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Marco Mengoni: Parole in circolo

Un artista maturo nei contenuti, in grado di cantare l’amore con una malinconia non più solo struggente ma anche intrisa di speranza

Ospite attesissimo di Webnotte, il celebre programma di Repubblica condotto da Ernesto Assante e Gino Castaldo, Marco Mengoni ha proposto due brani, Guerriero e Esseri umani, tratti dal suo ultimo progetto Parole in circolo. Accompagnato da Gianluca Ballarin (piano e tastiere), Davide Sollazzi (batteria), Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarra), ha dato vita ad un arrangiamento live emozionante che ha rapito il pubblico in una partecipazione empatica.

Sul secondo pezzo ha affermato “è un testo molto importante per me ma anche per il momento che stiamo vivendo; sembra banale ma troppo spesso dimentichiamo di essere umani, siamo mortali e non dovremmo sprecare questa esistenza“.

L’inciso recita “oggi la gente ti giudica per quale immagine hai, vede soltanto le maschere non sa nemmeno chi sei”. Questo il fulcro del messaggio, si è definito “un cantautore della crisi”: crisi dei valori che irrigidiscono l’interiorità dietro la superficie.

Il titolo dell’album, Parole in circolo, non è certo casuale: la parola è davvero al centro, i testi conservano le tracce di un’interiorità ricca che pullula di messaggi. Dalla riflessività quasi socio – antropologica di Esseri umani, al romanticismo asciutto di Invincibile, dalla profondità di Guerriero alla dolcezza, dietro sound elettro – dance, di pezzi come Ed è per questo e Io ti aspetto.

Un Mengoni maturo nei contenuti, in grado di cantare l’amore con una malinconia non più solo struggente ma anche intrisa di speranza, di una sorta di curiosa attesa del futuro che non deve togliere intensità al presente da vivere con passione e consapevolezza. “Le parole sono importanti”, afferma il cantante, “come aveva già detto un regista prima di me. Credo che dobbiamo stare attenti ai messaggi che mandiamo, soprattutto chi fa mestieri come il mio e che quindi è a contatto con molte persone, anche giovani. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo le parole possono davvero incidere sulla realtà, innescare strane ideologie per questo bisogna pesarle bene“.

Profondità dei concetti ma anche grande sperimentazione dal punto di vista melodico in questo album con influenze diverse che spaziano dal cantautorato al pop, dall’elettronica alla dance anni ’70 ’80, come un collage di cui si possono notare i singoli colori ma che nell’insieme vanno a creare una figura, un percorso.

Originalità anche nella modalità di pubblicazione che vedrà, dopo questo primo cd, l’uscita di Parole in circolo 2 entro il 2015. Una sorta di playlist l’ha definita l’artista, un work in progress che continuerà ad accogliere nuovi stimoli da convogliare nel progetto, “devo ringraziare la mia casa discografica che mi ha concesso di rimanere in studio e di continuare a scrivere anche dopo la pubblicazione e anche se a maggio inizierà il tour; questo mi permetterà di comporre e dare vita alla seconda parte del lavoro tramite gli input che arriveranno nei prossimi tempi“.

Durante la serata, poi, il cantante ha offerto un’interpretazione magistrale di Letter to Hermione, brano non tra i più conosciuti di David Bowie ma che, afferma Mengoni, rappresenta bene l’origine della sua formazione, quell’universo soul da cui è nato il suo incontro con la musica. L’atmosfera è stata avvolta da un sound blues, da quell’inspiegabile incantesimo emotivo tipico di una jam session utilizzando l’impressionante vocalità come uno degli elementi della band, le corde vocali al servizio della musica in incastri, fiati e armonizzazioni sugli strumenti.

Vista la grande concentrazione sui testi, gli abbiamo chiesto quale sia il suo rapporto con il momento della scrittura, che è quello più complesso per un cantautore perché lascia una traccia dell’anima: “scrivere è molto difficile, per me“, ci ha riferito, “non a caso ho impiegato due anni per realizzare questo album; non essendo un poeta, un oratore mi aiuto come posso: ho fatto l’istituto d’arte, parto quindi da un disegno e cerco di costruirci su un messaggio e un testo; l’ispirazione, poi, arriva nei momenti più impensabili dove non hai mai modo di appuntare nulla, è un meccanismo complicato“. Quando tecnica e talento si uniscono ad uno spirito profondo e sensibile, la musica esprime davvero il suo senso e allora note e parole muovono le corde dell’anima, leniscono le ferite, traghettano le emozioni.

Sabrina Pellegrini

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Qube Music

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