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Un “Assaggio” di Rock senza Alibi! [INTERVISTA]

Di fresca uscita con il loro singolo d’esordio intitolato ASSAGGIO, abbiamo incontrato gli ALIBI, rock band dal sound vivace e a tratti punk che sta già conquistando importanti riconoscimenti al suo esordio. Ecco cosa ci hanno raccontato Gabriele e Guglielmo:

– Ciao ragazzi, benvenuti su Qube Music! Come nascono gli Alibi?

Era un periodo strano: piena pandemia, Guglielmo stava terminando i suoi studi di batteria, Gabriele stava per lasciare Roma e non aveva ancora deciso in quale paese andare, dopo aver vissuto per mezza Europa durante i tre anni precedenti: era il momento per entrambi di mettere il punto e fermarsi, concentrarsi su qualcosa che ci permettesse di esprimere ciò che eravamo in quel momento, e di fare chiarezza.

Ci siamo visti per la prima volta in una sala prove fatiscente nella periferia di Roma.

Ricordo molto bene quella nostra prima prova: Gabriele moriva dalla voglia di cantare, ma lì dentro era vietato togliersi la mascherina, essendo in piena pandemia, quindi accese il distorsore a palla e cominciammo a suonare finché uno dei due non si fermava; alla fine ci fermò il gestore perché doveva chiudere: è stato tutto molto naturale.

Una settimana dopo il nostro primo incontro, avevamo già trovato un posto nostro dove suonare senza limiti, che sarebbe poi diventato la nostra seconda casa.

– Perché avete scelto questo nome per la vostra band?

Al nome inizialmente non ci pensavamo nemmeno.

Suonavamo da poco, quindi lʼunica cosa su cui eravamo concentrati era comporre, poi quando è arrivato il momento del primo live, ci siamo ricordati di non avere ancora un nome, quindi per qualche minuto abbiamo iniziato a sparare parole a caso, fino a quando Guglielmo, che non so ancora a cosa pensasse in quel momento, disse “Alibi”.

Mi piacque subito il nome perché richiamava quello di un bar di una nota serie tv americana dove il vecchio Frank andava ad ubriacarsi, poi però, analizzandolo meglio, abbiamo notato come il concetto di alibi si sposasse bene con ciò che vogliamo esprimere con i nostri testi, così alla fine la scelta è ricaduta su quello.

Lʼalternativa era “I Decanter”, ci piace il vino buono, e cantare di bacco non ci sarebbe dispiaciuto.

– Musicalmente “Assaggio” è un brano tipicamente Punk Rock, cosa vi ha ispirato? Avete degli artisti di riferimento? …E perché un brano Punk?

Il nostro sound varia in base alle sensazioni che ispirano il brano e che vogliamo trasmettere quando suoniamo davanti al pubblico.

Assaggio ha un suono punk, dritto e coinciso, perché ispirato da sensazioni forti come rabbia, ansia e desiderio di riscatto, da qui il sound duro del brano, perché certe cose, bisogna urlarle per esprimerle al meglio.

Non è stata quindi una scelta quella del punk, quanto una necessità, ma ci piace variare.

Gli artisti di riferimento di ognuno di noi sono molto diversi: Guglielmo si sveglia mettendo un vinile dei Doors o qualsiasi cosa abbia a che fare con gli anni 60, Gabriele prende i suoi tre caffè mattutini zuccherati con punk e jack white, e questo influenzarci a vicenda ha portato ad allargare i nostri orizzonti musicali, oltre che scatenare litigi sulla scelta della musica da ascoltare in salotto, che terminano puntualmente coinvolgendo le rispettive madri, che a proposito, salutiamo.

– Raccontateci qualcosa del video… Dove è stato girato? Perché avete scelto questo luogo per le riprese? Insomma, vogliamo sapere tutto!

Il videoclip del singolo lo abbiamo girato in un vecchio hotel di lusso abbandonato, allʼinterno del parco nazionale del Vesuvio, a Napoli. Volevamo unʼambientazione cruda, che rispecchiasse le decadenti giornate descritte nel brano.

Un giorno, scorrendo tra vecchie foto, Gabriele trova degli scatti di un giro in moto che fece qualche anno prima con la sua vecchia Ducati dʼepoca rossa, che ritraevano questo luogo abbandonato ai piedi de Vesuvio.

Armati di un Fiat Ducato, un videomaker, un divano blu rubato sul pianerottolo della vicina e mille altri oggetti di casa nostra, ci siamo avventurati sullʼautostrada del sole, per arrivare ai piedi del Vesuvio, e poi allʼhotel abbandonato.

Arrivati lì, dopo aver coperto varie scritte sui muri con i quadretti presi a casa dei nonni, abbiamo arredato il posto con tutto quello che avevamo in casa, moka compresa, ma sapendo che ben poco sarebbe sopravvissuto allʼira del videoclip, ci siamo prevenuti; sarebbe stato un peccato rompere bottiglie ancora mezze piene di liquori e spiriti vari, quindi la sera prima di girare, ci siamo gustati tutta la dispensa, tranne il liquore che mettiamo nel caffè durante la scena del divano, quello è rimasto sul terrazzino dellʼhotel, non ne siamo fan, e probabilmente due amanti segreti ci avranno brindato sotto le stelle con quello.

Tra i tanti graffiti sui muri, è possibile cogliere qualche citazione, come “we can be heroes” sotto la finestra nella scena del risveglio, o messaggi rivolti alla persona che ha ispirato il brano.

La grande villa malconcia e che cade a pezzi in cui ci svegliamo, è il desiderio di una vita agiata, che crolla di fronte la nostra instabile incertezza.

Nel video raccontiamo semplicemente le nostre giornate tipo: sveglia tardi, caffè, suonare, un bicchiere di vino, e alla fine travestirsi per andare a lavoro, tornare, e distruggere tutto, per poi ripulire.

Una routine conosciuta a molti, e che raccontiamo a modo nostro, quindi, non prendetela troppo sul personale.

 – Siete al vostro esordio, ed avete avuto immediatamente delle belle soddisfazioni. L’anteprima del video sul sito di Sky Tg24, l’inserimento del brano nelle Playlist Editoriali di Spotify… Vi ritenete soddisfatti di questo momento di lancio?

Sì, il passaggio del video sul sito di Sky grazie a Sonyca e lʼinserimento del singolo nelle playlist editoriali di Spotify ci ha dato le prime conferme che il nostro lavoro stesse funzionando, ma per noi la cosa più importante rimane il live: è lʼesperienza assoluta, che nonostante lʼavanzare della tecnologia in campo musicale, è sempre uguale e irreplicabile.

– Quali obiettivi vi ponete come band? I nostri obiettivi sono chiari: fare rock ed essere sinceri!

Abbiamo imparato dai nostri trascorsi che se sei sincero in quello che fai, prima o poi da qualche parte arrivi, e poi non hai rimpianti.

Il prossimo obiettivo è rilasciare il secondo singolo, ed organizzare un tour per portare la nostra musica ovunque, quindi state pronti.