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Lemmy: il documentario sul padrino dell’heavy metal

Gli amanti dell’Heavy Metal e della musica Rock in generale non si saranno senz’altro fatti sfuggire il documentario del 2010 diretto da Greg Oliver e Wes Orshoski ed intitolato Lemmy, dedicato alla leggenda del frontman dei Motörhead, un mostro sacro della musica mondiale. A distanza di oltre 4 anni dalla scomparsa del padrino dell’Heavy Metal, deceduto all’età di 70 anni il 28 dicembre del 2015 e dallo scioglimento della sua band composta da Mikkey Dee e Phil Campbell, i suoi fan iniziano a sentirne fortemente la mancanza. Torna così d’attualità il bellissimo ritratto di Mr Kilmister prodotto dalla Damage Case Films & Distribution in collaborazione con la Three Count Films e la Secret Weapon Films recentemente rilasciato da Netflix sulla sua piattaforma UK (pare che a breve anche i “metallari” italiani avranno la possibilità di godere del documentario con sottotitoli in italiano sulla stessa piattaforma).

Un autentico tributo al mito di questo splendido personaggio che ha vissuto gli anni più belli del rock and roll partecipando a diverse esperienze musicali dal rockabilly (vedi la parentesi dei The Head Cat) passando per il Punk Rock (con i The Damned) e incidendo in maniera rilevante anche nel cosiddetto space rock (con gli Hawkwind). Nel documentario, insieme ad alcuni bellissimi spezzoni degli ultimi concerti dal vivo, diverse curiosità sulle abitudini e le stranezze di questo eroe della musica. Ad esempio forse non tutti sanno che Lemmy fosse un grande amante dei casino online e specialmente delle slot machines, giochi che hanno confermato i loro numeri anche in Italia, tra i maggiori praticati nel 2019.

Si scopriranno anche altre chicche sul musicista come la sua passione per i videogames e la sua profonda stima per alcuni gruppi rock soltanto a prima vista distanti dalla sua esperienza musicale come i Beatles. Impagabili i racconti sulla sua incredibile personalità e le storie raccolte dai suoi amici e conoscenti la maggior parte dei quali affermati artisti del settore come Ozzy Osbourne, Marky Ramone, e Robert Trujillo dei Metallica (solo per citarne alcuni). Un bellissimo lavoro che sarà apprezzato anche dai musicomani meno dediti al metal che avranno modo di scoprire un uomo davvero affascinante, curioso e poliedrico.