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ROBBIE WILLIAMS indiavolato sul palco del “POSTEPAY ROCK IN ROMA”

L’ex Take That ha saputo regalarci un paio d’ore di pura spensieratezza, quasi un’oasi in queste nostre vite così frenetiche

Il “Let Me Entertain You Tour” – partito dalla Spagna in primavera – è finalmente approdato in Italia. Undicesimo live mondiale della carriera solista dell’artista britannico, il tour ne ripercorre i successi e farà tappa in diverse città che non furono toccate dal precedente.

Proprio per l’eccezionalità dell’evento migliaia di persone sono accorse a Capannelle da tutta la penisola per assistervi. Nell’attesa che lo spettacolo abbia inizio, scopro – scambiando qualche parola con i miei vicini – che alcuni di loro si erano accampati già ieri notte pur di accaparrarsi la prima fila. Il pubblico è composto in maggioranza da donne; giovani o madri di famiglia che siano, sono tutte qui – agguerritissime – per vedere Robbie. Tutti questi dati mi danno molto da riflettere sull’incredibile ascendente carismatico che una popstar come Williams esercita sull’immaginario collettivo. Sicuramente riesce a far sognare i propri fans.

Preciso come un orologio svizzero, lo show prende avvio alle 21.45 sulle note di una “O Fortuna” modificata in una più auto-celebrativa «Robbie, Robbie…», che restituisce immediatamente un’idea di opulenza. Il primo pezzo eseguito è quello che da il titolo al tour – “Let Me Entertain You” – ed è una vera e propria scarica elettrica. Quello che era da tutti considerato come la “testa matta” dei Take That, dimostra infatti già dalle prime note che gli anni non hanno assolutamente intaccato il suo smalto. Segue “Rock DJ” in cui Willams, accompagnato dai coristi, si lancia in una coreografia trascinante che renderebbe difficile a chiunque lo stare immobile sul posto.

L’inglese trasforma la sua “Come Undone” in “Still Haven’t Found What I’m Looking For”, omaggiando così gli U2. Tale operazione verrà ripetuta spesso nel corso del live; forse anche troppo perché – in certi casi – ha finito per snaturare alcuni tra i suoi brani più belli. Eccezionale è invece l’incursione nello swing con “Minnie The Moocher” di Cab Calloway: un’esecuzione perfetta sia dal punto di vista musicale (e vocale) che coreografico, con l’aggiunta di una forte carica sensuale.

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Durante l’esibizione Robbie scende più volte le scale della passerella per avvicinarsi al pubblico al quale stringe la mano, firma autografi ed – almeno in un paio di occasioni – elargisce baci: ad una di queste fortunate – di cui proprio non riesce a pronunciare il nome – il cantante dedica inoltre la romanticissima “She’s The One” generando l’invidia di tutte le altre fanciulle presenti. Quello sul palco oggi è un artista in forma smagliante, in grado di utilizzare al meglio tutte le sue doti di entertainer, anche se abbiamo avuto modo di capire che con i nomi italiani proprio non va d’accordo: dopo una doppia cover, rispettivamente dei Queen e di Joan Jett & The Blackhearts, il cantante pesca tra gli spettatori un’altra ragazza per mettere in scena la gag del letto per “Candy” ed anche in questo caso ha difficoltà con la pronuncia, ma poco importa, noi ne ricaviamo qualche risata in più, esattamente l’obiettivo che Mr. Williams desidera raggiungere utilizzando questo espediente!

Segue “Millenium” e poi – sulla base di “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin – “Kids” singolo del 2000 per il quale l’artista duettò con Kylie Minogue. Ed è di nuovo tempo di omaggi, ma stavolta davvero in grande stile: lo schermo centrale proietta le immagini del video di “Bohemian Rapshody” dei Queen, mentre Robbie – accompagnato dai cori originali – canta mettendoci tutta l’anima, in un momento di grande intensità emotiva per tutti i presenti. I tributi al mondo del rock nel corso di questa serata che – almeno in linea teorica – era all’insegna del pop più puro, sono stati davvero tantissimi.

Le note di “Angels” sono per noi il campanello d’allarme che, purtroppo, questo show così divertente e frizzante – durante il quale Robbie Williams non si è certo risparmiato – sta giungendo al termine. Ma non prima onorare – con una bella versione acustica di “My Way” – il grande Frank Sinastra, per cui l’inglese ci invita a cantare assieme a lui, girando verso la telecamera il monitor che gli funge da gobbo. Williams stasera ha saputo regalarci un paio d’ore di pura spensieratezza, quasi un’oasi in queste nostre vite così frenetiche.

Setlist:

  • O Fortuna
  • Let Me Entertain You
  • Rock DJ
  • Monsoon
  • Come Undone / Still Haven’t Found What I’m Looking For (U2 cover)
  • The Road To Mandalay
  • Minnie The Moocher (Cab Calloway and His Orchestra cover)
  • Ignition (R. Kelly cover)
  • She’s The One
  • Supreme
  • We Will Rock You (Queen cover) / I Love Rock ‘n’ Roll (Joan Jett & The Blackhearts cover)
  • Candy
  • Royals / Millenium
  • Whole Lotta Love (Led Zeppelin cover) / Kids
  • Bohemian Rapshody (Queen cover)
  • Feel
  • Angels
  • My Way (Frank Sinatra cover)

Laura Di Francesco

Autore

Laura Di Francesco

Laura Di Francesco

Classe 1984. Manifesta precocemente la passione per ogni tipo di manifestazione artistica, prima tra tutte, la musica. Nel 2003 consegue il diploma di scuola media superiore in grafica pubblicitaria. Successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università degli Studi Roma Tre, laureandosi con il massimo dei voti. Attualmente lavora presso uno studio amministrativo e frequenta il corso di laurea magistrale in Italianistica. Unendo l’amore per il Rock e quello per la scrittura apre un blog «La filologa del Rock ‘n’ Roll» ed inizia a collaborare con la webzine «Nerds Attack!». Donna dinamica e dotata di un’inesauribile curiosità, viaggia spesso per assistere a concerti e festival. Il suo più grande sogno ed obiettivo è quello di fare della critica musicale il lavoro della sua vita.