INTERVISTE NEWS Summer Contest 2019

Handshake: The Importance of Being a Penguin [INTERVISTA]

Abbiamo intervistato gli Handshake, tra i 5 finalisti del SUMMER CONTEST 2019 di Qube Music. Il nostro Davide Visca ha parlato con loro di “The Importance of Being a Penguin”, il video con il quale concorrono… Scopriamo cosa ci hanno detto:

 

– Il video ed il brano sono molto accattivanti, e mi fanno sorgere alcune domande. Ma partiamo dal testo. Nel testo si percepisce una rottura, quasi un desiderio – o forse più una necessità – di cambiare vita, qual è il vero senso della storia?

È stato assolutamente colto il senso del testo. Non c’è una vera e propria storia, quanto più una sequela di sensazioni incontrollabili. Vi è sicuramente una necessità di rompere con tutte quelle abitudini e convinzioni della quotidianità che inibiscono e ostacolano la fantasia e l’inventiva.

– Mi capita sovente di fare delle associazioni fra i vari artisti ed i vari brani, perché colgo spesso delle “influenze”. “The Importance of Being a Penguin”, per il testo, mi ha ricordato “Compagni di viaggio” di Francesco De Gregori, ma senza la sua drammaticità. Questo brano nasce da una vera esperienza di vita?

Perdindirindina! È la prima volta che viene inserito De Gregori tra le nostre influenze e non possiamo certo dire che abbia contribuito alla composizione di questo testo. Al di là di questo siamo comunque più che onorati che questo testo venga avvicinato ad un mostro sacro della musica italiana come De Gregori; nutriamo un grande rispetto nei suoi confronti e nei confronti delle sue liriche. Ad ogni modo questo brano nasce da istanze e sensazioni della nostra vita degli ultimi anni.

– In generale come nascono le vostre canzoni? Ed in particolare: è la musica che si conforma al testo, oppure i testi vengono ricamati sulle musiche?

Le nostre canzoni tendenzialmente prendono forma quando le idee nostre musicali, anche vecchie, trovano una coincidenza con una particolare emozione del momento. A volte è l’ispirazione musicale che chiama una tematica testuale e talvolta viceversa. Nel singolare caso di “The Importance of Being a Penguin’’ queste due componenti sono spontaneamente sorte in contemporanea.

– Parlando del video… Molte produzioni scelgono di girare i propri video all’estero, pur trattandosi di band italiane. Perché Londra? E perché all’estero?

Pur essendo una band italiana abbiamo sempre voluto ispirarci e scrivere (anche) per l’estero.
In realtà per questo video c’è stata poca ‘produzione’, abbiamo girato tutto noi durante un ‘inusuale’ pomeriggio turistico. Quello che volevamo fare era semplicemente riprendere la giornata di un pinguino in una grossa metropoli, cercando di improvvisare il più possibile e catturare le reazioni dei passanti.
La scelta è ricaduta su Londra perché oltre ad essere bellissima, è una città che conosciamo molto bene, infatti uno di noi vive lì da più di 3 anni.

– Il pinguino della storia all’inizio sembra molto timido, quasi timoroso, fuori luogo (ma d’altra parte come potrebbe sentirsi un pinguino a Londra?), in realtà cosa cerca?

Eh, bella domanda. Il pinguino in realtà non cerca niente, anzi cerca di farsi trovare. La sua speranza è quella di costituire una sorta di stimolo per l’ispirazione all’interno di un mondo caratterizzato dall’omologazione, come quello di una grande metropoli come Londra, finendo poi per adattarvisi e scomparirvi dando quasi l’illusione di aver trovato la felicità.
Nella scena finale però, arrampicandosi su un albero, il pinguino ci lascia intuire che il desiderio di evasione presente in ognuno di noi ha nuovamente preso il sopravvento e tenta, così in maniera surreale, di abbandonare la realtà.

– Durante lo svolgersi delle azioni il pinguino acquista sicurezza, cerca e trova integrazione con l’ambiente circostante. Addirittura fa dei “selfie”, saluta le persone. E’ perché in fondo ognuno di noi, di qualsiasi estrazione sia, può integrarsi nella società? Ma il pinguino cerca integrazione oppure omologazione?

Il pinguino cerca integrazione ma trova omologazione. Girando il video in un posto come Londra è impossibile negare la connessione con alcuni temi contemporanei come l’immigrazione e l’accettazione delle diversità negli individui, soprattutto a fronte di avvenimenti come la Brexit. Quello che volevamo dimostrare è come la presenza di un pinguino in una situazione totalmente estranea possa gradualmente essere accettata fino ad un’ apparente integrazione.

– Una settima domanda, che in realtà non c’entra nulla, ma è una mia curiosità: la scena che si vede al minuto 1:30 – dove il pinguino cerca un contatto con il piccione, quante volte è stata ripetuta?

Ahahaha in realtà soltanto una volta. La genesi di questo video è stata totalmente casuale; siamo usciti armati di telefono e maschera e abbiamo ripreso tutto quello che ci è successo durante il pomeriggio. Alla fine delle riprese ci siamo ritrovati con più di 5 ore di materiale totalmente surreale.
Inoltre ci teniamo a salutare le autorità inglesi che un paio di volte ci hanno fermato chiedendoci i documenti e cosa stessimo facendo; perché a quanto pare (ovviamente) non si può andare in giro per Londra se sei un pinguino.

Intervista di Davide Visca