Giusy Chiumenti Live Report

USHAS e The Ace of Winchesters: On Stage. Il rock più puro ed evocativo

Una serata a base di Rock senza compromessi, che conclude la prima esperienza di Sogno Ribelle Live

Il gruppo capitanato da Tony Chinaski supera la prova del fuoco del primo live show, accendendo gli spettatori in attesa di assistere a quella che si rivelerà essere una grande performance degli Ushas.

Si è svolta giovedì sera – presso la Locanda Blues – la serata finale di “Sogno Ribelle live”, la trasmissione radiofonica, organizzata da Litfiba Channel, condotta da Grazia Pistritto e Luca Ferri. Sul palco del locale romano si sono avvicendate due band: The Ace of Winchesters ed Ushas, storica band capitolina fondata dal chitarrista Filippo Lunardo negli anni ’90.

Opening act della serata, gli Ace entrano in scena poco prima delle 22. Questo live è un importante banco di prova per il gruppo emergente, si tratta infatti della presentazione ufficiale. Ed i cinque sono carichi e danno il massimo fin dalle prime note.

È immediatamente lampante che il loro è un tipo di rock fortemente evocativo, che – del resto – ben si accorda con il sound della band a cui stanno facendo da gruppo spalla. Ascoltandoli mi vengono in mente deserti e canyon, atmosfere che in alcuni casi arrivano a riecheggiare – pur nella loro originalità – quelle doorsiane, soprattutto quando ci si concentra su alcuni dei ritmi fondamentali del batterista Carmelo Aloi.

Il cantato graffiato, sporco, del frontman Tony Chinaski, i riff aggressivi dei chitarristi Davide Cirolia e Giuseppe Schipilliti e del basso di Vincenzo Donato, danno ai brani presentati nel corso della serata – come, ad esempio, l’omonima “Ace Of Winchesters” – connotati potenti. Perfettamente in linea con lo stile Hard Rock più puro e spontaneo.

L’esibizione si chiude con la canzone “Bye Bye Blackbird”, durante l’esecuzione della quale i componenti del gruppo sprigionano un’energia quasi tangibile che infiamma definitivamente gli animi degli avventori del locale, preparandoli a dovere per l’ingresso degli Ushas.

Direi che come primo live show ufficiale il bilancio è certamente positivo per gli emergenti The Ace of Winchesters. Dal nostro punto di vista, è un’ulteriore testimonianza – semmai ce ne fosse bisogno – dell’eccezionale vitalità dell’ambiente underground romano.

Setlist:

  • A Grave With No Name
  • Rock This Time
  • Rust & Sand
  • Lost
  • Ace Of Winchesters
  • Show Me How To Live
  • Bye Bye Blackbird

È poi la volta di quegli animali da palcoscenico che sono gli Ushas!

Io non ho mai avuto occasione di vederli dal vivo ed è per questo motivo che l’acuto iniziale di Giorgio Lorito – frontman dotato di grande carisma – mi coglie di sorpresa; il peculiare modo di modulare la voce me lo fa associare immediatamente a quegli anni, a cavallo tra i Sixties ed i Seventies, che vedono la nascita del rock psichedelico ed i primi esempi di Hard Rock.

La strada kerouachiana ed il viaggio – come più volte dichiarato dallo stesso autore Filippo Lunardo – sono i fili conduttori dai quali si dipanano i testi, il cui valore aggiunto è sicuramente la scelta dell’italiano che rende fruibile ad un maggior numero di persone un genere musicale solitamente appannaggio esclusivo della lingua inglese.

Un sound incendiario, che ben si esplica in canzoni come “Io Non Sono Qui”, ove ho particolarmente apprezzato l’assolo di chitarra dello stesso Lunardo ed il ritmo veloce del bassista Guido Prandi.

E che dire di “Verso Est”, che da il titolo al loro debut album rilasciato nel 2013? L’intro trascinante della batteria di Giorgio Ottaviani, le vivide immagini che evoca, di strade polverose e desertiche percorse solo da motociclisti in sella alle loro Sportster (o Chopper, se preferite), ne fanno una vera hit!

Non mancano brani più lenti, ma sempre di grande intensità espressiva, come la bella ballata “Dai Tetti Di Gaden”, in cui scorre sotterraneo l’influsso della filosofia buddhista, trasmettendomi l’idea di una ricerca della via del Bodhisattva (nella tradizione buddhista mahayana, il Bodhisattva è un individuo che aspira all’illuminazione per sé e per gli altri).

Gli Ushas hanno inoltre proposto dei nuovi brani in scaletta, tra i quali “Anam”, il che mi fa auspicare che stiano lavorando ad un nuovo album.

“Maledetta Notte”, rock allo stato puro, un pezzo davvero esplosivo e trascinante che spinge molti degli spettatori ad alzarsi in piedi – tant’è irrefrenabile il desiderio di muoversi – chiude il live show con sommo dispiacere di tutti; se, infatti, la canzone recita «Maledetta notte, voglio andare a casa mia» questo non è certamente lo stato d’animo che si respira all’interno della Locanda.

Due grandi band che hanno saputo regalarci un’entusiasmante serata all’insegna della musica più genuina ed originale!

Chapeau!

Setlist:

  • Fuorilegge
  • Chopper Blues
  • Io Non Sono Qui
  • In Nome Di
  • Desperados
  • Verso Est
  • Dai Tetti Di Gaden
  • Shri Heruka
  • Anam
  • Tutti Contro Tutti
  • Yama
  • Maledetta Notte

Laura Di Francesco | Foto: Giusy Chiumenti

Autore

Laura Di Francesco

Laura Di Francesco

Classe 1984. Manifesta precocemente la passione per ogni tipo di manifestazione artistica, prima tra tutte, la musica. Nel 2003 consegue il diploma di scuola media superiore in grafica pubblicitaria. Successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università degli Studi Roma Tre, laureandosi con il massimo dei voti. Attualmente lavora presso uno studio amministrativo e frequenta il corso di laurea magistrale in Italianistica. Unendo l’amore per il Rock e quello per la scrittura apre un blog «La filologa del Rock ‘n’ Roll» ed inizia a collaborare con la webzine «Nerds Attack!». Donna dinamica e dotata di un’inesauribile curiosità, viaggia spesso per assistere a concerti e festival. Il suo più grande sogno ed obiettivo è quello di fare della critica musicale il lavoro della sua vita.