Auditorium Parco della Musica Live Report News

Sun Kil Moon: il concerto a Roma

Auditorium Parco della Musica (Roma), 8 giugno 2015

Diciamolo subito: attendevo questo giorno da quando, adolescente, ebbi per la prima volta a che fare con i Red House Painters all’interno del film “Vanilla Sky”, scoprendo subito dopo con orrore che si erano già sciolti. Da allora, una serie di occasioni sfumate per i Sun Kil Moon, toccando l’apice con le meditate e non realizzate trasferte prima all’Ypsigrock in Sicilia e poi al Primavera Sound di quest’anno.

Arriviamo così ad oggi nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, sorprendentemente gremita forse per il recente exploit italiano di Mark Kozelek, conseguente al grande successo di Benji e alla presenza nel film “Youth” di Sorrentino, sia in veste di musicista che in quella di attore. E altrettanto sorprendente è la formazione della band, costituita da due batterie e tre chitarre, tra cui spicca quella languida ed esperta di Neil Halstead, storico leader dei redivivi Slowdive. Se non dovesse bastare, una delle due batterie è al servizio dell’ex Sonic Youth Steve Shelley.

Mark Kozelek è un uomo tanto goffo tra un pezzo e l’altro, quanto angelico al risuonare delle prime note del brano successivo. Come un’anatra che arranca sulla terraferma per poi sfrecciare improvvisamente al contatto con l’acqua, Kozelek rapisce l’attenzione dell’ammutolito pubblico grazie al suo caratteristico e ipnotico cantato monocorde, spontaneo e carico d’emozione come solo il pianto di un bimbo può esserlo. Fatto sta che quando ricomincia daccapo lo stesso pezzo quattro volte perché “non sente il groove”, o quando passa da un’asta all’altra dimenticando il microfono, è troppa la tenerezza, troppa la gratitudine per non perdonargli questo ed altro.

La scaletta è una summa degli ultimi Sun Kil Moon, con un’ossatura composta quasi alla pari da Benji e dal nuovissimo Universal Themes, ai quali si aggiungono due brani a testa provenienti dai progetti paralleli Mark Kozelek & Desertshore (assieme a Phil Carney, secondo chitarrista dei Red House Painters) e Mark Kozelek & Jimmy LaValle (alias The Album Leaf). Da quest’ultimo è tratta “Ceiling gazing”, eseguita durante l’encore e presente nella colonna sonora di “Youth”. Brani intrisi di nostalgia come “Carissa” e “Micheline” si alternano ad altri più rabbiosi e distorti, in cui lo Statunitense nervosamente inanella parole a profusione (oramai nuovo marchio di fabbrica a partire da Benji).

Avete mai provato ad emettere particolari vibrazioni con la voce, in presenza di oggetti delicati o posizionati in maniera instabile? Avrete notato delle improvvise vibrazioni, al risuonare di alcune specifiche frequenze. Ecco, Kozelek possiede una di quelle voci capaci di farti vibrare la pelle a qualsiasi frequenza, che sussurri, che si lamenti o che gridi con tutto il fiato che ha in corpo. Spesso tacciato come un uomo schivo e burbero (e probabilmente non a torto), Mark questa sera sorride. Sorride mentre il mio cuore piange, un po’ per riconoscenza e un po’ perché da domani comincerà a sperare in una nuova occasione, tra trasferte meditate ed angeliche anatre negli stagni.

Matteo Rotondi

La scaletta del concerto:

  • Little rascals
  • Mariette
  • Hey you bastards I’m still here
  • Micheline
  • Richard Ramirez died today of natural causes
  • Carissa
  • The possum
  • Ali/Spinks 2
  • I watched the film The Song Remains The Same
  • Dogs
  • I can’t live without my mother’s Love
  • This is my first day and I’m Indian and I work at a gas station

Encore:

  • Ceiling gazing
  • Caroline

Autore

Qube Music

Qube Music

La WEBZINE dedicata alla MUSICA, frutto di sinergie tra editori, giornalisti del settore discografico, media e radio, che propone servizi punto di riferimento per la diffusione di contenuti musicali.