Auditorium Parco della Musica News Recensioni

Tetes de Bois: “Extra”, un omaggio a Ferrè in musica

Con traduzioni dei testi di Ferrè, Verlaine e Baudelaire, del professor Giuseppe Gennari

Definirla un’opera musicale, o teatrale solamente è riduttivo. Certo il primo ascolto è ostico, segno di qualcosa o di meraviglioso e di terribile al contempo, ma non mi è venuta la voglia di spegnerlo, anzi l’ho messa in loop e mentre stavo per casa a fare le faccende domestiche, piano, piano riaffioravano immagini degli chansonnier o degli autori più impegnati. Cosi mi sono fermato.

Una musica da film?

Neanche, le immagini sono oniriche estreme, non c’è il tocco di Umiliani, poi ti vieni a chiedere: ma ascoltarlo da riposati? Se non fosse che i passi e le poesie scelte sono assolutamente disperate, le emozioni cruente per quanto forti comunque letterarie, e alla fine Alte, di quella cultura che fa schifo ai giovani, ma che lascia un segno nel tempo che è stato, e che ogni tanto prende la misura e se uno vorrebbe ascoltare ti piega.

Generare immagini in musica, non è facile. Pensare alla decadenza ai sentimenti forti estremi aprire all’animo umano come dovrebbe fare uno spirito libero, non è sempre possibile. Ecco questa non è una musica da stadio ma da teatro, una poesia cantata, o una poesia musicata. Ma un Arrangiamento delicato di pianoforte in contrasto con sax spietati che sembrano rantolare nella notte più fonda, come se gli fosse strappato il cuore.

Pezzi di musica alta, alternati a suoni delicati, che sporgono della memoria, ricordano, ma anche… Ascolta. Taci. Attendi. Arriva? Dov’è il libretto? La so, questa la so…

Una visione dei momenti di lettura da ragazzi quando il romanticismo sembrava possibile. L’anima del sub conscio e le figure sarcastiche, disperate, mai finite sospese.

Quindi ritorni a “Extra” e te ne vai con la fantasia a immaginare mondi colorati e possibili e giù cosi, con passi da gigante sino alla svolta francese di “ti rivedo ancora” e “Pattinava”. Dove sono? Cos’è questo stile maledetto che ti colpisce e ti affonda? Riinizia “Tango” e tu pensi a Vasquez Montalban e i suoi 4 argentini…

Insomma, non vi fidate del primo ascolto è un disco strano, se volete difficile, alle volte struggente alle volte odioso. Ma la musica dovrebbe causare emozioni e a me l’ho ha fatto. Chissà se lo brucio lo getto via perché scatena i miei demoni o lo metto in teca tra le cose preziose. Da ascoltare più volte, e con calma, possibilmente senza fretta.

Voto 4/5 con merito e lode.

Magari se prendeste testi meno canonici… Chissà… lode a Ferrè e alla sua musica.

Le tracce

1) Tango (L. Ferré – Têtes de Bois)
2) Il mare e la memoria (L. Ferré)
3) La maliziosa (A.Rimbaud – L. Ferré)
4) Extra (L.Ferré)
5) Se te ne vai (L. Ferré)
6) Ti rivedo ancora (P. Verlaine – L. Ferré)
7) Pattinava (P. Verlaine – L. Ferré)
8) L’eautontimorumenos (C. Baudelaire – L. Ferré)
9) Tu non dici mai niente (L. Ferré) Feat. Le luci della centrale elettrica
10) Felici come mai (L. Ferré)
11) Il tuo stile (L. Ferré) Feat. Francesco Di Giacomo (live @Auditorium Parco della Musica 9 giugno 2013)

Daniele De Sanctis

Autore

Qube Music

Qube Music

La WEBZINE dedicata alla MUSICA, frutto di sinergie tra editori, giornalisti del settore discografico, media e radio, che propone servizi punto di riferimento per la diffusione di contenuti musicali.