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The Noel Gallagher Show e Roma diventa brit per una notte

Serata in pieno “british mood” all’ippodromo delle Capannelle, l’ex Oasis regala un’ora e 30 di musica ai suoi fan

L’istrionico e pungente Noel Gallagher arriva sul palco del Postepay Rock in Roma, per il “Chasing Yesterday” Tour forte del sold out registrato lo scorso inverno a Milano e della bella accoglienza ricevuta anche a Padova due giorni or sono.

Ieri purtroppo, a Roma è stata sicuramente una giornata particolare, è sotto gli occhi di tutti la tragedia consumatasi nella metropolitana dove ha perso la vita un bambino di soli 4 anni, e a lui ed alla sua famiglia che va il nostro pensiero ed affetto, infatti, è la presenza di Omar Pedrini a ricordarlo a tutto il pubblico invitandolo a rispettare un minuto di silenzio prima dello show di Noel.

Ecco il tanto atteso momento dell’entrata in scena di Mr. Gallagher, si parte con “The wrong beach”, “Everybody’s on the Run”, “Fade Away” e l’ultimo singolo “In the Heat of the Moment”.

Prime note  e dobbiamo registrare un po’ di sottotono, probabilmente non siamo incappati una delle serate migliori dal punto di vista della “voglia” o della “forma fisica” di Noel, ciò che vediamo è un artista molto statico, poco coinvolto e che purtroppo, stecca clamorosamente diverse volte. Il pubblico nota la cosa ma non smette un secondo di incitare il “ragazzaccio” di Manchester che probabilmente galvanizzato dall’effetto dei suoi fan sembra cambiare tiro e regala una “Champagne Supernova” da brividi, dove finalmente s’innalza l’asticella dello Show che sembra consolidarsi con la successiva e tanto gradita “Whatever”.

Quando Noel sembra aver rotto il ghiaccio con il pubblico di Roma, ecco che ritorniamo nel clima distaccato, e dico questo perchè chi segue Noel da sempre, sa quanto ami fare battute continuamente, quanto ami chiacchierare e polemizzare o ironizzare senza mezzi termini su qualcosa o qualcuno, invece no, il “british mood” lo ha pervaso completamente e lo show prosegue con le sue hit, senza un assolo o un virtuosismo degno di questo nome da parte di uno dei musicisti. Si limitano a svolgere il loro compitino, accorti a non sgarrare una nota e nulla più.

Dopo alcune hit del repertorio solista come “Dream On” e “The Dying of the Light”, arriviamo cosi al momento in cui l’asticella si innalza di nuovo, grazie a “The Masterplan” che il pubblico canta a squarciagola, per poi stringersi in un unico grande abbraccio per il momento più alto dello show, la memorabile “Don’t look back in anger” che fa emozionare tutti e allo stesso tempo ci lascia un po’ l’amaro in bocca per uno show, che almeno a nostro parere poteva e doveva regalare qualcosina in più alla meravigliosa cornice e al meraviglioso pubblico del Postepay Rock in Roma.

La scaletta del “Chasing Yesterday” Tour:

  • The Wrong Beach
  • Everybody’s on the Run
  • Fade Away (Oasis cover)
  • In the Heat of the Moment
  • Lock All the Doors
  • Riverman
  • The Death of You and Me
  • You Know We Can’t Go Back
  • Champagne Supernova (Oasis cover)
  • Whatever (Oasis cover)
  • Dream On
  • The Dying of the Light
  • The Mexican
  • AKA… Broken Arrow
  • Digsy’s Dinner (Oasis cover)
  • If I Had a Gun…
  • The Masterplan (Oasis cover)
  • AKA… What a Life!
  • Don’t Look Back in Anger (Oasis cover)

Luca Ferri | Foto: Matteo Nardone

Autore

Qube Music

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