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Brexit 2020: ne risentono tutti i settori, anche quello musicale. Parla Brian May, chitarrista di Bohemian Rhapsody

31 gennaio 2020. Non è la fine del mondo, ma la data che segna la separazione ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea. La decisione è stata decretata da una votazione tra coloro i quali erano favorevoli alla Brexit e chi no e, chiaramente, ha prevalso la maggioranza.

Molti hanno partecipato, seppur passivamente, a questa manovra strategica, esprimendo il loro parere in merito. Tra coloro i quali erano inclini, per quanto concerne il delicato mondo musicale, c’è Brian May, storico chitarrista dei Queen. Il settantaduenne inglese – attraverso l’account Instagram – ha motivato i fan, cercando di trasmettere positività, invitando a guardare quella che potrebbe sembrare una situazione catastrofica, con sicurezza e buone aspettative.

In un lungo post, il guitar hero della “Regina” ha asserito: “Bene, è arrivato. Quel momento fatidico per il Regno Unito. Visto totalmente da un’altra prospettiva, dall’altra parte del mondo; mi sembra ancora più difficile comprendere, in che modo, il 37% del popolo Britannico abbia potuto pensare che uscire dall’Unione Europea potesse essere una buona idea. Ad ogni modo ormai è acqua passata e, adesso, ognuno di noi ha bisogno di trarre il meglio da questa circostanza, per quanto lugubre possa apparire. Dopotutto – aggiunge – se hai dei limoni, puoi sempre far un’ottima limonata. Giusto? Avanti!”

Parole dense di ottimismo, seguite da un discorso altrettanto positivo in occasione della vittoria di Boris Johnson alle generali dell’anno precedente: “Si, ho letto molti dei vostri commenti. Mi sembra ovvio che ci siano centinaia di migliaia di persone, come noi, che sono tristi per il fatto che i nostri legami, finora molto stretti, con l’Europa, sono prossimi alla rottura. Sarà una separazione dolorosa e, di certo, irrimediabile. Molti di noi continueranno a vedere la Brexit come un tragico errore e, spero con tutto me stesso, che queste elezioni possano fungere da campanello d’allarme per il popolo della Gran Bretagna – continua la leggenda – Che ci piacciano o meno Boris Johnson, il suo partito o, l’intero processo che l’ha guidato verso la vittoria; è davvero poco rilevante. Il popolo di questo paese ha sentenziato in via molto solenne. Ora abbiamo, a tutti gli effetti, un nuovo Primo Ministro. Eletto dalle persone, così come il suo partito. Le insicurezze che l’hanno attanagliato alle ulne e, la precarietà di sentirsi sull’orlo della disfatta, ormai sono un mero ricordo. Boris Johnson ha vinto, staccandosi nettamente dai suoi avversari. Adesso, il Parlamento gli darà il potere di fare, più o meno, ciò che vuole, per i prossimi 5 anni. Al di là di quanto possiamo risultare sorpresi da questo record di consensi, l’attuale Primo Ministro ha il potere e l’opportunità di concedere un nuovo inizio a questo paese, partendo da una posizione di forza e stabilità. La cosa migliore che possiamo fare, come popolo Britannico, è concedere a Boris Johnson il beneficio del dubbio; augurandogli educatamente le nostre più sincere congratulazioni e, soprattutto, pregando affinché, egli, si dimostri onesto, degno di fiducia, coraggioso e compassionevole, come un capo di stato che si rispetti, dovrebbe essere”.

Francesco Tusa