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Duo alternativi. Alla scoperta dei Daft Punk

Musica elettronica e trap sono i generi che più stanno spopolando negli ultimi tempi, soprattutto tra le casse delle nuove generazioni. Generi molto diversi tra loro che, con i milioni di ascoltatori sparsi in tutto il mondo, viaggiano su binari paralleli quasi a ruota continua.

Se si dovesse spiegare il concetto di elettronica ai giovani, uno dei migliori esempi da prendere in considerazione sicuramente è rappresentato dai Daft Punk. Il gruppo musicale francese, composto dai parigini Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, è il duo per eccellenza che incarna tutte le caratteristiche della musica elettronica che da anni è modello per gli artisti che si sono formati e lanciati nel panorama musicale dopo di loro.

Con un numero di vendite e ascolti a dir poco esorbitante, i due francesi, il cui nome di formazione deriva da una recensione riportata sulla rivista britannica Melody Maker che li definiva a daft punky trash (un gruppetto di stupidi teppisti), i Daft Punk si conoscono nel 1987 e debuttano già nel 1993 con The New Wave, singolo che è subito apprezzato dalla massa e che segna l’inizio di una carriera più che promettente. Pochi anni dopo, nel 1997, arriva il primo album Homework, una vera e propria rivelazione che unisce elettronica, techno e musica house in modo del tutto innovativo, promosso subito dal lancio del singolo Around The World.

Nel corso degli anni seguirono altri album di un certo spessore, l’ultimo dei quali risalente al lontano 2013 dal suggestivo titolo Random Access Memory, contenente Get Lucky, singolo nato dalla collaborazione con Pharrell Williams.

Il duo “tecnologico” è però noto anche per le diverse collaborazioni, una fra tante quella con Julian Casablancas, leader dei The Strokes, sul brano Instant Crush e le numerose richieste di lavoro su colonne sonore cinematografiche altrettanto suggestive come Tron: Legacy, film del 2010 di produzione Disney.

Se le sonorità dei Daft Punk hanno una particolare originalità, non si può dire il contrario sulle componenti visive del duo abbinate ai video dei loro pezzi. Vestiti da robot, caschi in stile Star Wars, campionatori, sono le etichette di riconoscimento di Guy-Manuel e Thomas che riescono a trasportare l’ascoltatore in un universo musicale parallelo in cui la parola d’ordine è danzare.