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All That Remains: Victim of the New Disease [Recensione]

Artista: All That Remains
Album: Victim of the New Disease
Etichetta: Eleven Seven Music
Data di rilascio: Novembre 2018

Morire a quarantaquattro anni, pochi giorni prima della pubblicazione del nuovo album, il nono dei “All That Remains”. Chissà cosa avrà pensato Oli Herbert, chitarra solista della band, mentre annegava.

E mentre le circostanze della morte, ad oggi, non sono completamente chiare, magari Oli è stato veramente vittima della nuova malattia, come il titolo del disco annuncia profeticamente.

Dopo la svolta Rock degli ultimi dischi, non sempre apprezzata dai fan della band, questo album riporta il gruppo alle origini metalcore.

La chitarra di Oli Herbert si sente e si fa precisa in tutti i brani, i fraseggi sono un marchio di fabbrica, l’assolo (e l’apertura) di “Alone in the Darkness” fanno da contrappunto al caos di “Wasteland” dalle sonorità estremamente distorte.

La voce di Phil Labonte, roca, non sempre a fuoco, a volte fuori tempo, è altro elemento caratterizzante dell’intero lavoro. Quasi esitante nella parte melodica, potente e rude nelle parti urlate. Molto liberatorie.

Mike Martin alla chitarra ritmica, Aaron Patrick al basso e Jason Costa alla batteria accompagnano e caratterizzano tutti i brani, con grande energia.

Insomma, se da una parte si tratta di un ritorno al passato, alle sonorità di “The Fall of Ideals”, dall’altra si nota una maturazione sia tecnica che artistica. Uno stile più misurato ma non meno stimolante dal punto di vista emotivo.

Per gli amanti del genere sicuramente un disco da ascoltare ed interiorizzare.

R.I.P. Oli Herbert.

Davide Visca

Tracklist

  1. Fuck Love
  2. Everything’s Wrong
  3. Blood I Spill
  4. Wasteland
  5. Alone In The Darkness
  6. Misery In Me
  7. Broken
  8. Just Tell Me Something
  9. I Meant What I Said
  10. Victim Of The New Disease