Rock in Roma Stefano D'Offizi

Inizia una vita in vacanza con Lo Stato Sociale al Rock in Roma

Partiamo dal presupposto che conoscevo già Lo Stato Sociale prima della loro partecipazione al Festival di Sanremo. Diciamo anche che non li ho mai seguiti (volutamente!).

Al di là di questo, oggi sono andata all’ippodromo delle Capannelle con curiosità, volevo proprio vedere l’evoluzione live di una band che fino a pochissimi anni fa era abituata ad esibirsi in piccole venue con un pubblico ristretto (sicuramente non quello mainstream che li segue ora).

Ho sentito pareri discordanti riguardo i loro ultimi live, allora cosa c’è di meglio dell’andarli a sentire con le mie orecchie?

Dopo il warming up di Cimini, Lo Stato Sociale sale sul palco alle 21:50 intonando le note di Mi Sono Rotto il Cazzo: inizio da “parental advisory” che non spaventa minimamente i tantissimi genitori con bimbi e ragazzini accorsi per la serata.

Guardandomi attorno noto una cornice variegata: tanti, tantissimi bambini (anche molto piccoli), accompagnati dai giovani genitori, zompettano ascoltando i pezzi di questi ragazzi bolognesi, al fianco di adolescenti e gente di mezza età.

 Il concerto si svolge da subito in modo rilassato, i cinque della “banda” (come si appellano loro) si divertono durante tutto il concerto proponendo al loro pubblico pezzi targati 2012 e pezzi più nuovi: Buona Sfortuna, In due è amore in tre è una festa, C’eravamo Tanto Sbagliati, Sono Così Indie, Amarsi Male i brani che hanno fatto maggiormente affannare i presenti.

I ragazzi della band si divertono, scherzano con il pubblico attraverso simpatiche gag: alla fine di Eri Più Bella Come Ipotesi attraverso un Timer, proiettato sul videowall, portano i fan a continuare a cantare la frase “Bruciare sempre, spegnersi mai” per ben quattro minuti e cinquantanove secondi. Segue un momento “karaoke” in cui vengono eseguiti sotto forma di medley, e in chiave “trenino di capodanno”, i brani Amore ai tempi dell’Ikea, Quello che le donne dicono, Pop, Questo è un grande paese, Magari non è gay ma è aperto, Mai stati meglio. Durante questo siparietto salgono sul palco anche i pupazzoni viventi dei Simpson, che gironzolavano già per una campagna pubblicitaria dentro l’ippodromo prima del concerto, regalando ai presenti un momento di puro “trash” (come lo hanno definito gli stessi componenti della band) che non è per nulla dispiaciuto a quanti ballavano e si divertivano.

Seguono altri brani cantati da tutti come Abbiamo Vinto la Guerra, Io Te e Marx, Niente di Speciale che conducono al momento che in tantissimi aspettavano questa sera, ovvero quello di Una Vita in Vacanza: anche le pietre si muovono, una vera acclamazione dovuta al grande successo ottenuto con la partecipazione al Festival della Canzone Italiana di Sanremo. In questo momento capisco che molti, che sembrava fossero capitati a Capannelle per sbaglio, sono qui per l’eco mediatico ottenuto dai bolognesi grazie alle loro briose performance sul palco dell’Ariston (senz’altro in tanti si aspettavano di incontrare “la vecchia che balla” stasera!).

Col pezzo Cromosomi Lo Stato Sociale chiude la data romana del “Una vita in vacanza tour” che, tutto sommato, scorre in modo piacevole, anche se con qualche sbavatura a livello musicale e canoro: del resto questo è un gruppo che non ha mai avuto grandi pretese a livello tecnico, non ne ha mai fatto segreto e, dal mio punto di vista, averne la consapevolezza è già un gran passo avanti!

La presenza scenica e il saperci fare col pubblico non mancano, questi sono dei buoni presupposti per poter fare sempre meglio nel tempo.

Arianna Cacciotti | Foto: Simone Peronaci