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Morgan contro tutti: “Sto molto male. Vivo a Chinatown, in un tugurio tra gli insetti”

Morgan torna sulle pagine dei rotocalchi e fa sentire la sua voce contro il sistema.

Dopo lo sfratto dalla sua casa di Monza, in un’intervista ai Lunatici di Radio Due ha raccontato il difficile momento che sta vivendo: “a Chinatown, in un tugurio tra gli insetti”.

“Sto molto male, non sono più lo stesso. Uno non ci pensa, ma quello che mi è successo equivale a uno stupro. È identico!
La casa è importante, è la più importante cosa che hai. Quando non sai ripararti dal freddo vai a casa e sopravvivi. Questo vale per tutti. Per una persona come me, che fa di quello che ha attorno un oggetto d’arte, lo è ancora di più. La mia casa era un’installazione. La mia casa è stata svenduta a 200mila euro quando ha come valore di mercato 700mila euro. È stata comprata da un maniaco che ha voluto la mia casa perché è un mitomane. Mi hanno portato fuori dalla mia casa con le armi. Io piango, ho tutto lì, tutti i miei progetti.

Ora sono in uno sgabuzzino a China town a Milano con un sacco di insetti. Non sto più lavorando, prima facevo un sacco di cose, ora non faccio più niente…”

Il cantante se la prende anche con il giudice che ha ordinato lo sfratto. Mentre a fine intervista, dice la sua sull’ossessione dei selfie da parte dei fan.

“Vogliono tutti una fotografia, ti chiamano dall’altra parte della strada, rischiano di essere investiti. C’è l’esigenza primaria della foto. Su questo voglio aprire un dibattito: è grave questa cosa, per due motivi. Non solo perché mi rompo pesantemente i coglioni, ma perché innanzitutto non voglio essere localizzato sempre e invece appena ti fanno la foto poi la postano.
Io vi dico che se avessi avuto un solo centesimo per tutte le foto che mi hanno fatto negli ultimi tre anni non solo non sarei stato sfrattato ma avrei comperato la Sony”.