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QUBE GENERATION: l’attualità di Pier Paolo Pasolini e il nuovo disco del Misero Spettacolo

Edonismo, consumismo, dietrologia e omologazione: parole che fanno paura ma che in fondo sono come pane quotidiano. Questo era in parte il pensiero di Pier Paolo Pasolini, questo scriveva e questo oggi ci ritroviamo tra le dita, drammaticamente attuale…

Ci sono momenti in cui la quotidianità ti sbatte in faccia verità e dinamiche prive di logica e di sentimento. Ci sono istanti in cui ci si rende conto di quanto sia forte e radicata la macchina di una irrazionale politica sociale, quasi fosse una nuova biologia, la stessa che determina e che calcola, la stessa che definisce e legifera per conto di tutti. Poi c’è il popolo, reso pecorella di gregge, resto automa di massa che la massa deve seguire secondo le regole e le previsioni. Poi esistono i potenti signori… chi ne approfitta e chi ne comanda. Edonismo, consumismo, dietrologia e omologazione: parole che fanno paura ma che in fondo sono come pane quotidiano. Questo era in parte il pensiero di Pier Paolo Pasolini, questo scriveva e questo oggi ci ritroviamo tra le dita, drammaticamente attuale ed evidente dopo oltre 40 anni e forse più. Tutto questo ha fatto da ispirazione alle nuove scritture di Beppe Tranquillino e del suo progetto cantautorale Misero Spettacolo che oggi vi presentiamo in un’intervista esclusiva. Il nuovo disco è “Porci, Pecore e Pirati”. Punto e a Capo.

– “Porci, Pecore e Pirati”. Come a dire per oggi: Potere dei palazzi, popolo omologato e i trasgressori delle etica e delle leggi?

Effettivamente ci sembrava un veritiero ritratto dell’Italia, e non solo, di oggi. I Paesi sono dominati dalle classi dirigenti, che non si nascondono solo ed esclusivamente nelle figure politiche che conosciamo e vediamo tutti i giorni attraverso i media. Il potere dell’egemonia ha radici ben più profonde che scorrono alla base di tutti e troppi alberi; radici profonde e tortuose. Il potere e la sete di potere corrompe e assuefa il popolo che necessita a sua volta di indirizzi da seguire, di vie da percorrere e di ordini prestabiliti. Stiamo sempre di più assistendo oggi ad un’apocalittica transumanza umana. I pirati, invece, nel nostro immaginario, nell’immaginario di noi Misero Spettacolo, non li vediamo come miserabili, squallidi, banali trasgressori e criminali… ci piacerebbe vederli in realtà come dei ribelli, che certamente trasgrediscono le regole del sistema, ma stiamo parlando di un sistema corrotto e marcio. Perciò, in verità, nella figura dei pirati, vedremmo dei rivoluzionari, dei liberi pensatori, forse gli unici che potrebbero ammutinare una nave prossima al naufragio. Di pirati necessari già ne esistono un po’ e tanti altri potrebbero nascondersi in ognuno di noi. Questa ricerca di nuovi pirati la interpreteri come una sorta di sfida e augurio per il genere umano!

– Beppe Tranquillino e Pier Paolo Pasolini. Com’è accaduto questo “incontro” musicale e spirituale?

Mi è sempre piaciuto molto il mondo artistico ed eclettico di uno degli intellettuali più grandi che l’Italia abbia mai potuto vantare. Anni fa poi, per caso, mi hanno proposto di comporre la colonna sonora per un progetto cinematografico su Pasolini. Ho accettato immediatamente il lavoro anche perchè volevo avere l’occasione di poter studiare più a fondo il pensiero pasoliniano. Così ho iniziato a studiare maniacalmente tutte le sue opere soffermandomi in particolar modo su tutta la sua produzione letteraria (di narrativa e poesia) e saggistica (compresa la sua attività giornalistica). Mi sono letteralmente perso così nel pensiero profetico pasoliniano, l’ho riscoperto e me ne sono follemente innamorato perchè l’ho trovato molto affine al mio in diverse prospettive e l’ho trovato sorprendentemente ancora attuale ed innovativo. Quando poi il progetto cinematografico si è arenato, in maniera del tutto naturale ed istintiva, tutte le idee, i pensieri e le elucubrazioni sono confluite in “Porci, Pecore e Pirati” senza che neppure me ne accorgessi.

