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The Tallest Man on Earth Sold Out al Quirinetta

Sul palco Kristian Matsson, un talentuoso cantautore e polistrumentista svedese che si è fatto conoscere al pubblico con il nome di The Tallest Man on Earth

Quella di ieri sera è stata una delle date più attese per il Teatro Quirinetta.
L’evento ha infatti registrato, già alcune settimane prima del live, il tutto esaurito.

Sul palco Kristian Matsson, un talentuoso cantautore e polistrumentista svedese che si è fatto conoscere al pubblico con il nome di The Tallest Man on Earth.
Un successo inatteso anche per lui che dalla lontana Svezia, non si aspettava un riscontro così forte anche qui.

Basta già il nome a far intuire parte della personalità fortemente ironica di questo artista, che a dispetto dal nome scelto non supera il metro e 70 di altezza.
Per chi aveva già avuto modo di assistere a un suo concerto live nel 2012, le sensazioni dei fan sono state contrastanti. L’intimità e la profondità trasmessa dai vecchi live voce e chitarra hanno lasciato spazio a uno show sicuramente più completo ma anche ad una personalità istrionica e anche un po’ piaciona.
Matsson è un musicista competente e la sua voce non sbaglia una nota. Ascoltarlo è davvero un piacere, ma l’ascolto che intimamente si può fare a casa dava ai suoi brani una dimensione diversa dalla distrazione che il suo show porta sul palco. L’egocentrismo è tipico del mestiere, nulla di nuovo, ma forse in questo caso il piglio da rockstar maledetta non giovava al risultato. E’ un bel ragazzo, lo vediamo, ma quei continui ammiccamenti e quella superbia spruzzata da tutti i pori in alcuni momenti è stata indigesta.

Non manca l’ironia, infatti, Matsson cambia quasi una chitarra a pezzo per non parlare dei plettri tirati in tutte le direzioni alla fine di ogni esecuzione, dopo l’ennesimo lancio la band esce e lui si ritrova senza chitarra, così avvisa il pubblico che non avendo più le sue chitarre avrebbe letto a tutti delle poesie. Il pubblico del Quirinetta si diverte e prende parte allo show incitandolo quindi a leggere queste fantomatiche poesie, chiaramente era tutta una scusa per spostarsi alle tastiere e dare prova della sua bravura di polistrumentista.

La band (Mike Noyce, chitarra e violino, Ryan Matthew bassista e tastierista, Zach Hanson alla batteria con un set a doppia cassa, e Ben Lester alle tastiere e sintetizzatore), che spesso è un plus fondamentale nello show in questo caso era completamente oscurata dalla personalità di Matsson e lo scarsa alchimia con il frontman ci hanno fatto quasi chiedere se non fosse meglio un live completamente in acustico dove “ L’uomo più alto del mondo” potesse misurarsi da solo con se stesso e con il pubblico facendo uscire la vera essenza del progetto.
Certo è che con l’esecuzione in acustico di “Love is All”, “The Gardener” e “Leading Me Now” gli abbiamo perdonato tutto.

L’ultimo brano in scaletta esprime bene le sensazioni trasmesse dallo spettacolo. Kristian Matsson al centro del palco illuminato è pronto per eseguire “Like the Wheel”, chitarra e voce. La band, sradicata dal suo ruolo naturale, in ombra alla sua destra davanti a due microfoni prende le parti di un coro.
Il risultato seppur ai miei occhi inusuale è piacevole e adatto a una chiusura di concerto in bellezza con un bellissimo brano ottimamente armonizzato.

Marta Croce | Foto di Giusy Chiumenti

Setlist
• Wind and Walls
• 1904
• Fields Of Our Home
• Slow Dance
• The Wild Hunt
• Darkness Of The Dream
• Love Is All
• I Won’t Be Found
• The Gardener
• Sagres
• Revelations Blues
• Timothy
• Thousand Ways
• Little Nowhere Towns
• It Will Follow The Rain
• Where Do My Bluebirds Fly
• Seventeen
• King Of Spain
• Dark Bird Is Home
• BIS
• The Dreamer
• Like The Wheel

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Qube Music

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