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SANREMO 2021 – PAGELLE SECONDA SERATA

Ieri sera secondo appuntamento con la settantunesima edizione del Festival di Sanremo. Le ore di diretta avvertite sono sembrate onestamente quindici: lo show procede lentamente ed a crescere, per ora, sono solo le polemiche. Nell’attesa che ritorni un po’ di ritmo (in tutti i sensi), beccatevi le mie pagelle.

ORIETTA BERTI: dopo ben diciannove anni, come una Venere in paillettes, ritorna Orietta Berti con “Quando ti sei innamorato” e canta di un amore (finalmente) appassionato: quello con il suo Osvaldo. Classica, ma non iconica. Buonissima la resa vocale. VOTO: 5

BUGO: torna per il secondo anno consecutivo Bugo con “E invece sì”. Strizza l’occhio al pop rock, ma lo fa ragliando, senza riscattarsi. Le buone intenzioni ci sono, ma la voce… VOTO: 3

GAIA: dopo aver vinto la diciannovesima edizione di “Amici”, Gaia fa il suo debutto all’Ariston con “Cuore amaro”, un brano dalle sonorità sudamericane, da ascoltare in riva al mare, sorseggiando un margarita (il mio cocktail preferito, fra l’altro). Coinvolge. VOTO: 6

LO STATO SOCIALE: la band romagnola, dopo il successo di “Una vita in vacanza”, ritorna all’Ariston con “Combat pop”, più scanzonata e catchy che mai. La canzone è un inno all’anticonformismo. Doveroso il colpo sul profilo di coppia che Amadeus condivide con la sua Giovanna, ma non spiazzano neanche questa volta. VOTO: 4

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA: il duo siciliano debutta all’Ariston con “Amare”, con irruenza e probabilmente con l’arrangiamento migliore di questa edizione, fra alternative rock ed electro-pop. Se punteremo su di loro, potremo vincere l’Eurovision e distruggere il patriarcato per sempre. VOTO: 8

MALIKA AYANE: Malika Ayane torna per la quinta volta al Festival con “Ti piaci così”, una midtempo pienamente nelle sue corde. Il suo è un pop più sbiadito del solito, ma potrebbe funzionare come jingle pubblicitario. Meh. VOTO: 5

ERMAL META: sesta partecipazione per Ermal Meta, ex vocalist de La fame di Camilla, che ritorna all’Ariston con “Un milione di cose da dirti”, di cui si apprezza più la penna che l’arrangiamento. Romantico, ma scarno. Di cose da dire ne ha pochissime. VOTO: 5.5

EXTRALISCIO E DAVIDE TOFFOLO: il frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti arriva all’Ariston con “Bianca luce nera”, portando con sé gli Extraliscio. Veniamo catapultati in una sagra di paese, a suon di fisarmoniche e clarinetto. Confusionari. VOTO: 5

RANDOM: giovanissimo, Random esordisce al Festival con “Torno da te”, una ballad a metà fra blues e rap, che racconta un amore tormentato e mai del tutto archiviato.  Letteralmente preso a caso. VOTO: 2

FULMINACCI: il cantautore romano fa il suo debutto all’Ariston con “Santa Marinella”, una ballata super indie, diretta, delicata. Fa il suo, ma sembra poco ispirato. Da riascoltare. VOTO: 4.5

WILLIE PEYOTE: il rapper torinese esordisce al Festival con “Mai dire mai (La locura)”, scagliandosi con ritmo incalzante contro la gestione politica dei luoghi culturali, l’industria musicale ed in generale contro la mancanza di meritocrazia in Italia. Vince il populismo. VOTO: 5

GIO EVAN: si definisce poeta, filosofo e cantautore ed arriva all’Ariston con “Arnica”, muovendosi fra archi e malinconia per alleviare il suo dolore. Cresce, però, il mio nell’ascoltarlo. Un elenco infinito di luoghi comuni. VOTO: 3

IRAMA: Irama, putroppo, a causa della positività di due dei suoi collaboratori, abbiamo dovuto ascoltarlo attraverso un video delle prove. “La genesi del tuo colore” è un pezzo che sa difendersi a suon di violini ed EDM e dominerà le radio. Piacevolmente sorpreso. VOTO: 6