Danilo D'Auria NEWS

Il report dell’attesissimo live dei Marlene Kuntz al Quirinetta

E’ un pubblico gremito in una sala di 400mq che conterà un massimo di 1000 posti in piedi, quasi ad avere la sensazione che fosse un sold-out…

Hanno scelto il Teatro Quirinetta, nel cuore di Roma, il gruppo cuneese dei Marlene Kuntz, per archiviare il loro tour europeo e aprire il tour italiano “Lunga Attesa”. La storica band italiana dell’avanguardia rock ha voluto in questo modo mantenere il proprio caratteristico spirito maledetto e poetico nella cornice magica di un vecchio cafè chantant oggi declinato in veste moderna in un club quasi underground, che però mantiene al meglio la sua suggestività.

L’ultimo progetto discografico dei Marlene Kuntz è per l’appunto “Lunga Attesa”, uscito lo scorso 29 Gennaio, decimo per la band cuneese a distanza di 22 anni da Catartica, primo e essenziale album dei MK, dal quale sono recuperate le sonorità aggressive e taglienti che li hanno contraddistinti in passato, e che molti fan lamentavano essere assenti negli ultimi Marlene.

Quel che colpisce immediatamente, ancor prima che il concerto inizi, è il pubblico. Mi son ritrovato circondato dalla generazione “sonica” degli “-anta”, molti dei quali con un look spiccatamente hipster e folte barbe ben curate. E’ un pubblico gremito in una sala di 400mq che conterà un massimo di 1000 posti in piedi, quasi ad avere la sensazione che fosse un sold-out.

Trovo il mio spot centrale, proprio davanti alla console, a una decina di metri dal palco, per affrontare al meglio il muro di suono che mi attende di li a poco.

Calano le luci alle 22.15, quando Lori Moratti entra in scena con un bicchiere di vino rosso in mano e uno sguardo perso ed inquietante. Segue un monologo, a luci blu soffuse, che narra di una storia onirica, che si fa sempre più incalzante nella recitazione e nel parlato, fino a straripare in un cantato sofferto e sovrastato da una tastiera perfettamente in sintonia con l’atmosfera sviluppata.

Dopo una breve attesa, inizia la Lunga Attesa, con i 4 componenti che in maniera molto sobria e riservata prendono posizione sul palco: sono Riccardo Tesio alla chitarra, Luca Bergia alla batteria e percussioni, Luca Saporiti aka Lagash al basso e Cristiano Godano, voce e chitarra.

Senza particolari presentazioni, ma semplicemente accolti da un caloroso applauso e un “FACCI SONICAAAA!!!”, aprono la loro scaletta con “La città dormitorio”, critica verso le coscienze sopite e conformi al torpore della massa, che “fugge da ogni dettaglio stonato e non omologato”.

Intervallate dai più apprezzati pezzi del passato, hanno eseguito 8 dei 12 brani di Lunga Attesa, con un sound perfetto per la dimensione dal vivo che caratterizza i MK, esempi fra tutti Fecondità, Narrazione e Leda, con un bridge da pelle d’oca.

Grazie a questi inediti e alla loro genetica da palcoscenico son riusciti a ripercorrere successi quali Cara è la fine o La lira di Narciso senza che il pubblico perdesse un minimo di slancio e pacata incazzatura.

Non potevano mancare, come già avevano annunciato, i loro cavalli di battaglia quali “La canzone che scrivo per te”, “Bellezza”, “Nuotando nell’aria”, “Ape Regina”, le ultime tre realizzate in sequenza tra un bis e un tris, durante i quali Cristiano ha approfittato per cambiare una camicia completamente zuppa.

I Marlene hanno dimostrato di avere un’esperienza trentennale e più di 1700 concerti all’attivo. Hanno dominato il palco, con un Godano maledettamente carico più che mai, che scalciava e non tratteneva la passione durante le cavalcate più sporche e groovy dell’ultimo cd, alternando di volta in volta Fender e Gibson.

Ovviamente, ciò che più trasporta in contesti del genere, è realizzare quanto certi testi assumano ancor maggior carica impetuosa e riflessiva quando si sposano in un concerto di strumenti perfettamente in sintonia con il cantato. La vena sentimentale e l’impeto sfrenato, vestiti sotto le parole di Marlene e Kuntz,  stordiscono qualsiasi disillusione.

Chiudono il concerto ringraziando il pubblico, con occhi vispi e commossi, come ultimo segno di quasi 2 ore di estrema autenticità, nella sua veste più grezza, malinconica e veemente.

Nel riverbero dei feedback, si chiude una splendida serata, dannatamente rumorosa ma al contempo pervasa dai più nobili e puri sentimenti.

Grazie MK

Valerio D’Amico – Foto : Danilo D’Auria

Set List

  • La città dormitorio
  • Fecondità
  • L’odio migliore
  • Cara è la fine
  • Lunga attesa
  • Narrazione
  • A fior di pelle
  • Osja, amore mio
  • Sulla strada dei ricordi
  • La noia
  • La canzone che scrivo per te
  • Il genio
  • Niente di nuovo
  • Leda
  • Io E Me
  • La lira di Narciso
  • Una canzone arresa // à bis
  • Paolo Anima Salva
  • Nuotando nell’aria //à tris
  • Ape Regina
  • Bellezza