Qube Music School

Qube Music School: DiMaio, il primo sopranista italiano, ci parla di “Older” di George Michael

“Older” non fu solo un album pop ma molto di più per l’immagine diversa che volle dare di sé…

La Qube Music School di oggi è tenuta da Prof. DiMaio, il primo sopranista italiano a reinterpretare i capolavori del repertorio Barocco unendoli all’immaginario elettronico europeo. Quando gli abbiamo chiesto di tenere una lezione per noi, ha espresso la voglia di parlarci di “Older”, l’album della svolta per il compianto George Michael.

Siete curiosi di scoprire cosa ha da dirci il nostro Prof.?

– In veste di Prof., per questa lezione della Qube Music School hai scelto di parlarci di “Older” del grandissimo George Michael. Mi ha stupita questa tua scelta. Cosa lega i vostri mondi, apparentemente così distanti?

La continua ricerca stilistica, l’accostamento raffinato dei suoni tra diversi generi musicali, il costante impegno nella qualità degli arrangiamenti, ma anche l’immagine elegante legata al progetto.

– Chi era nel tuo immaginario George Michael?

Ho sempre apprezzato il suo enorme talento vocale, che gli permetteva di spaziare da note dolci ad acuti forti e tenuti, in entrambi casi era in grado di suscitare emozioni, negli anni novanta appena 18 enne venendo da un percorso pop gospel era uno tra i miei punti di riferimento e di ispirazione.

– Parliamo dell’album che hai deciso di proporci. Ricordi le sensazioni che hai provato la prima volta che hai ascoltato “Older”?

Capii subito di trovarmi davanti ad un prodotto di nicchia e di qualità che racchiudeva in sé molto di più di una raccolta di brani, traspariva questo grande desiderio dell’artista di voler raccontare e gridare al mondo qualcosa.

In ogni brano espresse con raffinatezza e con un animo fragile le sue emozioni le sue esperienze, le sue debolezze, le sue sofferenze.

Dopo il primo ascolto fui subito travolto.

“Older” non fu solo un album pop ma molto di più per l’immagine diversa che volle dare di sé.

– “Older”, infatti, già dal titolo mostra la chiara intenzione di scrollarsi di dosso l’immagine da star per teenager e la voglia di indirizzarsi verso un pubblico più adulto. Non a caso questo album arriva dopo anni di battaglia legale con la Sony, accusata di mettere in primo piano la sua immagine, lasciando in ombra la musica. Forse per questa ragione può considerarsi un album più intimista?

È sicuramente più intimista.

Per lui fu una vittoria e mise d’accordo tutte le critiche.

– Quelli erano gli anni in cui la comunità gay era stata decimata dall’HIV, dramma che nell’album si riversa in brani come “Jesus to a Child”, dedicato al compagno scomparso a causa della malattia, o in “Spinning the wheel”, testo in cui emerge chiaramente la paura dilagante, provata dallo stesso artista. Pensi che tutto questo abbia avuto una forte ricaduta sul disco, tanto da renderlo malinconico e sofferto?

Beh! Sicuramente questi temi toccarono profondamente l’artista, portandolo a dover affrontare anche molte critiche da parte dei benpensanti, un po’ di questa sofferenza e malinconia traspare nell’album, ma questi due brani da te citati sono decisamente romantici e pur avendo una stesura lunga non stancano mai.

Trovò il Modo perfetto per gridare la sua sofferenza rendendo tutto profondamente romantico.

– Molti i ritmi latini, conditi da un bel mix di elettronica e fiati. Cosa puoi dirci a livello musicale di questo album?

Nel 1996 fu decisamente innovativo, un prodotto autentico e sperimentale, per certi versi anche coraggioso, credo che abbia fuso perfettamente i diversi generi rendendo l’album fruibile e armonioso con la capacità di diversificare e alternare la playlist che non stanca mai; ad ogni brano malinconico si sussegue un uptempo.

Adoro i suoni electro che ha utilizzato e i cori.

– C’è un brano a cui sei più legato? Ci dici perché?

Decisamente “Star People” che cantavo all’epoca con il coro Gospel di Maria Grazia Fontana.

– E adesso parliamo di te. Che progetti stai seguendo in questo periodo?

Ci saranno per l’autunno/inverno diverse novità a cui stiamo lavorando, ad ottobre mi esibirò di nuovo in Sicilia più precisamente a Ragusa dopo il successo a Taormina dove il meraviglioso pubblico siciliano mi ha accolto con estremo calore e attenzione.

Riguardo l’aspetto produttivo con Dario Faini stiamo lavorando anche a dei nuovi brani e il 17 Dicembre avrò il piacere e l’onore di aprire il concerto di DARDUST all’Auditorium parco della musica di Roma.

Qube Music School a cura di Egle Taccia

Autore

Egle Taccia

Egle Taccia

Avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!