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THE ZEN CIRCUS live at Estragon Club

A solo pochi mesi dalla fine del tour precedente salgono sul palco dell’Estragon gli Zen Circus per presentare il loro ultimo album, “Il fuoco in una stanza”, pubblicato il 2 marzo 2018.
Appena ho saputo che avrei dovuto scrivere dell’evento ho subito pensato che sarebbe stato difficile, se non impossibile, non tener conto della mia esperienza con gli Zen Circus. Nella breve storia della mia vita – concedetemelo, ho 22 anni – gli Zen occupano un posto unico.

Li ho conosciuti 9 anni fa, con “Andate tutti affanculo”, e mi hanno accompagnata fino ad oggi. Ho fatto questa premessa perché venerdì, in nome della cospicua quantità di live Zen a cui ho partecipato, ero ingenuamente convinta di sapere cosa mi aspettasse. Sono molto felice, invece, di poter affermare che ogni mia aspettativa sia stata in realtà disattesa e che questa data zero preannuncia davvero quello che sarà, come ci hanno promesso, un tour incredibile. È “Il cielo in una stanza”, di Gino Paoli, ad accompagnare gli Zen sul palco, omaggio indubbiamente opportuno. Gli Zen Circus non hanno certo bisogno di presentazioni, sono loro, e sono loro da vent’anni (seppur cresciuti), un quadro che funziona perfettamente su un palco come quello dell’Estragon, come anche in contesti più ridimensionati. Quadro del quale, già dallo scorso tour, fa parte anche Francesco Pellegrini che, concerto dopo concerto, è riuscito ad ottenere il suo posto all’interno della band, non solo senza rompere gli equilibri – che lo renderebbe quasi superfluo – ma contribuendo positivamente anche nei risultati in studio e nelle performance dal vivo.

Agli Zen va anche il merito, non troppo scontato, di conoscere il proprio pubblico, di essere consapevoli della sua eterogeneità e di aver quindi studiato una scaletta altrettanto eterogenea, in cui l’aspetto intimistico dell’album (del quale si è spesso parlato nel tour instore e nelle interviste) si congela a favore di una profonda empatia, in grado di unire gli affezionati e i nuovi ascoltatori.
Proprio in nome del rispetto che ho verso l’elaborazione  di questo vademecum ho deciso, fin da subito, che non avrei riportato la scaletta del live. Vi invito, però, a scoprirla dal vivo, anche solo perché gli Zen Circus sono veri artigiani della musica e, in un contesto in cui si esaltano spropositatamente sedicenti artisti con ben poco da raccontare e dubbie capacità musicali, sono ancora sinonimo di qualità.

Ad aprire gli Zen durante tutto il tour ci sono i ragazzi de La Notte, band fiorentina che ha esordito nel 2015 con l’omonimo disco prodotto da Karim Qqru, e che attualmente sono in tour per promuovere il loro ultimo lavoro discografico “Volevo fare bene”. Ho avuto l’occasione di ascoltarli dal vivo un paio di volte, in contesti totalmente differenti, e di rimanere, in entrambi i casi, piacevolmente colpita.

Francesca Roberto

Autore

Qube Music

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