Live Report News

Marta Sui Tubi a Catania. La tappa siciliana li vede felici come bambini

I Marta Sui Tubi approdano finalmente in Sicilia, al Qubba di Catania, per la loro unica data siciliana di questo tour estivo e, come previsto, ad attenderli c’è un pubblico copioso

I Marta Sui Tubi approdano finalmente in Sicilia, al Qubba di Catania, per la loro unica data siciliana di questo tour estivo e, come previsto, ad attenderli c’è un pubblico copioso.

Il loro concerto, inserito all’interno della rassegna Rocketta Summer Live, è stato anticipato dalle esibizioni del duo tutto al femminile delle Ginger Bender e da quello della band toscana Piaceri Proletari.

Suoni industrial e distorti introducono l’ingresso della band sul palco, che esordisce guardando il mondo che va a fondo da un oblò, presentandoci il loro “Amico Pazzo”. Il pubblico si fa sentire forte, poco dopo, sulle note di “Spina Lenta”.

L’emozione della band per il concerto in casa è forte e Giovanni Gulino non ci nasconde che oggi, al pensiero di suonare in Sicilia, si sentivano felici come dei bambini, rassicurandoci sul fatto che questo non è uno di quei discorsi che si fanno a ogni concerto.

Ci dice che siamo tantissimi, proverebbe anche a contarci ma ha la certezza che alla fine saremo “Dispari”.

Il pubblico esplode ancora una volta sulle note di “Cromatica”; poi è la volta di due brani estratti da “LoStileOstile”, “+D1H – Più di un’ora” e “Da Dannato”.

Marta sui Tubi - Suona (6)

I fan storici della band hanno cominciato a fremere quando Gulino ha annunciato la canzone estratta dal primo album, che li ha fatti conoscere al grande pubblico, andare in radio e che suonano da sempre. Questo brano, “Vecchi difetti”, ha fatto nascere tante coppie, tanti bambini. Ci fa ridere raccontando che spesso queste coppie vanno da loro a fine concerto, dicendo che questi figli sono un po’ anche loro e gli verrebbe da rispondere “Col Caxxo, avreste dovuto invitarci”! Tutti scoppiano in una risata, che è proseguita quando ha spiegato che si sono un po’ rotti di suonarla nella versione originale e che adesso hanno voglia di riproporla in chiave reggae. Dice che la canzone reggae per funzionare ha bisogno di due cose: lo spinellone e il coro. Il pubblico è divertito, mentre loro, dopo un’intro realmente reggae, eseguono il brano nella versione originale, emozionandoci tantissimo.

Giunge il momento di “Camerieri” e continuano ad intrattenerci con estrema simpatia, segno che si stanno realmente divertendo a suonare in Sicilia. Pipitone introduce il brano, provocandoci, raccontando che al loro arrivo a Catania cercavano la specialità catanese, la cipollina… “no, non l’arancinA, che è femmina e che fanno meglio dalle nostre parti, ma la cipollina, purtroppo però alla fine c’è toccata l’arancinA”. Il pubblico ride, per quella che è una diatriba tra palermitani e catanesi che dura da secoli, nella sanguinaria guerra su quale debba essere la giusta vocale da porre alla fine del nome che indica la specialità siciliana. Ci fanno ridere ancora sottolineando che a Palermo, quando i vegetariani al ristorante chiedono un’alternativa alla carne, generalmente propongono i wurstel, che i palermitani non considerano carne! Ulteriore boato di risate.

La folla sottopalco continua a emozionarsi con  “Di vino”, per poi ascoltare attenta il brano che parla di quell’esperienza che ti stravolge la vita e che è recentemente capitata a Gulino e Paolini, ovvero la paternità, per poi intonare “Niente in cambio”, brano bellissimo che parla proprio del rapporto padre-figlio.

Il pubblico canta a squarciagola “Vorrei” e “Post”, sulle cui note si ritirano.

La folla li acclama e al loro rientro ci chiedono se ne vogliamo ancora. Ci dicono che dobbiamo convincerli a fare un pezzo violento, provando a pogare senza musica. Catania li accontenta e loro entusiasti eseguono “L’unica cosa”. Poi, dopo aver fatto abbassare le luci, ci salutano sulle note de “La Spesa” e ci ringraziano dicendo che questa data catanese è stato un bellissimo viaggio.

Concerto memorabile!

La prossima volta che ci vedremo non sarà una coincidenza!

Egle Taccia | Foto: Davide Visca

Autore

Egle Taccia

Egle Taccia

Avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!