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Qube Generation: gli UMMO contro la noia degli eccessi da Selfie

In direzione contraria questa settimana incontriamo gli UMMO. “Questa società vive nella culla dell’indifferenza e ha una grande colpa. È comodo rimanere su un divano a pigiare bottoni su svariati telecomandi invece di alzarci e provare a creare qualcosa di vero con passione e coraggio”…

Dalla provincia italiana passa per radio e in rete il disco degli UMMO, un esordio omonimo che a Natale compirà un anno. Trasgressione forse… o forse semplice realtà di se stessi. Il loro singolo “Malinconia” ha fatto “scalpore” per l’erotismo e per la condivisione delle sue anteprime. Da più parti venne detto come il loro video aveva più click di una famosa morte in diretta. Poco importa dei contenuti, il gossip in questo paese impera più di tutto il resto. Ed è così che il tutto si consuma in pochissimo tempo e fa degli UMMO l’ennesima testimonianza di quante realtà e di quante risorse restano inghiottite in un sistema ormai obeso – spesso – di superficialità mediatica. A volte anche a discapito del rispetto. Ne parliamo con Cristiano Romanelli, cantante e autore degli UMMO. Qualche domanda scomoda e qualche buon motivo per non aver peli sulla lingua:

– Oggi siamo tutti in continua ricorsa di visibilità. C’è chi veicola il brutto e il violento solo per attirare pubblico. Voi per esempio siete molto sessuali, il vostro video è davvero esplicito. In conclusione, secondo voi oggi funzionano queste strategie?

In realtà non esiste alcuna strategia. Abbiamo semplicemente raccontato una storia d’amore tormentata ispirata a due mie carissime amiche. Scrivendo “Malinconia” ho cercato di esorcizzare questo ambiguo sentimento tramite l’erotismo che secondo me risulta essere fattore fondamentale in una coppia. Sia ben chiaro… parlo di erotismo e non di pornografia. Sono due persone che riscoprono l’amore tramite il sesso. Una sorta di altalena tra angeli e demoni. Ma nello stesso tempo ammetto che se persone hanno visto il video solo per un paio di seni e un bel sedere… ben venga. Le visualizzazioni contano eccome ma non sono fondamentali. Quindi non so rispondere sinceramente alla domanda. Al giorno d’oggi poi non credo che qualcuno si scandalizzi ancora per un bacio dolce tra due ragazze o un corpo nudo. Almeno spero… Che noia il bigottismo e che noia cercare di “sfondare” con strategie di marketing da edicola e non puntando sulla musica originale! Credo che oggi siamo sommersi da una totale invasione di cose che niente più fa rumore e serve allo scopo. Anche se il sesso tira sempre, credo siano finiti i tempi del clamoroso attorno ad argomenti simili.

– Secondo voi, i Media deputati a veicolare i contenuti, fanno una corretta informazione oppure danno al pubblico quello che vogliono generando una spirale pericolosa?

Ovvio che sia tutto pilotato… da cospirazionista incallito potrei parlarne per ore… estenuanti ore di deliri mentali! Oggi offrono pacchetti musicali confezionati ad hoc da spremere per far soldi gettando fango sull’anima della musica stessa e su quella degli artisti. Cercano di costringere il pubblico, bombardandolo con inutili bugie e orrori canori, siamo costretti ad ascoltare solo prodotti e/o persone. Tutto in mano a pochi individui che comandano la discografia, le grandi radio e reti televisive. Il risultato di questo macabro meccanismo ha spento completamente la curiosità del pubblico. La costrizione è così quotidiana che ormai ne siamo assuefatti. Si è pronti a “mangiare” solo quello che decidono i potenti (tra l’altro spesso e volentieri anche inesperti e ignoranti in materia di musica). Sempre le solite canzonette, con i soliti testi, i soliti arrangiamenti e oggi anche con i soliti tatuaggi. Niente di personale anzi grazie a quelli come voi che aprono porte verso il resto del mondo. Però risulta ovvio che i Media a cui facciamo riferimento in questa risposta hanno una percentuale elevata di colpa per tutto ciò!

– Dedicate tantissimo alla produzione e alla scena della vostra musica. Guardiamoci attorno: ha senso farlo? Per chi?

Esco per un bicchiere di vino o per una passeggiata…mi guardo intorno…rifletto sui miei enormi limiti e difetti ma anche sullo squallore che mi circonda. Questa società superficiale, ipocrita e ignorante. Non è importante cosa si sceglie… l’importante è scegliere! Prendere posizioni! E questa società ha perso personalità e coraggio. E quindi molte volte mi chiedo a cosa serva scrivere canzoni. A cosa serva regalare pezzi della tua anima e vestirli di musica. Ma poi scopro che in primis serve a me stesso… un viaggio verso un oblio infinito, un mondo sconosciuto…il pianeta Ummo. E poi la mia arroganza scenica in realtà nasconde fragilità e sensibilità. Ci sono ancora molte persone vere e sincere…genuine! Persone che hanno fame di emozioni e di rock, di trasgressione e di amore, di erotismo e di novità. Credo che nel mio piccolo possa contribuire a sfamare queste anime deliranti… anime come la mia!

