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QUBE GENERATION: un nuovo disco, un nuovo video, il buon vecchio Beppe Palomba

Il nuovo disco di BEPPE PALOMBA: noi di QUBE GENERATION vi mostriamo in ANTEPRIMA il nuovo video

Meglio tardi che mai direbbe qualcuno… ma per Beppe Palomba non è stato “tardi” ne “meglio”. Quanto piuttosto è stato necessario e salvifico. Il suo esordio con “A Rosa, a Giovanna e alle altre…” è datato 1972. L’incontro negli anni ’90 con “Il Buon Vecchio Charlie” e i più esperti di musica italiana di certo non si faranno trovare impreparati. La vita della sua celebre “A Rosa” vive così una seconda primavera e con lei anche Palomba che diventa – tra le mille cose – anche conduttore e autore RAI, si occupa di arte figurativa, mostre ed eventi, lavora con mostri sacri come Andy Wharol e Kostabi. Oggi imbraccia di nuovo la chitarra, torna a rivoluzionare la vita e prova il gusto di un “nuovo esordio” con questo lavoro dal titolo “Il Piano B” pubblicato da INTERBEAT. Un lavoro di fino e di pregiato gusto…segno di maturità di vita e di arte. Noi di QUBE MUSIC ne approfittiamo per rubargli qualche verità e per mostrarvi in ANTEPRIMA assoluta il suo nuovo video che lancia ai media e al pubblico della rete un disco che sottolineare con pudore e grazie è il minimo che si possa fare. Beppe Palomba ospite di Qube Generation:

– Iniziamo col citare “Il Buon Vecchio Charlie”. Sbaglio o soltanto due brani finirono in quel disco? Com’è accaduto il tutto?
Alcuni degli elementi di quello splendido gruppo collaborarono al mio LP, Luigi Calabrò alle chitarre e Rino Sangiorgio alla batteria. Quando è uscito il loro disco hanno voluto “omaggiarmi” con due tracce per loro particolarmente significative, mi hanno detto il tutto a cose fatte, per me è stata una grande gioia e una grande sorpresa.

– Alfa e omega: da “a Rosa, a GIovanna, e alle atre…” a questo disco “Il PIano B”. Oltre tanti anni com’è cambiato il tuo approccio alla musica? Cosa si è tramutato in superfluo e cosa invece in indispensabile?
Devo confessarti che mi sento estremamente più libero, nessun condizionamento mentale (nè discografico, grazie a Luigi Piergiovanni di Interbeat), ma soprattutto libero dalle mode, dal mercato. Ho goduto di libertà e “spazio” per sperimentare, per proporre, per raccontare.

– E l’amore? Com’è cambiato il tuo modo di parlarne e di raccontarlo?
Non molto per la verità, anche a vent’anni non ero un cantautore “autobiografico” ma uno che raccontava storie. Certamente oggi ho visto e vissuto tanto di più quindi le storie escono con più facilità ma l’amore è sempre al centro, il motore ultimo di ogni processo creativo.

– Musicalmente nasci in un momento di rivoluzione e di espansione. Oggi torni in un momento di crisi e di stasi. Secondo te qual è stata la causa?
La fruizione della musica è cambiata radicalmente con la comparsa del web, le case discografiche non hanno saputo o voluto cavalcare il fenomeno. A questo aggiungi la facilità estrema di realizzare un disco, con un computer e una scheda audio e la conseguente sovrapproduzione musicale. Ovviamente in giro c’è tanta bella musica, ma spesso è sopraffatta da robaccia!

– In questi anni la tua “arte” ha trovato altri linguaggi di espressione. Ce li ricordi?
Beh, ho fatto il regista e l’autore in tv, radio, ho curato mostre d’arte tra qui quelle, per rimanere in ambito musicale, di Paolo Conte, Gino Paoli, Franco Battiato, Tony Esposito, Edoardo Bennato a Castel Sant’Angelo a Roma e poi in giro per l’Italia, ho pubblicato un po’ di libri d’arte e letteratura, insomma mi sono dato da fare…

– Ma soprattutto perché si cercano altre forme di espressione? Insoddisfazione o ricerca di se? A cosa sei approdato?
Se si riesce a parlare più lingua, perchè non farlo? L’importante è cercare nuove esperienze, non è insoddisfazione, ma la voglia di trovare il limite, di scoprire fin dove si è capaci di arrivare, sempre in mare aperto. Guai ad approdare definitivamente, nei porti l’acqua ristagna,

– Radio RAI… chiudiamo con un occhio oggi a questa grande strumento…
Un periodo divertentissimo e un’esperienza incredibile. In radio soprattutto puoi inventarti il mondo. Veramente la Fantasia al Potere! Viva la Radio!