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Surgery @Dissesto Musicale, a Bagni di Tivoli

Un Dissesto Musicale così gremito e in fervida attesa, in tanti anni di concerti, probabilmente nessuno di noi lo aveva mai visto

Un Dissesto Musicale così gremito e in fervida attesa, in tanti anni di concerti, probabilmente nessuno di noi lo aveva mai visto. La motivazione, in effetti, è decisamente più che comprensibile: dopo diverso tempo di assenza, stasera tornano i Surgery, e tornano ad esibirsi a casa loro, il che di sicuro non è un dettaglio.

Il pubblico che stasera aspetta i Surgery, praticamente fino allo scoccare del giorno dopo, è bellissimo e trasversale: ci sono i fan della primissima ora, i nostalgici, le famiglie, i neofiti, i curiosi, i giovanissimi e i meno giovani. E tutti quanto fervono, perché stanno per meritarsi un elettroshock musicale, tanto per citare i suddetti, da cui sarà difficile uscire. Per fortuna. Parlare oggi dei Surgery, ovvero di Daniele Coccia (voce), Cristina Badaracco (seconda voce), Dario Casadei (chitarre), Daniele Antolini (basso) e MatteoDj FreakCastaldi (consolle), a distanza di quasi sedici anni dai loro natali artistici, è un bene ed è fondamentale, per la coscienza musicale collettiva di qualsivoglia fruitore di qualità.

Pensare che l’elettroshock di cui sopra è esploso in precisa concomitanza coi nostri anni zero, nel lontano 2000, costringe ad un piacevole excursus di ragionamento sul tema che fondamentalmente porta ad una ed una sola conclusione: la venuta dei Surgery, vista con gli occhi di adesso, ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi un inaspettato, salvifico e disarmante sovvertimento di qualsiasi logica artistica presente sul bancone dell’offerta musicale. Si etichettano come band elettro – industrial, ma i Surgery sfuggono amabilmente ad ogni vano tentativo di una gabbia sintattica: è un gruppo che ha avuto il merito di ridare alla dimensione del live la sua essenza più pura, un gruppo che ha reso e rende ancora quella del concerto un’esperienza mistica e blasfema in cui perdersi, un gruppo che ha ridato dignità e identità alla meraviglia della lingua italiana adagiata splendidamente su supporti musicali che vanno dall’elettronica al pop, dal metal al rock, dalla techno alla darkwave con una maestria che, senza rischio di rasentare lo sdegno dei critici più blasonati, non faticherebbe a suscitare la bile di The Prodigy e dintorni. Senza dubbio alcuno una delle cifre stilistiche della band è la presenza scenica di tutti: con le loro usuali maschere e con un vestiario “sado-rock”, il fascino dei Surgery risiede anche nei loro movimenti, negli effetti delle voci, nel fascino a tinte gotiche che trasudano. Stasera, soprattutto, di una bellezza particolare è Cristina, la voce femminile dei Surgery: il suo apporto è più riflessivo e composto, connubio perfetto che va a completare la performance di Daniele – poeta assoluto di questa contemporaneità musicale- per via dell’evidente pancione, che Cristina non rinuncia, giustamente, a fasciare con un fantastico top di pelle nera, attillatissimo. Stasera è uno spettacolo visivo anche Cristina, dalla grazia e dalla voce pura inconfondibili.

I Surgery riscrivono ancora una volta la storia musicale italiana, reincarnano ancora quell’indispensabile elemento di rottura con la sterilità e la banalità di una certa ondata musicale precedente. Pezzi come L’erba cattiva, Totem e Tv, Elettroshock, Nessun dogma, Siamo animali, Morituri te salutant, Barracuda, Stupida estate, forse il pezzo più “pop” dei Surgery – e si intenda qui come sia di abile maestria rendere fruibile ai più un brano di cotanta caratura – sono andati a confluire in diversi dischi (Verso Nega, L’altra educazione, Reset) che rappresentano delle autentiche perle rare di tutta la discografia italiana contemporanea attuale, anche non di genere. Probabilmente ancora nessuno si è ripreso dall’elettroshock dei Surgery di questa sera, e questo stato di trance non può essere che un bene.

Francesca Amodio | Foto: Simone Fagnani

Autore

Francesca Amodio

Francesca Amodio

Classe 1991, è una giornalista free-lance. Dopo la laurea in editoria e giornalismo, consegue un master in giornalismo e comunicazione specializzandosi nel settore dello spettacolo. Attualmente collabora con diverse riviste cartacee e online, occupandosi di musica, cinema e televisione. Per Qube Music cura la rubrica “Il Cantagiro del lunedì”, in cui settimanalmente alterna recensioni di dischi di ieri e di oggi.