Davide Visca Live Report

SPECIALE: Road Crew, dietro le quinte di un concerto

Tutti noi abbiamo assistito a dei concerti, pochi sanno cosa c’è alle spalle, cosa voglia dire produrre uno spettacolo. Ancor meno se lo domandano. Il concerto non è solo le due ore di musica a cui assistiamo. Tante ore prima e tante ore dopo c’è moltissimo lavoro di decine di persone

In vita mia di palchi ne ho visti un bel po’. In passato alcuni li ho anche montati, cablati, vissuti dal di sopra.

Certo erano altri tempi, quando non esisteva la trasmissione dei segnali in fibra ottica, i mixer erano analogici, gli amplificatori finali pesavano decine di chili ognuno, gli illuminatori erano al quarzo, consumavano e scaldavano da morire.

Certo non erano grandi produzioni quelle a cui ho partecipato, ma quando ci sei dentro ogni produzione è “grande”, è importante. La sera sei stanco ma sai che, senza te, senza decine di te, lo spettacolo non sarebbe potuto esistere.

Il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato, forse è per questo che poi alla fine ho scelto questo mestiere. Decine di persone che lavorano per uno scopo comune: che lo spettacolo sia impeccabile. Che tutto funzioni alla perfezione, che la complessa macchina della produzione arrivi a destinazione senza intoppi.

Road Crew. Sono tutti quelli che mettono in piedi lo spettacolo. A volte percorrendo migliaia di chilometri, altre volte si tratta di team locali. Dai “rigger”, ai “runner”, ai tecnici del suono; i “light designer”, i “backliner”, gli “scaffolder”, i liutai, i cuochi, i sarti, solo per citare alcune figure. Ognuno con un compito preciso, ognuno con un unico scopo.

Ho sempre desiderato raccontare questa vita, queste figure, ognuno con la propria professionalità e dignità anche nei compiti più umili. Sarei voluto partire con loro, trascorrere con loro del tempo, conoscerli, conoscere le loro storie, ma non ne ho mai avuto l’opportunità.

Questo è solo un piccolo assaggio. In questo breve foto racconto ho cercato di condensare una giornata di produzione di “La rivoluzione sta arrivando” dei Negramaro.

Spero di essere riuscito trasmettere le emozioni che provo io ogni volta.

Tutti noi abbiamo assistito a dei concerti, pochi sanno cosa c’è alle spalle, cosa voglia dire produrre uno spettacolo. Ancor meno se lo domandano. Il concerto non è solo le due ore di musica a cui assistiamo. Tante ore prima e tante ore dopo c’è moltissimo lavoro di decine di persone.

Sveglia poco prima dell’alba, un caffè e via. Alle 5.45 sono già tutti pronti, il caschetto giallo, le scarpe, gli attrezzi del mestiere. Non si perde tempo. Il primo TIR viene scaricato in pochi minuti. E così gli altri otto. Non si perde tempo, no. Bisogna rispettare i tempi. Tutto deve essere pronto per il grande spettacolo. Il palco montato, cablato, le luci, gli amplificatori, i diffusori. Tutto secondo una rigida tabella di marcia.

Alle 17.00 il line check. Alle 17.30 la prova luci. Alle 18.00 il sound check. Tutto è pronto per la sera. La tensione cala per un po’, i tecnici verificano ed accordano gli strumenti, qualcuno riposa per il dopo concerto. In produzione c’è un gran fermento. La band incontra i fan per qualche minuto.

Ci si incontra nei corridoi o nei camerini. Qualcuno seduto su un improbabile sgabello fuma una sigaretta e scambia quattro chiacchiere.

Report e Foto: Davide Visca
Si ringraziano: Negramaro, Live Nation Italia, FastForward Live

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Qube Music

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