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Marlene Kuntz a Villa Ada Incontra Il Mondo. Make Some Noise (Rock)!

Il gruppo piemontese ha riproposto integralmente “Catartica”, il loro disco d’esordio, per celebrarne i 20 anni

I Marlene Kuntz ed il loro “Catartica Tour 2015” sono approdati ieri sera a Roma, sul palco di Villa Ada, con una scaletta vasta, ma soprattutto potente. Inizialmente il gruppo piemontese ha infatti riproposto integralmente “Catartica”, il loro disco d’esordio, per celebrarne i vent’anni, mentre – per la seconda parte dello show – sono stati prescelti alcuni dei migliori brani estratti dai rimanenti – si fa per dire – otto album.

L’opening act della serata era Giancarlo Onorato, artista multiforme con il quale Cristiano Godano ha collaborato in precedenza per il progetto “Ex Live” – veri e propri concerti ove il primo presentava il suo libro “Ex” – culminato poi in un album dal vivo. Onorato è un cantautore concettuale, nelle cui esibizioni le arti – come la poesia e la musica – si mescolano fino ad divenire un unicum. Un’ottima tecnica chitarristica, ma il suo approccio distaccato ed il linguaggio, in alcuni casi, eccessivamente metafisico non riescono a suscitare l’interesse del pubblico.

Sono ovviamente i Marlene Kuntz a scatenare immediatamente la folla sulle note di “M.K.”. Le chitarre ed il basso urlano, nel frattempo che Luca Bergia picchia duro sulle pelli della sua batteria. “Festa Mesta”, “Sonica”, “Giù Giù Giù”: che casino, che forza, che impatto! A vent’anni di distanza la resa live di questi brani è rimasta intatta. E poi arriva “Lieve”, una delle poche canzoni dell’album – insieme a “Gioia (Che Mi Do)” – dove la strumentazione passa leggermente in secondo piano per permettere all’ascoltare di focalizzare la propria attenzione sulla voce di Godano. La prima parte del concerto si chiude con la strumentale “Non Ti Scorgo Più”, ultima traccia di quello che è – da sempre – uno dei dischi cardine del noise rock italiano.

La seconda sezione si apre con “Osja, Amore Mio”, il cui testo s’ispira alla figura del letterato russo Osip Ėmil’evič Mandel’štam ed è scritto dal punto di vista della moglie di quest’ultimo. Si prosegue con “Catastrofe”, anch’esso estratto dall’ultimo lavoro di studio del 2013. Distorsioni, dissonanze e feedback la fanno da padrone lungo tutta l’esibizione, ma in particolare nell’arrangiamento di brani come “3 Di 3”, “E Poi Il Buio” – una delle più belle dell’intera serata – ed “Io E Me” durante la quale Cristiano Godano si arrampica sulla batteria mentre la sua chitarra e quella di Riccardo Tesio ululano nuovamente ad un ritmo sempre più incalzante ed il basso viene posizionato sopra all’amplificatore per ottenere un forte riverbero sonoro. Sul pit frattanto il pogo è sfrenato. Dopo questa immensa prova, i Marlene ci ringraziamo ed escono, lasciando il pubblico in tensione, ancora affamato di quei suoni tanto grezzi e duri quanto portatori di un effetto liberatorio.

Il concerto non è terminato ed i piemontesi tornano sul palco per eseguire gli ultimi attesissimi tre pezzi. Il primo è “La Canzone Che Scrivo Per Te” – estratto dal loro quarto album del 2000 – per il quale collaborarono con Skin degli Skunk Anansie, a cui segue l’inconfondibile riff di una delle loro ultime hit – che ha imperversato in radio per lungo tempo – “Il Genio (L’Importanza Di Essere Oscar Wilde)”. La band pone il suo sigillo alla serata con la vigorosa e polemica di “Ape Regina”, con il risultato di mandare a casa una folla sudata, spompata e pienamente felice. Cristiano Godano ha detto che suonare a Roma è sempre potente, ma il merito è tutto loro: chi assiste non fa che reagire agli stimoli provenienti dal palco. Ed i Marlene – ieri sera – di stimoli ce ne hanno forniti a iosa.

Laura Di Francesco | Foto Copertina: Eleonora Ferri

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Laura Di Francesco

Laura Di Francesco

Classe 1984. Manifesta precocemente la passione per ogni tipo di manifestazione artistica, prima tra tutte, la musica. Nel 2003 consegue il diploma di scuola media superiore in grafica pubblicitaria. Successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università degli Studi Roma Tre, laureandosi con il massimo dei voti. Attualmente lavora presso uno studio amministrativo e frequenta il corso di laurea magistrale in Italianistica. Unendo l’amore per il Rock e quello per la scrittura apre un blog «La filologa del Rock ‘n’ Roll» ed inizia a collaborare con la webzine «Nerds Attack!». Donna dinamica e dotata di un’inesauribile curiosità, viaggia spesso per assistere a concerti e festival. Il suo più grande sogno ed obiettivo è quello di fare della critica musicale il lavoro della sua vita.