità. Credo che per indole io sia sempre stato piuttosto indipendente, poi a loro piaceva il mio disco ed ho deciso di lavorare con loro, tutto molto semplice in realtà.

– Hai collaborato alla stesura del brano “Parlerò d’amore” di Alice Paba, interprete vincitrice del talent show “The voice” e hai scritto per Sergio Sylvestre, vincitore del talent “Amici” il brano “Bigboy”. Cosa pensi dei Talent Show? Come arricchiscono o penalizzano la carriera di un artista?

I talent show sono dei contenitori e come tali servono ad avere un contenuto. In genere se le carriere vengono aiutate o vengono distrutte non dipende dai contenitori ma dai contenuti. Dipende da chi ci lavora e dal modo in cui ci si lavora quindi credo che accanirsi contro i talent sia una cosa inutile perché c’è spazio per tutti.

– Hai aperto il concerto dei Negramaro a Pescara, com’è stato esibirsi su un palco in quel contesto?

Per me è stato un palco importante, un palco di artisti meravigliosi e persone incredibili come i Negramaro.
Mi hanno dato la possibilità di aprire la loro data in abruzzo in un palazzetto e suonare in acustico in un palazzetto stracolmo non è una cosa del tutto facile perché bisogna aumentare le dinamiche, suonare a volume più alto perché il palazzetto altrimenti tende a distrarsi.
Sono stato molto felice che tra il pubblico ci sia stato qualcuno che ha cantato i miei pezzi quindi è stato bellissimo. Io resto sempre molto colpito dall’umanità e dalla bellezza spirituale delle persone con cui collaboro e i Negramaro sono veramente delle persone meravigliose.

– Come vivi la dimensione del live? Com’è il prima e com’è il dopo?

Prima del live e dopo il live? Beh prima c’è sicuramente un po’ di tensione ma se non ci fosse sarebbe un problema. Tensione che viene poi dissipata nei primi tre minuti di esibizione e forse anche meno. La tensione è una cosa che fa bene, il live è una componente fondamentale nel percorso di un musicista perché non esiste una carriera musicale senza i live, il live è il momento della verità dalla quale non si sfugge e che non si può contraffare.
In genere quando i live finiscono sarei pronto per farne un altro perché non mi basta. Dopo ci si rilassa, si parla con chi è stato con te sul palco ed è un momento molto bello.

– Artisti con cui non hai mai collaborato con cui ti piacerebbe collaborare?

Mi piacerebbe collaborare con Vasco Rossi, mi rendo conto che sia una cosa difficile, ma per me è un mito. Poi credo che le cose dovrebbero accadere naturalmente, magari ci sono artisti alla quale non hai mai pensato e dopo una collaborazione ti rendi conto che sia stata una cosa molto bella. Potrebbe essere qualsiasi artista, a patto che la collaborazione sia fruttuosa.

– Prossimi appuntamenti da segnarsi in agenda?

A breve uscirà il video ufficiale di “Volevo dirti” e verranno pubblicate le date dei concerti. Questa sezione di appuntamenti potrebbe essere aggiornata tra poco con le date definitive dei live.

Martina Marzano