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Canzoni che lasciano tracce di pura magia nel cuore e nelle orecchie

L’ascolto di una canzone rock rappresenta sempre un momento significativo per gli amanti di un genere che difficilmente tramonterà. Molto spesso ci si imbatte in pezzi che lasciano il segno e di cui non si può fare a meno di riascoltarli in loop. Che sia in un giradischi, in un hi-fi di ultima generazione, se ci si lega ad un brano lo si ascolta in ogni modo possibile.

Molte sono le canzoni che legano l’artista all’ascoltatore, in una simbiosi quasi perfetta. Tra queste si annoverano sicuramente Back in Black degli Ac/Dc; una vera e propria carica di energia che tende quasi a riportare alla vita lo storico frontman della band Bon Scott.

Smoke on the Water è invece quel pezzo che con il suo riff incessante, ha reso leggendaria una pietra miliare del rock, incisa dopo l’incendio del casinò di Montreaux, dove si stava esibendo Frank Zappa con la sua band.

Knockin’ on Heaven’s Door è letteralmente un inno alla pace, paradisiaco a giudicare dal titolo, pensato come colonna sonora per il western “Pat Garrett & Billy Kid”. La canzone è frutto della genialità di Bob Dylan, ma è stata poi coverizzata da altri grandi artisti, tra cui i Guns N’Roses, che l’hanno riadattata in uno stile tipico hard rock.

Inconfondibile e indubbiamente ballabile è Sultan of Swing, che risuona dalla chitarra di Mark Knopfler, ispirato da un gruppo jazz che si esibiva in un pub a Londra, durante una serata di svago del chitarrista più famoso di sempre.

Inimitabile è infine il classico riff targato Led Zeppelin, di uno degli evergreen più belli della storia: Whole Lotta Love. Accompagnato dalla potenza delle casse della batteria, il pezzo descrive al meglio il perfetto matrimonio tra emozione e pragmatismo, tendendo poi ad esplodere come una dinamite, in un climax ascendente di note.

Francesco Tusa