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Musica e politica: due elementi distinti e separati. Parla Antonello Venditti

In occasione del famoso programma Techetechetè di ieri, domenica 12 luglio, in cui si trasmettono brevi spezzoni di repertorio storico RAI, nello speciale “Andrà tutto bene” si è esibita anche la storica voce romana Antonello Venditti.

Il padre di Grazie Roma, Notte Prima Degli Esami, Sara, Amici Mai e tanti altri successi passati alla storia e ricordati da diverse generazioni, avrebbe dovuto condividere una serata in concerto all’Olimpico, il prossimo 5 settembre, con un’altra icona del panorama musicale italiano, Francesco De Gregori.

Data la drastica decisione di rimandare per ovvi motivi, Venditti – intervistato da Vanity Fair – si è espresso in merito: “La politica non si occupa di musica perché è una diffidenza che nasce da un pregiudizio. Ricorda quel ministro che diceva che con la cultura non si mangia? Per alcuni politici noi siamo strafortunati: qualcuno ancora ci batte le mani mentre a loro tirano i pomodori. Sembra che dicano: ‘Ma che cosa volete dalla vita voi che avete tutto a iniziare dagli applausi? Non vi dovete lamentare, ma esser allegri’. Purtroppo chi non riesce a pagare la bollette o a fare la spesa tanto felice non può essere”.

L’artista italiano non si è di certo trattenuto e anzi, continuando, ha anche riflettuto sui duri giorni di lockdown, in particolare sull’uso della mascherina: “Il danno più grave, ancora una volta, è culturale è il burqa dell’Occidente. È una cosa che ti porta lontano dagli altri. È una difesa, ma anche un manifesto di ripulsa. È come dire ‘non mi fido di te’. È una nuova religione, la mascherina, e dietro non ha la croce, ma il dio della paura. Usciremo davvero dalla pandemia soltanto quando ce la toglieremo”.

Foto di Copertina: Davide Visca