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QUBE GENERATION: oggi più che mai… Melody

Figlia del grande Corrado Castellari, autore e cantautore. In due assieme per la scrittura di tanti brani, alcuni dei quali oggi sono quelli racchiusi in questo nuovo disco dal titolo “Ci sarà da correre”

Figlia d’arte. Lo diciamo subito. Figlia del grande Corrado Castellari, autore e cantautore. In due assieme per la scrittura di tanti brani, alcuni dei quali oggi sono quelli racchiusi in questo nuovo disco dal titolo “Ci sarà da correre”. Bellissimo conoscere come un’anima sia formata e derivata da una tradizione d’arte musicale quando questa viveva gli anni d’oro della discografia italiana. Oggi tra le parole di una figlia ci sono tracce di grandi valori come il sacrificio, la gavetta, la passione vera, il tempo con le sue attese ma soprattutto i piccoli grandi traguardi…mai nessuno dovuto per contratto televisivo. Siamo reduci da Sanremo. Siamo figli dei Talent. Ma non può continuare così… l’intervista di QUBE MUSIC a Melody Castellari.

– Tu e tuo padre. Ancora insieme in qualche modo. Un disco forse di un’importanza intima di valore inestimabile. Oggi Melody che testimone raccoglie da quel passato?

Assolutamente sì, questo lavoro ha davvero un valore inestimabile per me, per ragioni artistiche e naturalmente, ancor di più, per ragioni personali. Ho avuto il privilegio di avere un padre così, di conoscere l’arte di fare canzoni da vicino, non posso buttare via tutto, perché si parla della mia vita e delle ragioni per cui oggi sono quella che sono.
Per me questo disco e quelli che verranno, rappresentano il modo per mantenere forte il mio legame con mio padre e portare avanti il suo lavoro, la sua musica, onorare l’eccezionale artista e uomo che era.
Cerco di raccontare, a chi vorrà ascoltarmi, quel modo di comporre e di intendere la canzone, quel mondo in cui sono cresciuta e in cui oggi, più che mai, mi rispecchio.

– Appena usciti da Sanremo. Spettacolo e televisione contro arte e contenuti. Chi vince la sfida?

Credo che quest’anno, tutto sommato, le due cose siano state bilanciate un po’ meglio rispetto alle ultime edizioni anche se questa formula del “Sanremo Talent”, soprattutto riguardo all’accesso delle nuove proposte, è decisamente un voler a tutti i costi strizzare l’occhio alla tendenza degli ultimi anni, in cui sembra che non possa esserci musica senza televisione e senza gara.

– Ma se l’arte è condivisione, che senso ha mettere gli artisti in gara come cavalli sulla pista?

Come dicevo lo scopo è quello, credo, di allinearsi ai format musicali del momento. Sembra che con questo Sanremo si sia cercato di riavvicinare i giovani al Festival e lo “scontro” tra artisti normalmente in TV funziona.
Certo io preferirei che si cercasse invece di “ri-educare” le nuove generazioni a fruire e godere della musica con la curiosità, l’apertura, l’entusiasmo di un tempo. L’arte dovrebbe essere davvero condivisione ed emozione senza voti, vinti e sconfitti. Ma la musica è anche business e chi guida questo business ha sicuramente altri interessi oltre a quelli puramente artistici.

– Tutto questo per arrivare al titolo di questo bellissimo disco – anche singolo di lancio con un bel video in rete: “Ci sarà da correre”. E penso proprio sia ben altro il significato di questa corsa…

In quel caso si corre: per soccorrere, per aiutare, per assistere come spettatori a episodi tragici come fossero uno show. È il racconto di quello che avviene ogni giorno e di quello che la nostra società è diventata: cinica ed indifferente al dolore. Si corre però anche verso un’alba che rappresenta la vita, da vivere per tutto ciò che di meraviglioso offre oltre alle sue brutture e ai suoi dolori.
Correre è anche quello che facciamo tutti noi, sempre, quotidianamente, per raggiungere degli obbiettivi; per quanto mi riguarda il titolo è emblematico del fatto che io sto correndo e dovrò correre molto e molto velocemente, per raggiungere i miei che sono, e ne sono pienamente consapevole, obiettivi ambiziosi.

– Melody è anche Taitù Music se non erro. Ci parli di quest’altra faccia della tua vita artistica?

Taitù Music è l’etichetta che ho ereditato da papà, me ne sono occupata molto negli ultimi anni anche quando c’era ancora lui. Ho maturato molta esperienza sotto l’aspetto discografico e di produzione e, poiché mi sono sempre appassionata agli artisti nuovi, a quelli che hanno qualcosa da dire e cercano una strada per farlo, oggi cerco di supportarli.
Non seguo le logiche del mercato, infatti non mi interessa l’età anagrafica o la “visibilità” degli artisti che seguo. Quello che mi interessa è che ci sia della sostanza.
Certo non ho i mezzi di una grande etichetta, ma metto lo stesso impegno che metto nelle mie cose e lo stesso entusiasmo e amore.
In questo momento sto seguendo un bravo cantautore Mikeless.

– Vieni da un passato glorioso della discografia. Lo hai vissuto direttamente con tuo padre. Hai raccolto un testimone ma oggi, probabilmente, non è nulla com’era prima. Se l’avessi saputo, avresti ugualmente tramandato l’arte di famiglia?

Non avrei potuto fare altro, comunque. Sono nata nella musica è la mia passione e il mio lavoro da quando ero una ragazzina. Tutto cambia continuamente: la società, le tecnologie, le risorse. Quello che non cambia per me è lo scopo che la musica ha e deve continuare ad avere: divertire, emozionare, far riflettere l’ascoltatore; dalla parte dell’artista è un mezzo per esprimere sé stessi, imprescindibile e irrinunciabile.
Quindi, per quanto tutto oggi abbia una forma diversa, non tornerei mai indietro; oggi più che mai fare e vivere di musica, è davvero faticoso, ma ogni piccolo traguardo e soddisfazione ripagano tutti gli sforzi.

Paolo Tocco

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Paolo Tocco

Paolo Tocco

Blogger e cantautore abruzzese doc, da anni si occupa di musica d'autore e cultura musicale a stretto contatto con le più importanti realtà giornalistiche del settore. Recentemente ha trasformato il suo disco del 2015, “Il mio modo di ballare”, in un libro assolutamente speculare all’album con 11 racconti per le altrettante canzoni, pubblicato da Tabula Fati Editore, con cui fa il suo esordio come scrittore.