– Musica d’autore oggi che torna a fare denuncia sociale. Ma senza un degno supporto mediatico, serve in fin dei conti o si finisce per far solo “canzonette”?

La musica, come il cinema, la letteratura e qualsiasi altra forma d’arte, dovrebbe avere sempre un ruolo importante nella denuncia sociale. Attraverso le emozioni, che un’opera artistica potrebbe e dovrebbe suscitare, è più facile scavare a fondo nei cuori e nelle menti del popolo… Il ruolo della cultura “pop” è fondamentale per scuotere gli animi. Certo, senza un supporto mediatico, si finisce per “suonarsela e cantarsela”, sono d’accordo, ma non per questo bisognerebbe smettere di fare “canzonette” e gettare la spugna. Senz’altro la cultura “pop” si definisce tale perchè popolare e accessibile a tutti e, quando viene a mancare il succitato supporto, diventa difficile arrivare nelle case di tutto il paese come invece dovrebbe essere.
Noi veniamo dal basso e siamo dei forti sostenitori della teoria che il “macrocosmo” non è altro che un insieme di “microcosmi”, perciò insistiamo e lavoriamo sui singoli microcosmi per arrivare ad individuare e raggiungere quel totale più grande della somma delle parti. Concerto dopo concerto, dal piccolo locale al club; radio dopo radio, dalla più piccola alla nazionale; attraverso il web e via dicendo, noi cerchiamo di portare la nostra musica nelle case di chi è curioso e vuole ascoltare quello che abbiamo da dire e come lo facciamo attraverso la musica e le “canzonette” che tutti possono canticchiare.

– E allora riprendiamo a pieno Pasolini, estremizzandolo ti chiedo: oggi… dittatura, manipolazione oppure democrazia fai da te? Varie ed eventuali?

Oserei questa sorta di definizione: una subdola egemonia del potere mascherata da democrazia fai da te o più esplicitamente non altro che una strategia per sterminare le minoranze e manipolare le maggioranze. Vittime e carnefici che si scambiano i ruoli spesso e volentieri? Anche. E’ più facile lamentarsi e così diventare carnefici di se stessi e della propria apatia daltonica.

– Che poi non ti sembra una contraddizione? Denunciamo i canali di informazione per il cattivo mestiere e poi ne siamo in cerca per il nostro mestiere…

Hai pienamente ragione. Del resto contraddirsi è talvolta necessario per cercare verità filosofiche nascoste nelle menti contorte e assuefatte dalla logica che insegue solo una prosepettiva personale.
Noi in realtà denunciamo l’informazione che tende all’omologazione culturale e purtroppo questo tipo di informazione corrotta dilaga nella quotidianità. L’informazione in verità non dovrebbe però assolutamente essere questa che noi denunciamo. L’informazione dovrebbe stimolare la curiosità, informare oggettivamente, proporre punti di vista e prospettive differenti, scovare e ricercare novità, formare delle personalità autocritiche e libertà di pensiero.

– Misero Spettacolo. Dal vostro nome a quest’ultimo disco. Denuncia della scena italiana o voglia di rivalsa e rivoluzione?

Senza ombra di dubbio entrambe le cose. Denunciamo il “misero spettacolo” nel quale viviamo e del quale purtroppo facciamo parte (perchè tutti abbiamo la nostra dose di colpe se ci siamo meritati quello che oggi lamentiamo ed è proprio per questa ragione che abbiamo deciso di chiamarci così). Analizziamo il nostro piccolo microcosmo, cerchiamo nei nostri errori le radici del male che emerge dal macrocosmo che denunciamo, individuiamo porci e pecore e poi cerchiamo di scovare quei pirati che potranno ammutinare e rivoluzionare questa nave.

Paolo Tocco

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Paolo Tocco

Paolo Tocco

Blogger e cantautore abruzzese doc, da anni si occupa di musica d’autore e cultura musicale a stretto contatto con le più importanti realtà giornalistiche del settore. Recentemente ha trasformato il suo disco del 2015, “Il mio modo di ballare”, in un libro assolutamente speculare all’album con 11 racconti per le altrettante canzoni, pubblicato da Tabula Fati Editore, con cui fa il suo esordio come scrittore.