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SANREMO 2021 – PAGELLE PRIMA SERATA

Il Festival di Sanremo, giunto alla sua settantunesima edizione, è ritornato ieri sera, lasciandomi poche ore di sonno e tanti caffè (oltre che tanti CFU) da recuperare. Però, ovviamente, neanche questo basta per esimermi dal commentare. A seguire, le pagelle della prima serata.

ARISA: ad aprire questo già chiacchieratissimo Festival è lei, Arisa, che ritorna per la settima volta sul palco dell’Ariston con “Potevi fare di più”, una ballad assolutamente sanremese, che ci parla di un amore tossico, oramai giunto ai titoli di coda. Ad impreziosire il testo, scritto da Gigi d’Alessio, fra ossimori ed implacabile nostalgia, è il timbro caldo e raffinato della cantante. Un lavoro più che buono. VOTO: 7.5

COLAPESCE E DIMARTINO: il duo siciliano fa il suo debutto all’Ariston con “Musica leggerissima”, un brano squisitamente indie che ci catapulta negli anni ‘80 e si propone di infondere un po’ di spensieratezza “per non cadere dentro al buco nero che sta a un passo da noi”. Molto fischiettabile. VOTO: 7

AIELLO: reduce del successo radiofonico degli ultimi singoli, Aiello debutta al Festival della canzone italiana con “Ora”, restando a metà fra cantautorato ed urban. Niente di inaspettato. La performance, purtroppo, decisamente sguaiata e non poco disturbante, non gli permette di raggiungere la sufficienza. L’ibuprofene gli servirà davvero prima della finale. VOTO: 4

FRANCESCA MICHIELIN E FEDEZ: per questa sua seconda partecipazione, Francesca Michielin ha scelto di duettare nuovamente con Fedez, dopo ben 7 anni, riportandomi ai primi anni di liceo. Lei impavida, lui parecchio incerto. Il brano è poco pretenzioso, ma in radio funzionerà. VOTO: 6

MAX GAZZE’ E LA TRIFLUOPERANZINA MONSTERY BAND: il cantautore romano torna all’Ariston con “Il farmacista”, uptempo ironica e stramplata, più nei panni di Silente che in quelli di Da Vinci, e dichiara guerra alla folta schiera di tuttologi dei nostri giorni, citando Frankenstein Junior e la fitoterapia. Geniale! VOTO: 8

NOEMI: dopo 3 anni, Noemi ritorna sul palco dell’Ariston con “Glicine” ed il suo sensualissimo graffio. Guarda malinconicamente al passato, ma è pronta a rinascere. Notevole il controllo vocale. Io ce la vedrei benissimo sul podio. VOTO: 8

MADAME: a soli 19 anni, Madame arriva (scalza) sul palco dell’Ariston e ci propone “Voce”, una lettera d’amore rap che non coinvolge subito, ma che è destinata a crescere. E, come per Aiello, anche qui va migliorata la dizione. VOTO: 6.5

MANESKIN: con “Zitti e buoni” i Maneskin arrivano al Festival di Sanremo ed incantano per la padronanza che hanno del palco. Sono giovani, vogliono spettinarci e vincere, però non riescono a rinnovarsi. Il carisma c’è, ma sono anacronistici. VOTO: 5.5

GHEMON: il cantautore avellinese ritorna per la seconda volta sul palco dell’Ariston con “Momento perfetto” e si destreggia fra rap, jazz e soul. Dice di non sentirsi secondo a nessuno e fa proprio bene. Grande versatilità. VOTO: 8.5

COMA_COSE: coppia sul palco e nella vita, i Coma_Cose si presentano all’Ariston con “Fiamme negli occhi” e lo fanno mantenendo il contatto visivo tutto il tempo. La quotidianità viene descritta attraverso l’incontro fra chitarra acustica ed elettropop, lacrime grattugiate e tostapane che cadono in vasche piene di risentimento. Magnetici. VOTO: 7.5

ANNALISA: Annalisa ritorna sul palco dell’Ariston con “Dieci”, altra ballata elettronica priva di spessore, che tenta goffamente di essere catchy. Una voce come la sua meriterebbe un trattamento diverso. Che peccato. VOTO: 5

FRANCESCO RENGA: non basta il gettonatissimo Dardust per svecchiare Renga. “Quando trovo te” potrebbe essere un pezzo di dieci anni fa e noi non ce ne accorgeremmo. Vocalmente fuori forma. Poco armonioso, per dirla alla sua maniera. VOTO: 2

FASMA: dopo essersi classificato terzo fra le Nuove Proposte, Fasma ritorna al Festival con “Parlami”. L’autotune non viene sfruttato poi così male, ma il testo non riesce ad essere mordace come la voce. Non lo streammerò. VOTO: 3

Vincenzo Parretta