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Niccolò Fabi: TRADIZIONE E TRADIMENTO [LA RECENSIONE]

A tre anni di distanza dall’ultimo, fortunatissimo, album (“Una Somma di Piccole Cose”, ndr), il cantautore romano torna ad incantare un pubblico – il suo – che, da più di un ventennio, ne segue la progressiva evoluzione artistica con passione costante e rinnovato entusiasmo.

“Tradizione e Tradimento”, quindi.

Un titolo, questo, che pare rispecchiare fedelmente la doppia anima (nonché, forse, il conflitto interiore) di un artista che, con questo lavoro, pare prendere – seppur soltanto per un attimo – le distanze da quella disarmante semplicità fatta di chitarra, voce e poco altro, caratterizzante la sua precedente fatica, per dar libero spazio ad un repentino mutamento di sound.

Il risultato, è un disco di 9 tracce della durata complessiva di 38 minuti circa, scritto e registrato tra Roma e Ibiza da Fabi assieme agli storici amici, nonché compagni di viaggio e di palco Pier Cortese e Roberto Angelini, dominato da un perfetto ed armonico mix di sonorità elettroniche e contemporanee che, di fatto, ben si sposano con la natura prettamente cantautoriale dell’artista romano.

Un album bello, insomma. Un aggettivo, questo, che è difficile non accostare a tutto quello che già da tempo, ormai, esce dalla penna ma soprattutto dal cuore di Niccolò, artista sensibile nonché cantautore capace di toccare animi e coscienze delle persone come pochi altri.

Ed è, inoltre, un disco coraggioso “Tradizione e Tradimento”. Sì perché, seppur forte dei successi precedenti, Niccolò ha avuto ancora una volta il vigore e l’audacia di mettersi alla prova, sperimentando nuove sonorità senza comunque snaturare se stesso ed il suo stile raffinato e confidenziale.

Ascoltare, traccia dopo traccia, la nuova opera di Niccolò Fabi ha insomma lo stesso effetto di una chiacchierata con un amico caro che, ogni volta, pare saper regalare il consiglio giusto, nel bene così come nel male.

E come ogni novità, “Tradizione e Tradimento” potrà unire così come dividere. Quel che però è certo è che, con questa nuova fatica, Niccolò sia riuscito ancora una volta ad affermare con forza la sua unicità ma, soprattutto, la sua indole di cantautore “indipendente” e libero pensatore.

Bruno Pecchioli