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Rock, personalità e sex-appeal: Lara Martelli frontwoman dei Brönsøn

Ho seguito sempre e comunque l’istinto, facendo scelte azzardate, virando improvvisamente e cambiando direzione…ho imparato che per essere sereni bisogna dar ascolto alla propria voce interiore più che ai giudizi esterni…

Pura adrenalina. Avere a che fare con Lara Martelli è un’iniezione di energia.

Lei, complessa personalità e grandissimo sex-appeal, calca il palco da quando era un’adolescente; ora si presenta, in veste matura, ma pur sempre rock e allo stesso tempo, sensibile e profonda… un binomio micidiale. Con la sua nuova band, i  Brönsøn si appresta a conquistare un posto nella vetta del panorama musicale.

Ciao Lara, presentaci i tuoi Brönsøn

Una squadra di vecchi amici che si riunisce dopo anni…con “Cerridwen” avevo battuto altre strade, dando voce ad altri aspetti della mia personalità musicale, da sempre ricca di varie sfumature, frutto di radici musicali complesse…avevo bisogno esattamente di anni di decompressione per riuscire a tornare a scrivere con entusiasmo in italiano, provando nuovamente a rimettermi in gioco. Loro sono i compagni ideali per me, le persone con le quali adoro viaggiare, prendere sbronze, discutere. Siamo una famiglia, sotto molti punti di vista.

Dopo tanti anni dall’uscita di Orchidea Porpora, in cosa ti definiresti cambiata e in cosa sono cambiati i tuoi compagni di viaggio?

Se osservi il mio percorso musicale, capisci da solo che niente è stato studiato a tavolino. Ho seguito sempre e comunque l’istinto, facendo scelte azzardate, virando improvvisamente e cambiando direzione, spinta dal desiderio di ricerca e mai realmente soddisfatta, molte delle quali sono risultate di difficile comprensione, soprattuto per gli altri. Ma ho imparato che per essere sereni bisogna dar ascolto alla propria voce interiore più che ai giudizi esterni, ricerco da sempre un ascoltatore scevro di “paletti mentali”, e la stessa cosa la pretendo da me stessa: voglio poter ascoltare qualcosa senza doverlo etichettare, rinchiudere, omologare in ciò che conosco. Vorrei essere capace della stessa purezza che avevo a 5 – 6 anni.

Il vostro ultimo video “Rec and Play” ha riscosso molto successo…come è nata l’idea?

Mi piace sempre e da sempre immaginare i video, spesso lo faccio mentre sono ancora in fase di composizione. Voleva essere un omaggio a Lynch, da sempre uno dei miei registi preferiti, ma è anche un puro riferimento estetico, un omaggio agli anni della psichedelica, delle groupies, alla bellezza dionisiaca, alla sensualità. La bellezza sembra essere un tabù nella musica alternativa. Ora sta per uscire il nuovo video, “Contare“. E’ la canzone a cui sono legata maggiormente. E’ stato doloroso scriverla.

Avete usufruito della campagna crownfunding per l’album “Qui nel baratro tutto bene“: consiglieresti questo metodo anche ad altri gruppi?

Diciamo, che in base alla nostra esperienza, lo consiglierei, a patto che non diventi il metro di giudizio dei propri traguardi. Va affrontato con leggerezza, senza troppa tensione, aspettativa. Se funziona bene, altrimenti si trovano altre strade. E’ lo specchio preciso di un cambiamento culturale in atto. Parliamoci chiaro, le case discografiche stanno sparendo, e aggiungerei, meno male. Hanno parametri di scelta troppo poco elastici, difficile trovare una label che spazia in generi e sonorità. Etichette che fanno solo pop, quelle alternative che fanno solo quello (anche qui aprirei un’inutile polemica,ma la musica indie doveva stare per “indipendenza”, non per “elitario”.) Oggi le etichette indipendenti sono peggio delle Major a mio avviso.

Oltre che performer con i Brönsøn, sei anche dj e party girl: quali sono a tuo avviso le realtà interessanti della scena romana?

Ho iniziato a fare la dj soprattuto per campare, agli inizi eravamo in pochissime ragazze a farlo. Poi di fatto io mi considero più una “selector”, con gli anni ho provato a rendere questi set uno specchio della mia personalità, le cose che amo le faccio sentire e cerco di mixarle con gusto, con il mio gusto. Non ho pretese da dancefloor, vorrei solo scatenare la curiosità nell’ascoltatore che viene alle mie serate. Party Girl? Anche troppo. Ho sempre vissuto sul filo del rasoio, un po’ senza regole, troppo ribelle da quando ero piccola. Secondo me ogni cosa va fatta con equilibrio, o rischi di disgustarti. I We-Reset sono una bellissima realtà elettronica, spero abbiano il successo che meritano.

Tu hai un curriculum e un’esperienza invidiabile e sei considerata l’esempio di “donna rock” nel panorama indipendente; ricordando i tuoi esordi, cosa ti ricordi con maggior piacere e cosa cambieresti se potessi tornare indietro?

Mi ricordo con piacere quel senso di meraviglia ch provavo a fare la minima cosa…non rifarei il mio primo disco forse, troppo acerbo e troppo pilotato. Ero piccola, avevo 16 anni, e sono finita subito in una realtà di major, Sanremo rock, tour radio. Ho cominciato a fare veramente musica dal secondo album, la mia perla, Orchidea Porpora. Lì ho veramente dipanato il bandolo della matassa. Non rifarei molte cose ma non vivo di rimpianti. Ormai è fatta, ormai è andata. Da qui posso con consapevolezza scegliere il mio futuro.

In un recente articolo di Romasuona, è stato stilato un elenco di musiciste attive su Roma, più o meno note: Credi che, musicalmente parlando, le donne siano ancora “ghettizzate” o forse stiamo iniziando a farci prendere sul serio, a farci ascoltare, anziché guardare e basta?

Io credo che Roma sia una realtà piccola e persino peggiore di alcuni paesi. Vedo molti pregiudizi, poco spirito di squadra, molta competizione, tantissime malelingue. Sai, il talento da fastidio quasi quanto la bellezza. Le persone si circondano e spesso amano ciò che non temono. Le donne sono realtà forti, ma devono combattere con l’invidia delle loro stesse colleghe a volte. Io sono abituata alle cattiverie. Soprattuto quelle dettate da gelosia, invidia, pregiudizio. Ho imparato a guardare oltre. Il lavoro alla fine parla più’ di tutto il resto. Non ti piaccio? Pazienza. Neanche tu, se ci penso bene. (Ride)

Progetti per il futuro? Quando potremo vedervi nuovamente live?

Per il futuro? Continuo a lavorare alle colonne sonore con Andrea Farri, ultima quella per il film “Soap Opera“. E altre colonne sonore  in arrivo. Ovviamente nuovo disco con i Brönsøn, se trovassi il tempo anche di fare il mio disco solista nuovo sarebbe il massimo. Ma sai, ormai non faccio più progetti. Mi piacciono tanto le sorprese. A voi no? Intanto suonerò con I Brönsøn a Le Mura, il 9 Novembre. Ovviamente Rock n Rolllllllll !!!!!

Flavia Elisabetta Munafò

Il VIDEO – teaser trailer

Autore

Qube Music

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