Generation News

QUBE GENERATION: da Gazzè a Faso arrivando all’incredibile disco di DEDO

Il nuovo disco di DEDO si intitola “Cuore Elettroacustico”

Anni di grandi palchi, da Sanremo alle tournée che contano – non ultimo al seguito di Max Gazzè. DEDO è così, un po’ istrionico un po’ digitale, un po’ fedelissimo alla linea (quella della sua inseparabile tromba) un po’ irriverente e trasgressivo con le sue scritture dance, pop, funky e qualcosa di grande scuola italiana. Nel suo nuovissimo disco ci sono anche belle atmosfere di società in declino e divertentissimi giochi di parole ad incorniciare bizzarri punti di vista. Si intitola “Cuore Elettroacustico” questo nuovo lavoro uscito da pochissimo e che vede anche la partecipazione dello stesso Gazzè e di Faso (Elio E Le Storie Tese) per due sole linee di basso – rispettivamente nei singoli “Taggami il nervo dell’amore” e “Piango alla TV”. E credo “bastino” questi titoli per capire il leitmotiv di un lavoro che dietro la coltre di un’ironia irriverente ed intelligente si cela la riflessione profonda di chi il mondo ha smesso di guardarlo da dietro lo schermo di una TV. Rivoluzione o evoluzione che sia lo chiediamo a DEDO, ospite oggi di QUBE GENERATION:

– Il trombone di Sanremo ma anche il polistrumentista di Max Gazzè (tanto per citarne due). Una domanda diretta e pungente: quanto è faticoso scrollarsi di dosso l’immagine imperante di icone così importanti per lasciare spazio personale alla propria immagine?
No, non è difficile, faccio il turnista da sempre e, da un po’ di anni, faccio anche musica mia. Le due cose convivono pacificamente e, anzi, si nutrono reciprocamente.

– Amore e Politica: in questi disco ci sono due facce (almeno così mi pare). Dedo come cantautore che faccia ha? Un artista dei sentimenti o un moderno “cantacronache”?
In effetti sono l’uno e l’altro… e molto altro. Sicuramente la sfera dei sentimenti, con ciò che comporta di piacevole e di malinconico, mi ispira molto, ma sono anche un uomo che vive ed osserva il mondo circostante, la politica, la società, ed esprimo in parole e musica le mie idee ed i miei punti di vista.

– Elettronica e Acustica: e di queste due facce quale scegli? Se non sbaglio non hanno ancora inventato il trombone digitale… o sbaglio?
Con il titolo del CD dichiaro espressamente il mio interesse per entrambi i mondi con cui, penso, ogni musicista moderno deve sapersi confrontare. Tutti i brani sono suonati da amici musicisti, del cui apporto umano non potrei mai privarmi, ma l’elettronica condisce il tutto e lo attualizza.
Per quanto riguarda il trombone digitale non lo hanno inventato ancora, ma esiste la tromba MIDI con cui, volendo, si può emulare il trombone.

– Giocando con immagini e metafore geografiche: l’Italia o “l’America Latina”? In altre parole, l’Italia è ancora un  buon posto dove far crescere la propria musica?
Viviamo dell’eredità di un passato glorioso, quando l’Italia era culla della buona musica e del bel canto ed era un punto di riferimento per tutto il mondo. Oggi sono tempi difficili per tutto il comparto della cultura, ma penso e spero che sia solo una fase transitoria.
Certo la musica brasiliana occupa da sempre un posto d’onore tra i miei ascolti ed ancora oggi un capolavoro come Brasileiro di Sergio Mendes resta un mio punto fermo.

– Lasciami fare una domanda attualissima: l’Euro. Dato che invochi la speranza che ci regali un lavoro, secondo te faremmo bene a seguire l’esempio inglese?
L’argomento è molto delicato e richiede una competenza che penso di non avere. Ciò che è sotto gli occhi di tutti è che l’attuale direzione politica ed economica europea sta mettendo in crisi i popoli, soprattutto le fasce più deboli, ed è necessario ed urgente un cambio di passo.

– Orwell lo inventava ma ormai ci siamo: la televisione detiene il potere. In questo disco ci dai la soluzione per guarire?
No di certo, non ho questa presunzione. Ma un artista ha l’obbligo di informarsi sulla politica e gli accadimenti nel mondo. Chi ha la possibilità di esprimersi davanti a più persone dovrebbe dire la sua opinione sulle scelte politiche di chi governa. Le canzoni probabilmente non cambiano il mondo ma in qualche modo possono far riflettere o solo sognare.

Autore

Paolo Tocco

Paolo Tocco

Blogger e cantautore abruzzese doc, da anni si occupa di musica d'autore e cultura musicale a stretto contatto con le più importanti realtà giornalistiche del settore. Recentemente ha trasformato il suo disco del 2015, “Il mio modo di ballare”, in un libro assolutamente speculare all’album con 11 racconti per le altrettante canzoni, pubblicato da Tabula Fati Editore, con cui fa il suo esordio come scrittore.