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Manuel Agnelli, una boccata d’Ossigeno in TV

Seppur anacronistico e con qualche ingessatura di troppo, il programma di Manuel Agnelli risulta gradevole alla visione e all’ascolto…

Ieri sera è andata in onda la seconda puntata di Ossigeno, il programma musicale di RaiTre ideato e scritto da Manuel Agnelli in collaborazione con Paolo Biamonte, Massimo Martelli e Sergio Rubino. Diretto da Gaetano Morbioli.

Un trasmissione che sta ottenendo numerosi consensi, proponendo un format televisivo che ha il sapore lieve del retrò, e che riesce a replicare in parte le atmosfere dei tempi che furono, quando il tubo catodico veniva bucato dalla presenza scenica di storici conduttori quali ad esempio Renzo Arbore e Serena Dandini.

Basti pensare all’estetica, dove lo studio simil club di Ossigeno ricorda in parte il salotto di Avanzi, con un’ambientazione spartana ma al contempo calorosa, a metà tra le evanescenze di Indietro Tutta e le vetrate a cielo aperto di un qualsiasi talk made in U.S.A. In ogni caso un giusto mix scenografico, in cui calare la presenza un po’ goffa e lenta di Manuel Agnelli, che seppur impacciato riesce ad affrontare la telecamera con personale eleganza, e a proporre al pubblico qualcosa di diverso: LA MUSICA! LA BUONA MUSICA!

Così, dopo la straordinaria presenza di Joan as a Police Woman della scorsa settimana, vediamo salire sul palco questo giovedì, il talento infinito di Charlie Musselwhite e Ben Harper. Due leggende viventi del blues.

Che dire?

Seppur anacronistico e con qualche ingessatura di troppo, il programma di Manuel Agnelli risulta gradevole alla visione e all’ascolto, ed ha il pregio delle cose delicate… ricercate… colte. Sdogana lo stesso leader degli Afterhours dalla precedente partecipazione ad un talent, e concede una vera boccata d’Ossigeno nell’attuale panorama televisivo. In una tv spazzatura, sempre più omologata e priva di idee…

Matteo Curti