Giusy Chiumenti Live Report News

Natale con Paola Turci. Live @Felt

Dodici dicembre 2015, una data che gli iscritti al fan club di Paola Turci aspettavano con trepidazione. Il Natale in anticipo che hanno scelto di passare insieme alla famiglia che si sono scelti è finalmente arrivato…

Dodici dicembre 2015, una data che gli iscritti al fan club di Paola Turci aspettavano con trepidazione. Il Natale in anticipo che hanno scelto di passare insieme alla famiglia che si sono scelti è finalmente arrivato e tra baci, abbracci e sorrisi aspettano l’inizio della festa tra un bicchiere di vino e un giro al merchandising. Tra una chiacchiera e l’altra tutti prendono educatamente posto, si spengono le luci e la padrona di casa si precipita sul palco del Felt che ospita il tanto atteso evento.

Però c’è qualcosa di strano, infatti Paola si presenta con una parrucca bionda sulle note di “Donatella” della Rettore. Finita la canzone scopriamo che quest’ultima avrebbe dovuto partecipare, ma che all’ultimo non ha potuto. Paola la chiama e, col telefono al microfono, ecco che è come se Donatella fosse lì con noi.

Prima di dare il via alla festa, la cantautrice romana fa i dovuti ringraziamenti al suo fan club giunto al suo ventesimo anno di attività e lascia poi il palco a Paola e Giorgia, le responsabili dell’associazione, per potersi andare a disfare del travestimento e tornare ad essere la Paola di sempre.

Pochi minuti dopo eccola riapparire, sale sul palco con quel sorriso che ci ha fatto innamorare, e sfoggia la sua anima social facendo in diretta un Facebook Mentions per poter rendere partecipe chi non è riuscito a venire.

Da qui in poi incomincia lo spettacolo vero e proprio, Paola ci accoglie davvero come una famiglia riunita per il giorno di Natale, e credetemi che la sensazione è proprio quella.

L’evento, perché chiamarlo concerto è riduttivo, inizia con “Questa non è una canzone”, cantata quasi interamente dal pubblico sotto lo sguardo emozionato e complice di Paola.

Dopo un altro paio di canzoni è il momento di pescare dal contenitore delle domande/richieste che i fan avevano riempito con i loro desideri. Ecco che coglie quello che diventerà il tormentone della serata: “Paola, ci fai Luci e Misteri di Cinecittà?” Lei la accenna, ma rende ben chiaro che non è il caso, peccato, perché la stessa richiesta uscirà almeno altre tre volte!

Si ricomincia con la scaletta e Paola attinge dal suo corposo repertorio, regalandoci perle rare che, almeno la sottoscritta, aveva sentito solo su disco.

Ecco che arriva il momento di coinvolgere in prima persona i fan, quindi sono Tiziana all’hang (quello strumento strano che vedete, o meglio sentite suonare dai suonatori di strada) e Melina che aprono le danze intonando “Stato di calma apparente”. È poi ancora il momento delle richieste dove Paola ci confessa che: “la musica mi ha salvato la vita più di una volta”.

Dopo un altro paio di canzoni è il turno di Domenico (a proposito, grazie della birra) che accompagnato dalla chitarra di Paola ci delizia con un’inedita versione di “Quel fondo di luce buona”.

Siamo oramai a metà pomeriggio e Paola annuncia la pausa; tutti increduli (lei in primis) guardiamo l’orologio perché non è possibile che siano già passate due ore!

La festa riprende dopo qualche minuto e, a sorpresa, Paola ci regala un mini concerto con la sua band, durante il quale la Turci imbraccia il basso e intona una meravigliosa “Mi manchi tu”.

È il momento di tornare all’acustico, ma prima Paola chiama sul palco la madre e Maria Sole Tognazzi, che improvvisano una divertente intervista che ci strappa più di un sorriso. Dopodiché la regista abbandona il palco e lascia la scena a madre e figlia che tra una risata e l’altra si esibiscono con il grande successo di Paola, “Bambini”, e con un’emozionante versione di “Questa non è una canzone”, la preferita di mamma Maria, che fa scendere qualche lacrima di commozione tra il pubblico.

Paola torna ad essere sola sul palco e dopo il momento delle richieste accenna un pezzo di “Luna”, brano della Bertè con cui ha duettato nel disco in uscita di Loredana, “Amici non ne ho ma… amiche sì”.

Dopo il capolavoro “Frontiera” è la volta di Stefania che sale sul palco per “Ragazzi bellissimi”. Per spiegarci il motivo della sua raucedine, Paola ci parla del concertino che ha tenuto al carcere di Sollicciano dove ha dovuto cantare a squarciagola senza microfono il dieci dicembre prima del concerto al Teatro Puccini di Firenze il giorno stesso. In questa maniera ha regalato un po’ di normalità e di evasione dalla loro realtà a quelle donne che lì dentro scontano la loro pena.

L’evento continua tra vecchi gioielli sconosciuti ai più e le richieste dei fan. Però la festa, ahimè, sta ormai volgendo al termine e sul palco sale l’ultima fan, Trilli, che Paola accoglie così calorosamente proprio come aveva fatto con gli altri, mostrando per l’ennesima volta il rispetto e l’affetto della cantautrice nei confronti di chi la segue da una vita. Sul palco sale anche “Giorgina” del fan club e tutte e tre intonano “Storia d’amore d’inverno”.

Siamo ormai agli sgoccioli, il tempo è tiranno e la giornata è passata in un attimo, quindi Paola ci saluta con “Volo così” e chiude la festa, come lei stessa ha definito questo evento, con “Piccola canzone d’amore” che ci confessa essere la sua preferita.

Alla fine dell’ultima canzone Paola ringrazia tutti e ci dà l’appuntamento al prossimo anno.

Si accendono le luci e l’incantesimo finisce, ma prima di tornare alla realtà tutti la aspettiamo e lei non ci delude. Esce dal camerino, abbraccia Sabina Guzzanti che era passata per un saluto, e con un sorriso smagliante, nonostante la stanchezza della giornata, si ferma a scattare foto, firmare autografi e regalare baci e abbracci a chi ha visto in lei e nella sua musica un’ancora di salvezza e una colonna sonora della propria vita.

Dunque finisce così questa più o meno fredda giornata romana di metà dicembre, con il cuore caldo e pieno di buona musica, e sì cara Paola, l’appuntamento è decisamente all’anno prossimo, ma una cosa è certa… “non ci lasciare mai”!

Camilla Sabatini | Foto: Giusy Chiumenti

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Qube Music

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