– Il pubblico oggi è una vittima o una risorsa? In altre parole, il pubblico potrebbe ribaltare la scena come gruppi partigiani oppure parliamo di un gruppo inerme di persone che subisce quanto accade?

Ripeto che questa società vive nella culla dell’indifferenza e ha una grande colpa. È comodo rimanere su un divano a pigiare bottoni su svariati telecomandi invece di alzarci e provare a creare qualcosa di vero con passione e coraggio. Ma nello stesso tempo sono convinto che molti sono anche vittime di un meccanismo davvero ben costruito. Meccanismo che ti obbliga a nascondere la propria personalità e la propria curiosità. Oggi impera molta confusione. Una volta c’erano regole e il rock le trasgrediva… oggi c’è solo la noia dell’eccesso di selfie!

Quindi svegliamoci e diamo vita alle nostre emozioni!

– Qualcuno dice che siamo nell’era dell’informazione: libera o presunta libera? La libertà secondo voi da chi potrebbe venire?

Non credo nell’esistenza della libertà come valore assoluto. Utopico pensarlo. Prima o poi facendo ciò che mi passa per la testa liberamente andrò a schiacciare la libertà del mio vicino e così via. E la stessa cosa vale per l’informazione… Senza alcun controllo potrebbe essere davvero pericoloso anche se affascinante! Secondo me la libertà è semplicemente essere se stessi. Accettarsi e piacersi. Innamorarsi. Fare sesso con la propria mente…scoprirla e coccolarla. Solo così riusciremo a uscire da questa gabbia di finzioni e di bugie… Tornando al concetto di informazione pilotata: le persone accettano tutto ciò che viene detto loro. Sembra un fottuto incubo! Ma reale! Non sempre ma a volte ricordiamoci che siamo liberi di scegliere.

– Liberi di scegliere. Eppure nessuno ci obbliga a cliccare su un determinato argomento o sbaglio? Quindi secondo voi, perché pur liberi di scegliere, un contenuto deprecabile ottiene maggiore visibilità di qualcosa di più sano e di più etico?

Nulla di nuovo in realtà. Siamo miseri manichini che non fanno altro che lottare per le stesse cose, litigare per lo stesso cibo o territorio… cambiando pettinature e vestiti.

L’uomo è sempre stato attratto dalla tragedia, dal caos, dal dolore e anche dalla malinconia. Tutto ciò che smuove l’anima costringendola a reagire, deriva dal buio che è dentro ognuno di noi.

Ricordo sin da ragazzino una lettura: il secondo libro del De Rerum Natura di Lucrezio che si apre con una metafora molto particolare e che rende davvero l’idea dell’animo umano. “Naufragio con spettatore”, in cui un naufrago poggiando sulla terraferma contempla il mare in burrasca e si compiace di come esso sia riuscito a scampare a questa tragedia a differenza di altri che ancora vivono tra travagli e sofferenze. Davvero cinico ma credo che dai tempi di Lucrezio non sia cambiato poi molto! E così anche nel mondo dell’arte!

Come ti dicevo prima, non siamo sempre liberi di scegliere… è forse un privilegio di pochi. Ma solo perché abbiamo perso il coraggio di rischiare e ci siano fatti ingannare dalle nostre stesse paure. Meglio essere uguale al compagno di banco e rimanere anonimi che essere se stessi e con personalità. Tutto ciò porterà alla fine dell’essere umano. Tutto ciò porterà all’era di robot che seriamente prenderanno il nostro posto.

– Ed infine, parlando proprio di quello che accadde con il video di “Malinconia” perché siamo costretti ad usare e leggere di paragoni così tristi per dare misura di quanto sia condiviso un contenuto?

Semplicemente per fare notizia sulla notizia e perché non si sa più scrivere per mancanza di fantasia e studio. Credo che in questo caso sia colpa solo dei giornalisti e critici o pseudo tali che strisciano nel mondo musicale, soprattutto in quello italiano. Appena uscito il nostro video fece subito scalpore e alcune testate invece di soffermarsi su pregi o difetti del video o di cercare di capire la filosofia dietro tanto erotismo… si basarono solo sui numeri e sul fatto che facemmo più visualizzazioni e “notizia” della morte di un grande musicista italiano.

Credo che sia scandaloso tutto ciò. A me fa piacere aver fatto con il nostro video scalpore e numeri ma sarebbe meglio ricevere critiche negative o positive VERE dagli addetti ai lavori. Critiche che occorrono sempre per crescere e migliorare! E non stupidi paragoni soprattutto con temi come la morte e quindi non inerenti al contesto. Ma ahimè come dicevo prima, siamo nell’era della superficialità. Molti individui non fanno altro che rubare ossigeno…ossigeno prezioso per molte altre persone che davvero vorrebbero fare scelte originali, alla continua ricerca della bellezza e vivere in maniera costruttiva e romanticamente imperfetta.

Paolo Tocco

Autore

Paolo Tocco

Paolo Tocco

Blogger e cantautore abruzzese doc, da anni si occupa di musica d'autore e cultura musicale a stretto contatto con le più importanti realtà giornalistiche del settore. Recentemente ha trasformato il suo disco del 2015, “Il mio modo di ballare”, in un libro assolutamente speculare all’album con 11 racconti per le altrettante canzoni, pubblicato da Tabula Fati Editore, con cui fa il suo esordio come scrittore.