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Marina Rei all’Auditorium Parco della Musica

Una grande serata di musica in compagnia della cantante romana. Marina, accompagnata alla batteria dal padre Vincenzo Restuccia, non è riuscita a trattenere le lacrime

Alquanto singolare il titolo dell’ultimo lavoro discografico di Marina Restuccia, in arte Rei, uscito il 30 settembre scorso: Pareidolia. La mia innata curiosità mi ha indotto alla ricerca del significato di questa parola, non di uso quotidiano. Ebbene, chi di noi non ha mai trovato forme di animali o oggetti vari guardando le nuvole? E’ proprio questa la pareidolia, è la naturale tendenza della mente umana a trovare forme familiari in oggetti con tratti casuali. La pareidolia acustica si verifica, invece, quando crediamo di sentire suoni significativi in rumori casuali, come quelli ottenibili ascoltando determinati brani al contrario.

La Rei in alcune interviste ha ammesso di aver scelto questo titolo proprio per invogliare le persone a cercarne il significato, spostando l’attenzione sulla tendenza a guardare le cose con superficialità. La title track è un rap incalzante eseguito da Zona MC, rapper italiano che la Rei ha conosciuto attraverso il figlio appassionato di hip hop. E’ evidente un riferimento alla pareidolia nei versi “cercarti in tutti i giorni, cercarti sempre e trovarti in ogni senso quando senso ha niente”, intesa come ricerca di un qualcosa di concreto tra l’insensato.

L’album, il decimo della cantante romana, è un giusto equilibrio tra rock e ballad, in piena tendenza con il suo stile. L’omonimo tour, partito il 6 novembre scorso dal Biko (noto club di Milano), è approdato in capitale ieri 22 novembre all’Auditorium Parco della Musica, al Teatro Studio da poco intitolata a Gianni Borgna, intellettuale e politico nonché ideatore delle notti bianche romane. La sala è la più piccola dell’Auditorium: solo 300 posti; molto raccolta, senza palco, ma solo un quadrato ampio sul parquet dove i musicisti prendono posto. Tutto questo ha fatto sì che il concerto fosse molto intimo, nonostante il rock e l’energia che contraddistingue le esibizioni della Rei. Il pubblico era timido, ma si è andato piano piano sciogliendo grazie al coinvolgimento della cantante che, durante l’esibizione di Vorrei essere e I miei complimenti è andata in mezzo al pubblico.

Il concerto è iniziato con il brano Lasciarsi andare. Proseguendo, per un paio di canzoni, Marina è stata accompagnata alla batteria dal padre Vincenzo Restuccia. La cantante lo ha presentato al termine di Del tempo perso, non riuscendo a nascondere la commozione. Il live è stato concluso dal brano sanremese Un inverno da baciare; l’artista ha invitato il pubblico ad avvicinarsi alla zona palco per il saluto finale.

Un gran bel concerto, vale veramente la pena andarlo a vedere. Solo una nota personale: trovo irragionevole il fatto che ad una cantante di grande talento come la Rei venga concessa una sala così piccola; merita un pubblico molto più numeroso.

Di seguito la scaletta. Una curiosità: dopo Vorrei essere era prevista proprio Pareidolia, ma non è stata eseguita.

Lasciarsi andare
Ho visto una stella cadere
Avessi artigli
Sole
Del tempo perso
Fammi entrare
E mi parli di te
Donna che parla in fretta
Vorrei essere
L’errore
I miei complimenti
Noi
E se solo potessi
Fragili

Encore

T’innamorerò
Al di là di questi anni
La parte migliore di me
Annarella (cover Cccp)
Un inverno da baciare

Giusy Chiumenti | Foto Copertina: Giusy Chiumenti

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Qube Music

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