Generation INTERVISTE

INTERVISTA ad Andrea De Rosa di Apogeo Records

Abbiamo deciso di parlarvi di Etichette Musicali Indipendenti per conoscere la loro realtà: partiamo con Apogeo Records di Andrea De Rosa, intervistato da Davide Visca.

– Iniziamo dalle domande facili: quando e come è nata la tua etichetta e, soprattutto, qual è l’idea che ti ha spinto a farlo?

Apogeo Records nasce nel 2013, un anno dopo l’apertura del Sanità Music Studio quest’ultimo a sua volta nato da un progetto elaborato con L’altra Napoli ONLUS che incontra il finanziamento di Fondazione Telecom e IBM. Con quel bando abbiamo costruito uno studio di registrazione nella suggestiva Basilica di San Severo Fuori le Mura nel cuore del rione Sanità di Napoli. L’idea era quella di creare una realtà che nel tempo potesse offrire in prima persona, così come le etichette di una volta, tutti i servizi necessari per entrare nel mondo discografico. Dalla registrazione del disco alla produzione dei contenuti audiovisivi, dall’ufficio stampa alla comunicazione, tanto per intenderci. In questi 5 anni, ho avuto la fortuna di incontrare tante belle persone che hanno creduto in questo progetto ed hanno permesso di strutturare Apogeo Records nel modo appena descritto.

– Quali sono le difficoltà che hai incontrato (e che eventualmente ancora incontri) nel produrre e proporre un artista?

La fase di produzione di un disco è un processo estremamente lungo… è quasi come girare un film! Se si vuole lavorare bene, dall’ingresso in studio alla distribuzione e lancio del prodotto è un processo che può durare anche più di un anno e che coinvolge tantissime persone tra fonico, musicisti, direttore artistico, regista del videoclip, ufficio stampa, editore, distributore, ecc. Una delle cose più difficili è sicuramente il coordinamento di tutte queste figure affinché collaborino al meglio per ottenere il migliore risultato nei tempi prestabiliti. Un lavoro di ottimizzazione quindi che spesso non è compreso nemmeno dagli stessi Artisti!! Difficoltà aggiunta è quella di ricordarsi sempre che si lavora con un prodotto immateriale fatto di sogni, speranze e sensazioni che devono necessariamente prendere una forma “solida”. Le canzoni vanno infatti bloccate nel tempo e nello spazio per essere rese fruibili da terzi. Un’operazione tutt’altro che facile.

– Come vengono scelti gli artisti che entrano nella “scuderia” dell’etichetta?

Diciamo che Apogeo Records non ha alcuno steccato di genere. Ci piace la buona musica fatta da persone che hanno qualcosa da dire quindi abbracciamo un mondo estremamente variegato. Basti pensare a produzioni come gli Ars Nova Napoli, ormai storico complesso di musica popolare ed il giovanissimo duo LeVacanze che fanno un dream pop molto attuale. Ci tengo poi a segnalare che negli ultimi anni abbiamo scelto di cercare nuovi talenti organizzando l’Apogeo Spring Contest che ci ha permesso di scendere fisicamente nell’underground campano ed ascoltare più di 40 realtà musicali per oltre 30 serate all’insegna della musica. Ci siamo talmente affezionati che abbiamo offerto supporto non solo a Giovanni Amirante, Alessandra Nazzaro e Work in progress, vincitori dei premi messi in palio, ma anche a tanti altri che ci sono sembrati estremamente validi (Dafne, Valerio Bruner, Ivo Mancino…solo per fare alcuni nomi). L’idea un pochino retrò di fare scouting “dal vivo” per quanto faticosa ci esalta ma avendo dei dischi nel logo non potevamo che essere una realtà “vintage”!

– Esiste un mercato che consenta ad un artista di vivere con i proventi della propria produzione musicale?

È ormai evidente come il mercato discografico sia mutato radicalmente rispetto agli anni passati. Le vendite dei supporti fisici sulle quali si basavano i principali introiti di Artisti ed Etichette si sono ridotti all’osso ed il digitale, per quanto finalmente regolamentato, non garantisce margini di guadagno consistenti e, ovviamente, tutto questo mette a repentaglio non solo la “vita” di molti musicisti ma anche e forse soprattutto la sopravvivenza delle piccole realtà come la nostra. L’unico mercato che rimane in vita e su cui ancora si può contare è quello del live. Conosco tante persone che riescono a sbarcare il lunario con la propria musica, nonostante ci siano mille avversità e soprattutto tanta “concorrenza!”. Questa analisi sul “mercato” è però fondamentale perché ricolloca il disco (in particolare quello di esordio) in una posizione diversa rispetto al passato: se prima era il punto di arrivo oggi è il biglietto da visita con il quale proporre il proprio. Ogni Artista emergente dovrebbe sapere quanto la prima opera sia un investimento su se stessi e non tanto sul prodotto musicale contenuto nei supporti.

– Quali sono le peculiarità della tua etichetta, e perché un artista dovrebbe sceglierla?

La peculiarità di Apogeo Records credo che risieda nello staff. Ad oggi siamo circa una decina di persone che lavorano con estrema dedizione e certosino impegno proprio perché amiamo il nostro lavoro e, ovviamente, la Musica. Chi lavora con noi ha la possibilità di interfacciare con una realtà dinamica e giovane che può occuparsi di tutti i servizi necessari alla produzione di un disco, così come le realtà di una volta… e poi abbiamo la sede più bella del mondo, la Basilica di San Severo fuori le mura nel quartiere più dinamico di Napoli, il rione Sanità!

Davide Visca