Interviste Qube Music Generation

QUBE GENERATION: per i BLASTEMA alla fine ci sarà…

Si intitola “Tutto finirà bene” ed è un’indagine e una speranza assieme il nuovo disco dei Blastema

Il nuovo disco dei BLASTEMA è un bel successo di forma e di stile, un bel metro con cui fare valutazioni opportune. Si intitola “Tutto finirà bene” ed è un’indagine e una speranza assieme. Lo chiamano “il cimitero dell’arte” questo momento di crisi che si esprime in tutte le sue forme. Speriamo che finisca, dicono loro…speriamo che finisca, faccio in coro io. Un lavoro che non può scivolare senza procurare conseguenze e di certo non può riposare in un cassetto dei tanti. Inquietudine, personalmente al mio ascolto, tranci di rabbia e quel maturo dosare le forze per dire la sua reagendo ad un certo tipo di forma che per tempo li aveva – in un certo modo – “confezionati”. Non lo definisco “sociale” il loro grido, non fanno denuncia ne politica… ma di certo non fanno sconti con le metafore che minano alla base di ciò che offende i valori… quelli veri… quelli che ci fanno sentire vivi. In rotazione sulle principali radio italiane. Una chiacchierata con gli amici di QUBE MUSIC:

– Blastema. Canzone sociale. Ho trovato questo disco un lavoro molto sociale e meno ispirato sul fronte romantico. Siete d’accordo?

Se per sociale si intende canzone di denuncia, direi proprio di no.
É vero, ci sono inevitabili riferimenti alla dimensione che ci circonda, ci sovrasta e ci limita, ma la forza che porta alla luce le ispirazioni e i contenuti è inevitabilmente di origine interiore, personale.

– “Tutto finirà bene”. Domanda da cento milioni di dollari: quando secondo voi? Oppure a seguito di che cosa?

Nemmeno noi sappiamo quando e se, il senso di questa affermazione risiede proprio nella retorica che la rende una specie di epigrafe preventiva e che sottende inevitabilmente ad una forma interrogativa. Tutto finirà bene? Ecco: nella convinzione con la quale si intona la frase sta il senso ultimo di questo disco, che vuole essere negli intenti di chi l’ha creato e prodotto un’indagine sull’ultimazione, su come le cose possono chiudersi in maniera risolutiva e inaspettata.

– Bella “Perle ai porci”. A chi vogliamo dedicarla?

Alle cose belle e perdute, alle illusioni e alle persone che ci permettono di tenerle vive.

– Ispirazioni che non siano di casa nostra? Questo nuovo disco dei BLASTEMA da dove proviene?

Dietro al lavoro di produzione dei nostri dischi c’è sempre la figura del nostranissimo Alberto Nanni, che non è certo uno che si accontenta che il disco suoni così e così. A monte della creazione del disco c’è un lavoro di ricerca sul modus produttivo, lavoro che parte dall’esigenza di creare un prodotto sinergico tra testi, suoni, ambienti strutture e tutto quello che contribuisce a realizzare il risultato finale.
Una volta che si è scelta una strada la si percorre con perseveranza, ma con la consapevolezza che non è detto che sia quella che ci porterà alla fine. Magari occorrerà, fare una deviazione, magari all’estremo, saremo costretti a tornare sui nostri passi a fronte di un vicolo cieco.
Anche questa è una parte eccitante di questo mestiere, che probabilmente i fruitori finali del disco non considerano o considerano in maniera marginale.
Quindi, per rispondere alla tua domanda, più che ispirazione prendiamo spunto da qualsiasi stimolo ci sembri meritorio e utile a contribuire alla costruzione della nostra musica.

– Da Sanremo ad oggi. Il mondo mediatico sta precipitando. Con loro i contenuti. Con loro tutto il pubblico. Tutto finirà bene?

Intanto speriamo che finisca, bene o male non importa, purché questo cimitero dell’arte e dei sentimenti chiuda i battenti.

– Prima “I Morti”. Poi “Orso Bianco”. E domani?

Domani? Stiamo decidendo in questi giorni il singolo che precederà la serie dei concerti estivi, per ora niente di certo, ma c’è la mezza idea di far uscire Ast…

Paolo Tocco

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Paolo Tocco

Paolo Tocco

Blogger e cantautore abruzzese doc, da anni si occupa di musica d'autore e cultura musicale a stretto contatto con le più importanti realtà giornalistiche del settore. Recentemente ha trasformato il suo disco del 2015, “Il mio modo di ballare”, in un libro assolutamente speculare all’album con 11 racconti per le altrettante canzoni, pubblicato da Tabula Fati Editore, con cui fa il suo esordio come scrittore.