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MI AMI FESTIVAL 2018: Pagellone Finale

Si va verso l’inizio della sessione e allora quale miglior momento per ricordarmi quanto sono triste e per mettere voti, sentendomi per una volta, esattamente il professore che mi boccerà.

Io però sarò più buono o almeno cercherò di essere giusto. In questo pagellone del Mi Ami Festival, non posso che premettere quanto sia ben pensato e studiato l’appuntamento in cui ogni anno si riversa la musica italiana alternativa che durante l’annata ha fatto più rumore e scalpore.

La mia pagella sarà secca e essenziale con voto e piccola frase di accompagnamento, per saperne di più potete ripescare i report del giorno 1 e 2.

COSMO (9.1)

Come un buon vecchio sintetizzatore riesce a sfruttare l’onda dei suoi pezzi destrutturando ogni idea che si ha prima di vederlo. È sicuramente l’esperienza più internazionale e appagante del Mi Ami.

Salta, si butta e questa volta lo prendono e amano proprio tutti.

DUNK (7.5)

Peccato che il live sia così breve, ma sicuramente l’intensità è unica. Colpisce il poco parlare sul palco e tra il pubblico.

Tutto quello che viene toccato scintilla, vibra. “Stradina” è sicuramente il brano italiano live dell’anno.

MARIA ANTONIETTA (8)

Non riesco a pensare ad un voto più rotondo di un 8. Il live della regina punk è così puntuale e sentimentalmente è impossibile non farsi coinvolgere dalle storie dei brani e da un gruppo che emana un suono unico e fresco nel cantautorato italiano.

GERMANO’ (8.3)

La vera perla nascosta di Bomba Dischi. In lui l’etichetta romana ha un’alternativa a Calcutta e all’hype seriale. Un personaggio puro che in concerto fa pensare solo alla musica e non a cacciare il telefono dalle tasche.

SECRET SHOW DI CALCUTTA (9.9)

Mi tengo lo 0.1 per me semplicemente perché era troppo ovvio e lecito aspettarsi una sua apparizione, il 10 lo tengo per il prossimo secret show in cui uscirà Alberto Ferrari, evocato da me e dalle mie sfere del drago.

COLAPESCE (10/10/10)

Un performer cresciuto sotto ogni punto di vista, Infedele è il disco dell’anno passato e mixando questi due aspetti viene fuori il live dell’anno.

Seguite ogni data possibile e immaginabile e gustatevi tutto, ogni secondo.

SELTON (7)

Erano mancati tantissimo e una volta entrati sul palco, speri sempre il concerto non finisca mai. Si balla, si suda e si ama con i Selton.

FRAH QUINTALE (7.7)

Non è un mio pupillo, ho ascoltato poco il disco ma in live è tutta un’altra cosa. Non ci si preoccupa dei temi e del pubblico ma semplicemente dei brani e della produzione che riesce sempre a far stare sul pezzo un pubblico innamorato.

GIORGIENESS (7.5)

Il volto solido e arrabbiato, nonostante l’amore per i gatti, del rock 3.0 italiano. Si prepara a diventare una regina a suon di gavetta e per adesso la continuiamo a seguire con estrema attenzione.

MASAMASA (9)

Pensare che su un palco vicino all’idroscalo possa eruttare un vulcano è qualcosa di paradossale. Masamasa per adesso è un geyser attivissimo ma studia per diventare il Vesuvio. Una bomba inaspettata.

Ho inserito in questa lista solo quello che veramente mi ha colpito, senza polemiche. Aspetto che il karma mi ricompensi per questa scelta saggia e democristiana.

Ci sentiamo al prossimo festival per nuovi orizzonti, nuove pagelle.

Autore

Gianluigi Marsibilio

Gianluigi Marsibilio

Classe 1995. Nato a Guardiagrele, piccola cittadina in provincia di Chieti, dopo aver percorso la carriera scolastica, frequentando il liceo scientifico, si sposta a Roma per frequentare gli studi in Comunicazione Istituzionale nell'Università Pontificia della Santa Croce. Già dal primo anno di studi ha cominciato a lavorare per varie realtà, creando anche il blog di informazione scientifica ''Tra scienza e coscienza''.