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SIREN Festival – TOP 5 (Secondo Giorno)

l Siren non si limita a cambiare vesti per la seconda grande notte di festival, ma riesce a soddisfare e a creare un ricambio atmosferico forte che stravolge pubblico, certezze e aspettative. Le chitarre e i suoni duri sono al centro della nottata, anche se il re è ancora una volta lui: Colapesce, che senza bisogno di particolari colpi di scena si dimostra il migliore, senza appelli o dubbi.

COLAPESCE

Il suo Infedele tour è una missione e l’ascoltare un live così ispira ad una ricerca di libertà senza precedenti.

Lui è autonomo da ogni catena e facendo la sua musica riesce a emancipare tutti, peccato per l’esclusione di alcuni brani come Restiamo in Casa e altre gemme dei dischi precedenti.

Esprimersi sulla band è superfluo, giocano un campionato a parte per classe, stile e tecnica. Le canzoni sono incastrate perfettamente tra loro, sembrano parlarsi con garbo come due comari in un paese o come due ragazzi che si amano e si parlano piano piano, con delicatezza. Su Sospesi si rischia il tracollo emotivo ma il su e giù è continuo e Colapesce si conferma lo psicanalista  da palco migliore in circolazione.

Nel corso degli anni la ricercatezza e la complessità degli arrangiamenti ha impreziosito uno stile di scrittura e di approccio al live che è una giusta crasi tra l’intimo cantautore e la pop star raffinata.

VOTO: Fuori Categoria

MESÀ

Passi giganti e in avanti quelli fatti da Mesa che riesce a cucirsi addosso un live posato, perfettamente intrecciato con la tradizione femminile del cantautorato italiano ma che presenta anche i necessari elementi di rottura. Viene fuori un live continuo, organico e personale. Al centro del suo percorso c’è un grande talento, ma con il tempo quel baccello incolto si sta trasformando in una rosa delicata e profumata.

Continuità e un racconto personale e vivo si accendono su una capacità di tenere il palco, leggermente distaccata ma estremamente elegante.
Dopo averla ascoltata tre volte in un anno sento di averla riscoperta e probabilmente è proprio una sua peculiarità quella di riscoprirsi e mettersi in gioco continuamente. I passi in avanti fatti dalla sua musica si toccano, si percepiscono.

Il disco, sul breve periodo, sta invecchiando bene e sicuramente va approfondito.

VOTO: Outsider di classe

BSBE

Il duo suona per 5. Cesare e Adriano sono la potenza recondita della musica italiana. Il vigore dei volumi accende il pubblico, anche il più stanco dalla due giorni riesce a scuotersi e ad accendersi. Ascoltati la prima volta a 10/11 anni, I BSBE sono un gruppo catartico, capace di ispirare e cambiare l’ordine naturale delle cose del tuo universo.

Nel corso degli anni sono rinvigoriti e la doppia struttura del live, che integra alla violenza del duo una parte, molto curata, in full band, è ben pensata e riesce a dare una effettiva svolta ad uno dei progetti più belli usciti in Italia, negli ultimi anni.

Davide Toffolo, appare concedendo la sua benedizione, la sua comparsa per il featuring di Io e il Demonio regala alla serata un tocco mistico e profondo.

VOTO: UNIVERSALI

VANARIN

Una delle band più fresche, affiatate e affascinanti in circolazione in Italia.
Il loro live è un turbinio di suoni, scelte strumentali, pad, loop e surrealismo.
Sono un quadro di Dalì con gli strumenti in mano che trasuda un rock antico ma non compassato. Riescono ad attingere al passato per fare una ricerca tutta loro, sono un ritratto vivente di quello che dovrebbe fare una giovane band: mettersi alla ricerca di se stessa.

La formazione e la messa in scena è sempre solida, nonostante la giovane età.

Chiudendo gli occhi si toccano i Beatles, la psichedelia e le deviazioni dell’art rock.

I Vanarin sono un capolavoro, un patrimonio da proteggere e incentivare.

VOTO: Tame Impala de noàntri

dEUS 

Il super eclettismo e le deviazioni sul blues sono al centro del set di questa band storica. Un live leggermente tamarro ma il loro eccesso di stile è sicuramente impreziosito da una capacità tecnica indubbia.

La trasformazione continua della loro musica riesce a essere divertente e anche se personalmente mi sento disorientato e allo stesso tempo innamorato, causa canottiere della salute di alcuni membri del gruppo, la fan base storica apprezza, applaudendo senza paure e dubbi.
I dEUS sono una band da petto in fuori e radio a tutto volume, c’è tecnica e old style, forse troppo.

VOTO: Fuori tempo ma con stile

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.