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Riccardo Sinigallia, la sua Rigenerazione al Monk di Roma

L’Italia è un paese che, musicalmente parlando, probabilmente stenta a meritarsi un genio della purezza quale è Riccardo Sinigallia, uno nato per fare ciò che fa

Un Monk Club così gremito e in trepidante attesa come in questo sabato sera di marzo, forse non l’avevamo mai visto. Il live che il pubblico capitolino attende silenziosamente, quasi in una sorta di raccoglimento, è quello di uno dei cantautori più preziosi, rari e autentici che abbiamo in Italia: Riccardo Sinigallia.

Il concerto inizia con “Laura”, pezzo struggente e bellissimo che vede la sola presenza di Riccardo sul palco, piano e voce. Lo fa in tutti i suoi i brani, ma è soprattutto in pezzi come questo che il cantautore romano si mette completamente a nudo davanti al suo pubblico, è questa la sua grande bellezza: Sinigallia è uno che sale sul palco pronto a strapparsi il cuore per quello che canta e per come lo canta, il suo pubblico affezionato lo sa bene, e accoglie questo cuore per tatuarselo dentro, insieme a tutte le emozioni quasi impalpabili che questo musicista minuto e fortissimo è in grado di regalare.

L’Italia è un paese che, musicalmente parlando, probabilmente stenta a meritarsi un genio della purezza quale è Riccardo Sinigallia, uno nato per fare ciò che fa. Senza ombra di dubbio tra i maggiori scrittori di canzoni viventi: è assai difficile individuare, nel panorama italiano cantautorale attuale, uno che abbia il dono della scrittura testuale che ha Sinigallia. Il suo tocco, nella scrittura e quindi nel canto, è inconfondibile e cristallino, pezzi come “Il nostro fragile equilibrio”, “La revisione della memoria”, “Amici nel tempo”, si connotano di una bellezza oggettiva rara, disarmante, sono proprio quel tipo di canzoni dotate del dono dell’immortalità del sentimento, sono pure e rinfrescanti oasi in mezzo all’aridità del deserto e al frastuono sterile della forma canzone italiana di oggi.

Riccardo Sinigallia ripropone gli splendidi brani che fanno parte del suo ultimo disco dal titolo “Per tutti”, come “Le ragioni personali”, “Prima di andare via”, “E invece io”, “Che non è più come prima”, “Per tutti”, alternandole naturalmente ai suoi pezzi storici come “Bellamore”, “La descrizione di un attimo”: una delle cifre stilistiche di questo eccezionale cantautore è quella di mantenere intatta un’originalità, un individualismo creativo, una personalità artistica che amabilmente rifuggono qualsivoglia tentativo di accostamento. Riccardo Sinigallia è qualcosa di altro, è avanti, è altrove. Un’eterogeneità sempre credibile e sperimentale gli consente di spaziare da un pop d’autore, altissimo e raffinatissimo, fino all’elettronica passando per un rock sempre originale che lo caratterizza ormai fortemente.

Stasera Riccardo è coadiuvato da una band squisitamente all’altezza, che vede, oltre a Maurizio Loffredo ai suoni, Ivo Parlati alla batteria, Francesco Valente alla chitarra e al mandolino, Andrea Pesce al pianoforte e alle tastiere e Laura Arzilli al basso: gli sguardi d’intesa con Laura, sua compagna sopra e sotto al palcoscenico, il modo tenero e fanciullesco con cui i due si avvicinano suonando, fanno intendere che probabilmente lo spettacolo che ammiriamo al di qua del palcoscenico altro non è che la naturale trasposizione di uno spettacolo quotidiano, casalingo: Riccardo e Laura, ma anche tutto il resto del gruppo, ci risparmiano gli orpelli, le mossette da teatranti e le sovrastrutture proprie di tante band in voga oggi per regalarci uno spettacolo sonoro, ma anche visivo, spontaneo, naturale e bellissimo, soprattutto molto coinvolgente. Com’era finalmente giusto che fosse, Riccardo Sinigallia stasera raccoglie dalla sua Roma i frutti dei semi preziosi che aveva sparso durante più di un ventennio di lavoro, e forse al giorno d’oggi siamo tutti più consapevoli del fatto che artisti come lui sono da custodire gelosamente, osservare, difendere. Il live si chiude con “Una rigenerazione”, e non poteva che essere così.

Francesca Amodio

Autore

Francesca Amodio

Francesca Amodio

Classe 1991, è una giornalista free-lance. Dopo la laurea in editoria e giornalismo, consegue un master in giornalismo e comunicazione specializzandosi nel settore dello spettacolo. Attualmente collabora con diverse riviste cartacee e online, occupandosi di musica, cinema e televisione. Per Qube Music cura la rubrica “Il Cantagiro del lunedì”, in cui settimanalmente alterna recensioni di dischi di ieri e di oggi.