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Robert Plant e la carriera da solista. “Phil Collins è stato fondamentale per la mia crescita”

Robert Plant, l’epocale e inimitabile frontman dei Led Zeppelin – passato alla storia per la sua inconfondibile voce e la sua energia trasmessa all’interno della band – racconta in una lunga intervista la sua carriera da solista, intrapresa a seguito dello scioglimento dei Zep.

Il cantante britannico spiega della sua difficile scelta di voler continuare e aggiunge di aver trovato un valido aiuto in Phil Collins, ex membro dei Genesis.“Verso la fine degli anni settanta non sapevo che fare, John Bonham non c’era più… E così decisi di formare una band R&B: gli Honeydrippers. Ci esibivamo nei locali inglesi di tanto in tanto, era davvero un bel progetto.” – racconta Plant – “Ci sono solo volte in cui puoi suonare le canzoni di Gene Vincent per 15 persone al Limit Club di Derby.”

Da queste parole emerge come in un primo momento, l’idea di un nuovo percorso senza la band incuteva timore in Plant, era cioè per lui una sensazione stranissima non essere circondato da tutti quegli strumenti e dai membri del gruppo che facevano saltare migliaia di fan durante i live: “Per la prima volta in assoluto ero in uno studio di registrazione senza gli Zeppelin, una sensazione stranissima. Non avrei mai immaginato ci volesse tutta quella pazienza e quella concentrazione per convincere le persone a dare il meglio.”

La presenza di Collins è stata decisiva poiché grazie ad una collaborazione nel debutto da solista con l’album “Pictures At Eleven” del 1982, Robert Plant ha avuto modo di crescere anche sotto quel punto di vista; l’inglese ha infatti spiegato: “Phil Collins è stato fondamentale per la mia carriera da solista. Un giorno venne da me e disse ‘John Bonham è stato essenziale per la mia crescita personale e io adesso mi siederò dietro quello sgabello per te’.”

Francesco Tusa | Foto: Davide Visca