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Soddisfatti o Rimborsati? Tutti a Barcellona per il Primavera Sound 2015

Zaangoo! con Qube Music e ilcARTEllo alla presentazione del Primavera Sound 2015

Dopo la sbornia di nomi e false scalette che hanno anticipato la soirée di presentazione ufficiale al Sala Apolo di Barcellona, mi accingo ad analizzare la corposissima line up del Primavera a.d. 2015. Partiamo dai numeri: il festival catalano mette in campo la bellezza di più di 140 artisti spalmati su 3 giorni più la giornata introduttiva del 27 Maggio. Nonostante una chiara tendenza al rock, spiccano alcuni nomi piacevolmente elettronici sebbene sul quel versante ci sia ancora qualche timidezza che si traduce – a mio avviso – in un passo falso. Ma andiamo con ordine e partiamo dagli head-liner.

28 Maggio

The Black Keys. La vera domanda è “perché?”. La band è oramai incastrata in logiche mainstream che se furono ben amalgamate al loro sound originale in “El Camino”, sono mal confluite in “Turn Blue”, il cui stupidamente colloso singolo apripista era la chiara dimostrazione di come la band stia perdendo le sue connotazioni fotoniche, avviandosi verso una dimensione da Coldplay del blues-rock. Evitabili. Anche come punizione redentiva nei confronti di Auerbach per obbligarlo a tornare alle origini. Molto bene Antony & The Johnson, che seppure al sottoscritto risulti piacevole come il sale nel caffè, è assolutamente un nome di spessore, un vero artista, per altro ben noto in Italia grazie alle sue collaborazioni con il professor Franco Battiato.

Su The Replacements già sbavo, così come non vedo l’ora di sballare col live degli Spiritualized. Allontanandosi dalle derive rock, il Primavera dimostra tutta la sua forza contemporanea schierando in un solo giorno dei calciatori del calibro di James Blake (olè), Jungle (olè), Panda Bear (olè e suono di trombette), Chet Faker (olè), Andrew Weatherall (doppio olè) e Richie Hawtin (o….no!).

In definitiva un gran bel primo giorno che può contare anche su Sun Kil Moon, Sunn O e un signore come Thurstone Moore & Band. Esserci.

29 Maggio

Come preannunciato, tornano i Ride, la band di Andy Bell si riunisce – dopo lo scioglimento dei Beady Eye – e si appresta a tornare sulla piazza in grande stile. In tempi di revival psichedelico e shoegaze, vedere delle vecchie guardie del genere fa un gran piacere.

Non fosse solo per una questione anagrafica e d’importanza storica, fa strano vedere gli Alt-J su di un gradino più alto di quello di Patti Smith, ma tant’è. La band di Leeds ha fatto quello che in gergo si definisce il botto ed è giusto che i giovani trovino il loro spazio quando è meritato.

La sacerdotessa del rock si presenta & Band per eseguire il suo album d’esordio “Horses”. Un tuffo nel 1975. Momenti di lacrime – ma con grande stile – sui live di Belle & Sebastian e Damien Rice, mentre per spaccarsi la faccia pogando basteranno i Death From Above 1979. Dio li benedica. Se vi piace la stravaganza assicuratevi di essere sotto palco per il live di Ariel Pink mentre per ballare sarà ben sufficiente la presenza di John Hopkins, un nome elettronico di tutto rispetto in un cartellone non certo da clubbers. Imperdibili anche Run The Jewels, fra i più chiacchierati nomi Hip Hop del 2014 e The Soft Moon.

30 Maggio

Ora abbandono ogni oggettività e divento stupidamente romantico e nostalgico.

Nello stesso giorno vedrò suonare prima gli Interpol, sui quali si è modellata tutta la mia esperienza liceale, e The Strokes, della cui pregnanza generazionale abbiamo già parlato su queste pagine. Il giorno conclusivo è a mio avviso il più completo, contando sugli Underworld – col loro dubnobasswithmyheadman live -, un nome storico di assoluta rilevanza come Einstürzende Neubauten che dal vivo sono un’esperienza mistico-messianica in chiave industrial. Non mancano le perle indie/alternative con Unknown Mortal Orchestra, Hookworm, i potentissimi Thee Oh Sees e l’ormai iconico Mac de Marco, il cui “Salad Days” è stato per molti l’album dell’anno. Spicca un altro nome elettronico dal profilo internazionale come Caribou, capace di un live di assoluta qualità. Per chiudere segnalo la presenza di The Ghost Of A Saber Tooth Tiger, non tanto per la presenza di Sean Lennon (il cognome dovrebbe dirvi qualcosa) ma per la presenza della bassista e fidanzata dello stesso Sean.

Soddisfatti o Rimborsati?

Dario Russel Bracaloni

#roadtoprimavera

Autore

Qube Music

Qube Music

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