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Stereophonics @Alcatraz Milano

Uno spettacolo ricco, un viaggio musicale che ha visto la band inglese esibirsi di fronte a un gremito pubblico di appassionati e curiosi, forse nostalgici delle sonorità britpop e alternative anni ’90

E’ stato davvero un grande ritorno, quello degli Stereophonics, di nuovo live in Italia sul palco dell’Alcatraz di Milano lo scorso 20 ottobre. Uno spettacolo ricco, un viaggio musicale che ha visto la band inglese esibirsi di fronte a un gremito pubblico di appassionati e curiosi, forse nostalgici delle sonorità britpop e alternative anni ’90. Ad aprire le danze, i Viva Lion, duo indiefolk tutto italiano dalle chitarre morbide e suoni armoniosi, ispirati dalla natura, dalle note indipendenti di una musica senza percussioni, sognante e inconfondibile. Una resa perfetta e un ottimo finale con “99 Problems”, cover del rapper americano Jay-z.

Dopo pochi minuti l’inizio dello show. L’ambientazione dai tratti industrial glam del locale di via Valtellina ha dato il benvenuto a Kelly Jones e soci, che hanno scaldato subito gli animi con una prima accoppiata di brani dal sapore decisamente rock. I Wanna get lost with you e C’est la vie, dall’ultimo album in studio Keep the village alive, hanno preparato la giusta atmosfera per il primo cambio di chitarra e la melodica Indian Summer. “Vediamo se la riconoscete”. Kelly Jones introduce così Have a nice day, uno dei pezzi più famosi della band, dal terzo album Just enough education to perform del 2001. Si prendono un po’ in giro, gli Stereophonics, scherzando con il pubblico e non abituandolo mai a un ritmo costante. Ce lo dimostrano con Vegas, un brano forte, tra potenti riff di chitarra e forti sonorità di basso e batteria. Gli strumenti musicali cambiano, si alternano. Il ritmo è crescente, deciso e anche romantico, come in White Lies, suonata al piano dallo stesso Jones, accompagnato da Richard Jones al basso e Adam Zindani alle chitarre. Un continuo gioco con le note, fino a Maybe Tomorrow. “Questo brano è passato qualche volta in radio”. Scherza così la voce degli Stereophonics, lasciando il posto a una grande ovazione da parte del pubblico, sempre più energico e partecipe.

La seconda parte del concerto ha di certo mostrato di che cosa è capace la band gallese, attiva dal 1992. Tastiere, chitarre acustiche ed elettriche, puro spettacolo, in un susseguirsi di momenti soft e decisi cambi di registro, tra giochi vocali, momenti strumentali e il bellissimo assolo di batteria di Jamie Morrison (ex dei Noisettes), nel gruppo dal 2002. La sua performance è di certo rimasta impressa nella mente dei fan, che dopo Mr and Mrs Smith, lo hanno ammirato in piedi, illuminato da calde luci dorate, intento a far vibrare piatti e tamburi a ritmo incessante. Catacomb e Graffiti on the train hanno mostrato la potenza dell’ottavo album, datato 2013. Been Caught Cheating, un blues moderno, dal deciso intro folk, è il pezzo perfetto, prova della grande potenza e versatilità canora di Jones e dell’abilità del gruppo di attraversare epoche e stili musicali con estrema semplicità.

The Bartender and the thief e Dakota hanno chiuso l’unica data italiana del gruppo, con l’augurio finale “Good Luck” lanciato da Jones. Noi l’abbiamo accettato al volo e chissà che gli Stereophonics non ci portino fortuna per davvero.

Dopo Milano, gli Stereophonics saranno di nuovo sul palco a Bilbao in Spagna, il prossimo 30 ottobre. A seguire, tappa in Qatar, Oman e Dubai e poi il Regno Unito, dove il 16 dicembre si terrà il gran finale alla London Arena. Buon viaggio!

Stefania Tagliaferri | Foto: Martina Dalla Mora

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Qube Music

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