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Pete Doherty, Hamburg Demonstrations – La Recensione

Un gran bel album “Hamburg Demonstrations”, che ci presenta un nuovo Doherty – romantico, raffinato – pronto a sperimentare un percorso che lo allontana dal personaggio bordeline e sregolato, che ben conosciamo, e che lo catapulta verso una nuova maturità…

E’ uscito recentemente “Hamburg Demonstrations”, ultima opera di Pete Doherty, probabilmente, artista più famoso per la cronaca e per gli aspetti più trasgressivi e nocivi della propria vita che non per la propria musica. Ricordiamo i vari scandali sull’abuso di alcool e droga, nonché la turbolenta storia d’amore con la modella Kate Moss, che per mesi – in passato – ha monopolizzato le copertine e le pagine dei rotocalchi.

Ma oltre queste ombre che offuscano il talento di Pete, vi è anche un altro aspetto. Quello di un uomo di 37 anni, che è soprattutto un artista dalle grandi doti e dalla straordinaria sensibilità che regala al proprio pubblico, a distanza di sette anni dal primo disco da solista “Grace/Wastelands” (2009), un’opera di grande fattura – dal sapore vintage e British style – che è un chiaro richiamo alla Storia e alla migliore tradizione musicale del Regno Unito.

Un album con melodie soft e a tratti romantiche, che cullano l’ascoltatore in un atmosfera e in un sound che provengono da lontano. Citazioni sonore che ci riportano ai Beatles, agli Animals o più recentemente agli Oasis. Kolli Kibber e A Spy In The House Of Love in particolare, presentano una composizione che è una chiara strizzata d’occhio al glorioso passato, un modo di interpretare e costruire il pezzo alla maniera dei Fab Four seppur con accenni di modernità.

Più rabbioso Hell To Pay At The Gates Of Heaven, un brano che Doherty ha composto sull’ondata di indignazione per la strage di Parigi del 13 Novembre 2015 e che ci restituisce alcuni degli spunti punk e graffianti della voce di questo artista. Mentre colpisce Flags From The Old Regime, un pezzo molto suggestivo; una dedica che Doherty fa a Emy Winehouse, alla quale era legato da una profonda amicizia.

Don’t Love Anyone, altro brano di grande fattura e che fa centro nel cuore dell’ascoltatore, è realizzato in due distinte versioni: la prima più delicata, con una base di piano e archi importante e con qualche accenno folk; la seconda, acustica che evolve man mano in un pop-rock vecchio stile.

A conclusione del disco She Is Far è una ballad romantica, che sfuma con stile l’intera opera.

Un gran bel album “Hamburg Demonstrations”, che ci presenta un nuovo Doherty – romantico, raffinato – pronto a sperimentare un percorso che lo allontana dal personaggio bordeline e sregolato, che ben conosciamo, e che lo catapulta verso una nuova maturità.

F.M.L.

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Qube Music

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