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Museo Rosenbach: il ritorno del Prog

Si intitola Barbarica il nuovo album

Il lato più rock di me si chiama Museo Rosenbach”, cosi Giancarlo Golzi, fondatore e batterista da sempre dei Matia Bazar, con cui continua con successo a fare dischi e concerti in Italia e all’estero, racconta la nuova avventura discografica e concertistica della formazione nata a Bordighera, agli inizi degli anni 70, quando Golzi, con alcuni suoi amici, cominciava a muoversi nell’ambiente musicale ligure (che, di lì a poco, lo porterà a formare anche i Matia).

Dopo alcuni esperimenti live e in studio tra il 1999 e il 2002, i Museo Rosenbach sono tornati a pubblicare proprio quest’anno: l’album, dal titolo BARBARICA (su etichetta Aereostella).

Il titolo evoca scenari drammatici, dominati da un’istintiva violenza che fa regredire qualunque civiltà al primitivo stato di barbarie. La band racconta un mondo disorientato, incapace di crescere in armonia con la natura, lacerato dal demone della guerra.

Ancora Golzi: “Per me il Museo significa il primo amore, il primo gruppo con il quale ho iniziato a suonare, le persone con le quali ho condiviso la mia gioventù, e come dice il proverbio ‘il primo amore non si scorda mai’. Molti si stupiscono del binomio Matia Bazar-Museo Rosenbach ma il genere Prog ha partorito, negli anni 70, tantissimi grandi musicisti che, oggi, sono numeri uno della musica definita ‘più facile’, uno su tutti è Mauro Pagani. Lo studio del Prog è stata una grande scuola, mi piace pensare che sarebbe stato impossibile fare l’inverso, iniziando dal Pop. Diciamo che il Prog Rock ci ha insegnato a gestire meglio le note del Pop!”.

Mellotron, mini e polimoog, sintetizzatori: un sound che rimanda al cuore degli anni 70, quando band come Genesis, King Crimson, Yes e Jethro Tull, imponevano i loro dischi all’attenzione mondiale, quando quel suono “animava” storie e personaggi presi dalla letteratura inventando il “concept album”.

Composto oggi da Stefano “Lupo” Galifi (voce), Giancarlo Golzi (batteria e percussioni), Alberto Moreno (tastiere), Fabio Meggetto (tastiere), Sandro Libra e Max Borelli (chitarre), Andy Senis (basso).

Il mio drumming è completamente diverso rispetto a quello dei Matia”, conclude Golzi. “Personalmente posso affermare che, attraverso gli anni di studio con il Museo Rosenbach, mi sono formato come batterista, e che nei Matia uso e suono quello che è necessario in termini di precisione e feeling richiesto dal Pop”.

Tornati con l’entusiasmo di 40 anni fa, i Museo Rosenbach dimostrano che il Prog non solo è vivo ma anche in buona salute!

Autore

Qube Music

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