HYPE & STYLE

Stan Lee: un supereroe divenuto leggenda

Nato a New York il 28 dicembre del 1922, Stanley Martin Lieber in arte Stan Lee era figlio primogenito di Jack e Celia Lieber, immigrati ebrei di origine romena, che una volta ottenuta la cittadinanza decisero di trasferirsi e vivere a New York.

Il legame con i fumetti iniziò per Stanley da ragazzo, quando fu assunto alla Timely Comics come addetto alle copie per Martin Goodman. Ma dato il talento fu subito promosso al ruolo di scrittore, quindi a quello di sceneggiatore, diventando il più giovane editor nel campo dei fumetti, a soli 17 anni.

Il suo primo lavoro è una pagina di testo firmata con lo pseudonimo di Stan Lee, che venne utilizzata come riempitivo per un’uscita di Capitan America del 1941. Ma nel 1942 la sua carriera venne bruscamente interrotta dallo scoppio della II° Guerra Mondiale, arruolato nell’esercito statunitense. Quindi, finito il conflitto ritornò al suo lavoro nell’azienda che da lì a poco sarebbe diventata la Marvel Comics, incontrando non poche difficoltà, con un drastico calo di interesse verso le testate a fumetti dedicate ai supereroi che perdurò per oltre un decennio.

Nel 1952, infatti, solamente le strisce di Superman, Batman e Wonder Woman, tutte appartenenti alla DC Comics, venivano ancora pubblicate regolarmente, e solo nei primi anni 60 si ottenne una ripresa del mercato con il successo della Justice League of America, realizzata sempre dalla DC Comics.

In risposta, Martin Goodman assegnò a Stan Lee il compito di creare un nuovo gruppo di supereroi. Nacquero così nel 1961 grazie alla collaborazione con il disegnatore Jack Kirby, i Fantastici Quattro, che ebbero subito un successo planetario spingendo Lee e gli illustratori della Marvel a cavalcare l’onda e a produrre tanti nuovi personaggi.

In soli tre anni di irrefrenabile vena creativa vennero ideati: Hulk (1962), Thor (1962), Iron Man (1963) e gli X-Men (1963) in collaborazione con Jack Kirby, Dare Devil con Bill Everettl’Uomo Ragno (1962) ed il Dottor Strange (1963) con Steve Ditko.

Durante gli anni sessanta e settanta, Stan Lee sceneggiò e curò la maggior parte delle serie Marvel, moderando anche le pagine della posta e scrivendo un redazionale mensile intitolato “Stan’s Soapbox”, firmandosi sempre con il suo caratteristico “Excelsior!”.

Inoltre, Stan Lee rispolverò e rinnovò alcuni dei supereroi ideati da altri autori negli anni trenta e quaranta, come Namor e Capitan America, reinventando il genere supereroistico, con la formula dei “supereroi con superproblemi”, rendendo i suoi personaggi più profondi e con un’umanità sofferta, un cambiamento epocale rispetto all’ideale di supereroe perfetto tipico degli anni precedenti.

Superman era così potente, quasi un Dio, e nessuno avrebbe potuto scalfirlo, Batman era un miliardario onnipotente, ma Stan decise di ribaltare questo punto di vista… e fu un enorme successo!

Perché The smiling, come veniva soprannominato, contribuì concretamente a rivoluzionare il mondo del fumetto; umanizzando divinità, trasformando gli invincibili in teenager, creando un universo sconfinato: iniziò per contrastare la DC Comics e la sua Justice League, e finì per diventare il papà simbolo di tutto il genere fumettistico dedicato ai supereroi. Con i suoi eroi umanizzati, che avevano un brutto temperamento ed erano spesso malinconici. Preoccupati come tutti noi delle piccole vicissitudini quotidiane: le bollette da pagare a fine mese o le relazioni difficoltose con le proprie ragazze, e qualche volta si ammalavano pure. Con tante e infinite sfumature, dubbi e incertezze, cadute e risalite…

La vita di tutti i giorni fatta fumetto. Con la sola differenza che il tuo amico della porta accanto ha i superpoteri…

Rivoluzionario, geniale, sorridente, col suo stile ha influenzato tutto il mondo, ed è diventato lui stesso una leggenda… immortale come i suoi supereroi.