Federica Dell'Isola Live Report Postepay Rock in Roma

Si balla con Samuel al Postepay Rock in Roma

Sono le 20:15 quando arrivo ai pre-controlli sul piazzale dell’Ippodromo delle Capannelle per ascoltare Samuel, impegnato col tour del suo primo album solista Il codice della bellezza; ad accoglierci alle barriere tre ragazzi della sicurezza e due della Polizia di Stato. Apro la borsa come mi viene chiesto e il ragazzo della security mi comunica che il mio Autan antizanzare non può entrare, così torno in macchina a posarlo (visto che mi è costato ben 7 euro!) e ripasso da lui che, poco prima, mi aveva consigliato di “spruzzarmi tutta e posare in macchina lo spray” (!!!), questa volta non ci sono problemi e mi fa passare mentre io lascio alle mie spalle una scia di odore di citronella… dopo aver preso il biglietto, passo ai secondi controlli con documento alla mano e presto sono dentro la location.

Oltre ad una breve fila alle casse per comprare i famosi e discussi token, non sembra esserci tantissima gente, infatti arrivata davanti al palco oltre a dei ragazzi già piazzati in prima fila, si notano dei gruppetti sparsi qua e là seduti in pieno relax con birra e paninozzo alla mano. E’ solo intorno alle 21 che timidamente le persone iniziano ad avvicinarsi nella rock zone attratti dalle note di Kwalityz chiamato ad aprire il concerto di questa sera. Lui spiega, presentando l’ultima canzone, di aver scelto di eseguire un set ristretto proprio “per non rubare spazio a Samuel”. Così prima delle 21:30 il concerto di apertura finisce e prima di vedere sul palco il leader dei Subsonica passano più di quaranta minuti, forse proprio perché il parterre stenta a riempirsi, probabilmente perché è un giorno infrasettimanale!

Finalmente alle 22:10 le luci si spengono, i ritardatari affrettano il passo per arrivare davanti al palco ed essere accolti da una grafica gradevole che va nel grande ledwall posizionato dietro gli strumenti. Entrano Tozzo e Ale Bavo seguiti da Samuel che viene accolto da un discreto boato del pubblico, pubblico che è più o meno composto da pochi ventenni e molti fra i 35 e i 50 anni, alcuni con figlioli adolescenti al seguito.

A dare il benvenuto a tutti è il nuovo singolo Rabbia e si instaura subito un clima di festa fra amici intimi: tutti cantano, si dondolano e sorridono, sono lì per lui, sono lì per cogliere l’occasione di rivedere live il leader della band che hanno ascoltato durante la loro adolescenza e giovinezza.

Prosegue poi con Il treno e Più di tutto, che continuano a ricevere un buon feedback dal pubblico che canta e si ciondola divertito, insieme a Samuel che lo delizia con i suoi storici balletti. Finita questa canzone c’è un momento di dialogo col pubblico, si sente fra amici e si sfoga dicendo di essere felicissimo di trovarsi al Rock In Roma e di essersi preso questo momento di piena libertà da tutto e tutti. Si susseguono poi vari problemi tecnici per via di alcune interferenze e chiede la chitarra acustica per suonare qualcosa ma poi tutto riprende e la scaletta può proseguire con Niente di particolare. I problemi tecnici persistono e Samuel prontamente passa al piano ed esegue Dentro i miei vuoti

(Subsonica) versione acustica e il pubblico apprezza.

Fra una canzone e l’altra del suo nuovo progetto, vengono eseguite canzoni come Costa poco, scritta per gli Stylophonic di Stefano Costa, o la cover de I Nomadi, Ho difeso il mio amore, ascoltata allo scorso festival di Sanremo.

Spaziando dall’elettronica leggera passa ad un raggae piacevole ed orecchiabile imbracciando un ukulele amplificato propone una canzone inedita che si chiama Provare a rischiare (?); rimanendo in tema prosegue il pezzo scritto per Giuliano Palma, Un grande sole, il pubblico gradisce e continua a molleggiare sulle gambe divertito finchè non si arriva alla pausa. Richiamato a gran voce dai presenti, che stentano a riempire il parterre, rientra da solo sul palco, con la chitarra acustica a tracolla,  e tutti capiscono che è il momento dedicato ai Subsonica: infatti dopo un preambolo col quale Samuel spiega di sentire la necessità di fare altro dopo oltre vent’anni sulla scena, non nomina mai il suo vecchio gruppo, ma si riferisce ad esso chiamandolo “quella cosa là” e spiega di voler eseguire qualche brano al quale è legato perché scritto da lui; così si susseguono, in versione acustica, Lasciati e Dormi, il pubblico canta ogni singola canzone e si capisce che aspettava quel momento da tempo. Per suonare Momenti di noia, Samuel richiama sullo stage Tozzo e Ale Bavo che lo accompagnano rispettivamente alla batteria e alle tastiere, la versione del brano datato 1997 viene eseguita creando un mash-up con Jump Around degli House of Pain. Dopo questa botta di vita, durante la quale tutti saltano, ballano e si dimenano, figli adolescenti, di cui sopra, compresi, arriva il momento dei saluti e chiude il concerto la canzone che dà il titolo all’album, Il codice della bellezza. Rispettando pienamente l’orario, alle 23:55 il pubblico viene congedato.

L’impressione, come già ho avuto modo di dire, è quella che chi era presente abbia voluto cogliere l’occasione per rivedere dal vivo i balletti di Samuel e per risentire la sua voce che, nonostante il tempo stia passando, regge ancora abbastanza bene e mantiene il suo marcato accento torinese! Complessivamente un concerto piacevole per nostalgici.

Arianna Cacciotti | Foto: Federica Dell’Isola 

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Qube Music

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