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Diego Armando Maradona. Anche il mondo della musica omaggia il fuoriclasse argentino

La scomparsa di Diego Armando Maradona, avvenuta ieri nella sua casa in Argentina a causa di un arresto cardiaco, colpisce profondamente anche gli animi di molti artisti musicali che hanno deciso di rendere omaggio al campione argentino con un messaggio.

Tanti artisti, soprattutto italiani, hanno inviato messaggi di cordoglio, soprattutto in forma musicale, su tutti i social, ricordando il “Pibe de Oro” che ha scritto una grande pagina di storia del calcio. Tra questi, Vasco Rossi che, postando una foto su Instagram insieme al giocatore, recita in didascalia: “Ciao Diego, mito indiscusso. Incantatore di palloni, impareggiabile e indomabile. In una parola sola… Maradona. Viva Diego Armando Maradona!”.

Al ricordo del Blasco, si aggiunge anche quello di Enrico Ruggeri che in un breve messaggio seguito da una serie di hashtag, scrive: “Quando ci incontravamo ero un bambino che guardava quegli occhi buoni e luminosi e ascoltava storie. Una vita meravigliosa e terribile. Ha dato lustro e dignità alla sua Napoli”.

Altrettanto profondo e toccante il pensiero di Cesare Cremonini. Il 40enne bolognese ricorda Maradona con un lungo messaggio sul suo profilo Instagram, legato proprio alla sua infanzia: “Quel giorno con ‘Il Corriere dello Sport’ c’era una cassettina in omaggio. Mio padre me la regalò e io feci i salti di gioia, perché un regalo a sette anni è sempre un regalo. C’era la cassettina e c’era la faccia di Maradona che ci sorrideva sopra. Trovandomela fra le mani iniziai a correre per la casa in cerca del mangianastri con cui mio padre ascoltava le registrazioni dei suoi convegni medici. Misi le cuffie alle orecchie e con meraviglia mi ritrovai ad ascoltare la sigla di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Poi i cori dei tifosi che cantavano ‘Ho visto Maradona…’ e la voce di Paolo Valenti. Era l’estate del 1987 e un po’ perché era la mia prima cassettina, un po’ perché come tutti i bambini andavo pazzo per il calcio, l’avrei passata tutta ascoltando quegli spezzoni delle telecronache che riassumevano la grande cavalcata del primo scudetto del Napoli. A distanza di anni, quando ci ripenso, ancora mi risuonano in testa: ‘Scusa Milano, qui Napoli..’, ‘Qui Torino, il Napoli è in vantaggio…’. Sussulti d’amore che interrompevano le dirette dagli altri campi, con la voce di Sandro Ciotti, Tonino Carino, Luigi Necco che prendevano la parola per annunciare i gol di Maradona, coperti dal boato del pubblico. Da quei giorni sono passati molti anni ma imparai presto che dopo quello scudetto, da quel giorno fino a oggi, in tutti i campetti in cui giocano i bambini, quando qualcuno cerca di fare da solo, qualcun’altro da lontano grida: ‘e chi sei, Maradona?’ Sì, a volte. A volte andare in porta da soli è un istinto irrinunciabile. Maradona vinceva e perdeva da solo. Solo come un uomo, solo come un Dio. Ciao Diego”.